Il saggio della montagna - I primi due capitoli

Gli amici dell’osteria, dopo alcuni giorni che non vedevano Rolfo, iniziarono a chiedersi dove fosse andato, in un dove paese tutti sapevano tutto di tutti, quella sparizione era misteriosa. Rolfo da quando era tornato dalla Russia, si era chiuso in un mutismo che scompariva quando beveva qualche bicchiere in più, non aveva mai voluto raccontare cosa aveva passato. Con la morte della vecchia Caterina sua madre, il suo mutismo si era accentuato, partiva al mattino con le sue due mucche, verso i pascoli, e tornava a sera, ogni tanto si faceva un bicchiere al Sole, l’unica osteria del paese, scambiava qualche parola, o trattava la vendita delle tome o del burro, che lo aiutavano a campare, assieme alla piccola pensione per via del congelamento dei piedi, era un abitudine vederlo, la sua scomparsa si notò.Geppe che gli era amico chiese in giro, si recò alla stalla, la trovò vuota, in casa nessuno, sbirciò dalla finestra della cucina, non vide nulla, pensò si fosse fermato nelle baite dei pascoli alti, chiese alla postina, al parroco, nessuno seppe dire nulla, per un paio di giorni, alla sera andava a casa sua per vedere se era tornato. Una sera all’osteria, parlandone con gli amici, convennero che la miglior cosa fosse andare dai Carabinieri se potevano sapere cosa fare, decisero che Toni, visto che un suo parente faceva servizio in caserma, sarebbe andato a sentire cosa si poteva fare.
Passarono alcuni giorni, Toni portò il responso, disse che i Carabinieri non potevano fare niente, visto che Rolfo era maggiorenne , poteva allontanarsi senza informare nessuno, loro in via ufficiale non potevano fare un bel nulla, il cugino di Toni, assicurò che si sarebbero però informati negli ospedali dei dintorni, se avesse avuto notizie lo avrebbe chiamato.Non rimase altro che attendere notizie, fecero mille congetture, almeno avesse avuto parenti, era rimasto solo , che fosse caduto in un crepaccio, ho fosse fuggito all’estero,si accordarono di fare un giro per la montagna alla domenica successiva. La domenica divisi in squadre esplorarono la montagna, si ritrovarono in cima alla cappella della Madonna della Neve, bastò un occhiata, la ricerca era stata vana, discesero al paese paghi di aver fatto il loro dovere, non rimaneva altro che attendere .In paese, piccolo ammasso di vecchie case di pietra, costruite dai vecchi, ancora permeato da un senso di fratellanza, bene o male erano uniti, gioie e miserie. Gente di montagna, avvezza alla vita dura, li univa al mondo un paese più grande in valle, una strada sterrata, di quindici chilometri. Quando cadeva la neve, era un problema arrivare in basso. Scherzando Cecco diceva, tra galline, cani, erano in tutto duecento persone. Il Parroco vecchio sacerdote aveva tenuto a battesimo quasi tutti, era a conoscenza di tanti segreti non seppe dare risposta della scomparsa di Rolfo.
Una sera Geppe passando per un controllo alla casa, vide che dalla stalla mancavano alcuni attrezzi, dette voce agli amici, convennero che qualcuno si era introdotto nella stalla, indagarono, non vennero a capo della cosa. Geppe affermò,che la stalla era chiusa, ora era aperta, con la chiave infilata nella toppa, solo Rolfo aveva la chiave, che fosse tornato ?Passarono alcuni giorni, alla sera a turno passavano a vedere, non vi fossero altre sorprese, la stalla era vuota, la chiave sempre nella toppa. Furono distratti dal vita quotidiana, il lavoro, soltanto quando si ritrovavano all’osteria, chiedevano se qualcuno aveva delle novità....

Nessun commento:

Posta un commento