Ciao Aldo vieni a vedere o quasi finito, o tolto tutto e adesso sembra persino più grande, ma che cosa ai li quanti pacchetti, cosa sono dai lo sai che sono curiosa. per primo gli aprii quello della lanterna, e il gridolino di sorpresa che ne segui fu un canto di gioia per i miei orecchi. Aldo che gioia sei et zes ricurdate che an piasia, vieni appendiamola subito cosi vediamo come stà, guarda come sta bene, che blussa, ma come hai fatto a prenderla, costa tanto mi ricordo sai. Stai zitta e ascoltami, anzi a le mei che ti siedi, ti devo dire tante di quelle cose che neanche te lo immagini, e iniziai a raccontare tutto, e man mano ohe andavo avanti, vedevo i suoi occhi che si riempivano di lacrime, tanto che fui costretto a dirgli. Se non la smetti di piangere non ti racconto più niente. No la smetto ma e sun tantu cuntenta che e sun nen buna a nen piuré, e giù altre lacrime, ma bene o male gli raccontai tutto, la scena era poetica, lei con un grembialone, ed un fazzoletto in testa, tutta impolverata e le lacrime cadutegli si erano impastate con la polvere aveva la faccia come una carbonaia, ma anche cosi i miei occhi la vedeva- no bellissima, tanto che la strinsi a me baciandola. Poi fuga generale perché la mamma sentendo che nessuno si muoveva si era affacciata alle scale dandoci una voce. Siete morti, che cosa aspettate che vi porti la cena là sopra, su bugeve, venite sotto. La mamma e Toni come ci videro si misero a ridere, non potevamo negare di esserci baciati, la mia faccia era tutta impastricciata come quella di Graziella. Ma gurdei asmiu dui magnin, su lavatevi la faccia e poi mangiamo. Toni aveva già raccontato tutto alla mamma, che se ne venne fuori con una battuta degna di Toni. E sareve pover ma seve tantu furtuna, che e sareve mai sensa. iE poi l'altro annuncio sai Aldo questa mattina sono uscite le nostre pubblicazioni sono sulla porta della parrocchia, e to padre le ha viste e mi ha fermato. Cosa voleva, si è ricordato che ha ancora un figlio. No non dire cosi, mi ha detto se vai a trovarli, . che hanno piacere di vederti e se mi vuoi bene devi andarci, fallo ti prego in fin dei conti sono i tuoi genitori. Si ma non si sono ricordati di quello quando mi hanno mandato fuori di casa, ma forse è meglio che lasciamo perdere adesso non è il momento adatto per parlane, pensiamo a noi adesso abbiamo anche la roba e domenica dato che ti avevo promesso che ti portavo a Superga, io e te andiamo e Toni dà il bianco. Ma no Aldo lascia perdere, ci andiamo un'altra volta, diamo una mano a Toni, puliamo tutto e cosi lunedi portiamo sù i mobili, tanto mia madre ha già chiesto la soffitta vicino per Toni, e gliela anno data per niente e possiamo spostare i mobili vecchi per Toni e cosi anche lui ha la sua cameretta, io domani sera pulisco anche li, cosi siete tutti e due a posto. Per me và tutto bene, parei al matin sentu nen i culumb. Da quel giorno fu tutto un susseguirsi di preparativi, confetti, partecipazioni insomma tutte quelle cose che servono per fare un matrimonio, in compenso il lavoro andava a meraviglia, e avevo persino ricevuto offerte da concorrenti del munsù Carlo, ma con paga maggiore, non mi tentavano. Una sera andai a casa da mia madre, per portare loro i confetti, quella fù una sera che non voglio mai dimenticare, prima i saluti, abbastanza cordiali, poi l'informarsi che cosa facessi, e dove dormissi, e per ultimo boccone, quando tesi a mia madre il pacchettino dei confetti la risposta che mi gelò: Li hai portati perché speri che ti facciamo un regalo? Non risposi nulla voltai le spalle e andai via con il pianto in cuore, deluso più che mai, pensare che avevo sperato si fosse calmate, invece era diventata più acida che mai, pazienza sarei andato a nozze da orfano. Graziella quando mi vide tornare mogio mogio, non mi chiese nulla/capi che pensavo, e come mi sentivo. Ormai mancava soltanto più una settimana, per me non esisteva che quella domenica mattina, avevo la testa nelle nuvole, dimenticavo tutto, e quel pomeriggio mi accorse che avevo dimenticato il portafoglio a casa, e alla sera dovevo fare le paghe, avvisai Toni ma non si poteva spostare e cosi mi avviai piuttosto di corsa a casa per prenderlo. Da un lato ero contento cosi forse vedevo Graziella, ma forse non c'era, era in giro per completare le compere, feci le scale di corsa, e appena arrivai davanti alla porta della soffitta e stavo per tirare fuori la chiave, sentii bisbigliare, rimasi sorpreso non ci abitava nessuno li sopra solo io e Toni, e solo allora notai un filo di luce che trapelava da sotto la porta, allarmato pensai subito forse ci sono i ladri, e per esserne sicuro con la massima precauzione infilai la chiave nella toppa ; e piano piano girai la porta era aperta, uno spiraglio lo potevo fare, il giorno prima avevo oliato i cardini ero sicuro che non avrei fatto rumore, dai Aldo coraggio spingi. Mi caddero le braccia, un velo rosso davanti agli 5 occhi, ma no non può essere vero, non è lei. L'urlo mi mori in gola, si era lei stesa sul mio letto completamente nuda che stava baciando con furia un uomo che io non avevo mai visto, e che se anche avessi visto non avrei dubitato, ma perché, ma perché, fui solo capace di dire dando un calcio alla porta. E mi voltai fuggendo con le lacrime di rabbia nel cuore una tempesta di furore, che mi fece rivivere tutto il passato, tentavo ancora di non credere che era stato solo un incubo, volevo giustificarla creandomi delle colpe, ma non vi riuscivo, stavo impazzendo, ma perché proprio a me ma solo ieri mi aveva giurato che senza di me non poteva vivere. O munsù ca staga atent, a le an mes a la strà e momenti lo mettevo sotto ma as sent mal? No è niente passa subito dissi allontanandomi, passa subito, ma come posso pensarlo dopo tre mesi passati accanto a lei sospirando quel momento amandola in silenzio, desiderandola, credendole, quanto male, mi davo anche del cretino, si dovevi ammazzarla, subito, sei un cretino, i passanti mi guardavano, tanti mi credevano ubriaco. Guarda che razza di gioventù, è ubriaco gia al pomeriggio, figuriamoci alla sera, e ai miei tempi queste cose non si vedevano, che gioventù. Come un automa giunsi al mercato, quando me ne accorsi accelerai il passo; si avevo bisogno di una parola amica. Ehi capo cosa ca là si sente male? No non è niente, ma dove è andato Toni. E' laggiù in fondo che conta i sacchi vuoti, cosi sono anche pronti per domani. Toni Toni, ascolta corri vieni qui, urlai piangendo, tutti si voltarono ma a me non importava nulla ormai per me il mondo era crollato. Arrivo eccomi, ma cosa c'è, cosa ti è successo, piangi anlura a le grave, chi a le mort. Vieni Toni, e lo portai dentro al magazzino, non vi fu bisogno di tante parole, e anche lui mormorò un ma perché ma perché proprio a te. Nel mentre stavamo parlando arrivò munsù Carlo forse avvertito da qualche uomo, anche lui allarmato. Cosa aié cosa aié capitate, e lo disse con tale apprensione che non so nemmeno il perché ma mi buttai fra le sue braccia singhiozzando come un bambino. Come seppe la cosa, fu soltanto capace di dire: Staseira ed vene a mia cà, por fiol, non te lo meritavi e pensare che ci sono tante di quelle donne che si leccherebbero le dita per trovare un ragazzo come te. Toni non aveva parole, mi guardava come si può guardare un amico nel dolore soffrendo con lui, il suo viso e le sue lacrime, parlavano più di mille parole, povero amico, adesso so che cosa hai sofferto anche tu le mie pene solo adesso posso capire perché tu sei diventato Toni al ciucatun. Volevo stare solo, bere, dimenticare, ma non mi lasciarono ne Toni ne munsù Carlo e per tutta la sera cercarono di consolare le mie pene. Sù, è meglio che sia successo prima che dopo, pensa che se nò facevi la mia fine forse potrei trovare una brava ragazza ma come faccio sono sposato e chi vuoi che mi dia retta, diceva Toni. Pensa che forse sei troppo giovane, hai ancora tanto tempo, sù tirati sù non lasciarti andare, buttati nel lavoro, non pensare ad altro, non sei un bambino ormai sei un uomo, fai l'uomo. Ma cosa vuol dire essere uomo accettare tutti gli schiaffi che la gente vuole darti? E prendere per buono il cattivo? Essere contenti che la donna che sino al giorno prima era mia ora senza una ragione sia di un altro? Se questo vuol dire essere uomini io mi auguro di rimanere sempre un bambino. Aldo, credimi io ti sono amico, sono un vecchio che dalla vita non ha avuto altro che schiaffi, e che schiaffi, peggio di te pensa che io ho trovato mia moglie con il mio migliore amico a letto. Ma come hai fatto a non ucciderla. Bravo cosi finivo i miei giorni in galera per una che non valeva nemmeno un pensiero, lascia che stiano con i loro pensieri con le loro colpe, che un giorno quando non avranno più il dono della bellezza e non troveranno più nessun amante, e saranno vecchie, allora penseranno che un giorno avevano vicino qualcuno che gli voleva bene, ma saranno sole senza che nessuno le guardi, e andranno davanti alle chiese a vendere candele. Io sono più vecchio di te Toni, e di cose ne ho viste tante, disse munsù Carlo, e cosa gli è capitato al nostro Aldo, è successo anche ad altre persone, subito sembra che tutto il mondo stia per crollare, e se non si riesce a superare la crisi, possono succedere fatti che sfuggono al nostro controllo e allora sono guai, ma se la volontà è forte, la ferita pian piano si rimargina, e si riprende la gioia di vivere, e si crede ancora che la gente sia buona, non si dimenticherà mai però la ferita che si ha dentro. Munisù Carlo, io sono addirittura morto, altro che ferito, e non sò ancora rendermi conto perché proprio a me sia successo una cosa simile a me che la rispettavo e l'amavo come la mia vita stessa. Senti io posso essere tuo padre, e non voglio che tu creda che a me piaccia vederti soffrire cosi, ma voglio darti un consiglio, spassionato, tu sentilo bene, e poi fai cosa vuoi, ma sappi che bisogna reagire a tutto anche alle cose che sembrano senza speranza, senza soluzione, perché se continui a fare cosi prenderai gusto a fare la vittima, e allora cadrai talmente in basso che niente e nessuno ti potrà rialzare pensa che se uno ti ha fatto del male, non credere che tutti siano cosi, esistono anche delle persone buone e amiche dami da menit, che la vita è bella e merita essere vissuta, adesso fai una cosa tu e Toni prendete il treno, e andate via per un po' di tempo, io ho una cascina andate là lavorate anche là, ci sono i miei contadini, e il lavoro non manca, anche là vi pagherò come faccio qui, ciapé al trenu e andé, subit. Aldo dai andiamo parei ed vude niente e gnun, e parei et calme. Si Toni anduma non voglio più vedere nessuno, ma come facciamo per tutta la roba i mobili, non voglio che se li godano altri i frutti del mio lavoro, non sarébbe giusto. Pié al trenu andé via che per il rimanente ci penso io, qui il posto non manca, sistemo tutto io, anzi a soldi come state? In quell’attimo ricordai che il mio portafoglio era rimasto lassù, eravamo senza una lira, munsù Carlo senza dire nulla sfoghò il suo portafoglio e ne trasse dei biglietti, che mi mise in mano, stringendomela. Por fiol magari e fiise me fiol, e saria la persuna pi cumtenta dal mund la cosa che a me è mancata dalla vita è stata la gioia di un figlio, e adesso che mi ero affezionato a te, e devu vudte soffri ; parei, mi dispiace ma adesso andate, e pensate che appena vi passa il ricordo tornate, che si al travai ? a và speta. Su andiamo, grazie papa Carlo ha fatto più lei che mio padre, e stia tranquillo che distant da Turin e stuma nen tant Vi accompagno alla stazione, tanto di qui ci mettiamo poco. E cosi in tre verso la stazione, che vide già una volta la mia prima avventura, e adesso ne vedeva l'epilogo, mi venne da ridere, un riso amaro che i lasciava un sapore di sofferenza di decisione, e i pensare che avevo lasciato la casa gettandomi in un'avventura che solo adesso sapevo come era andata a finire, non volevo pensare non volevo ricordare, mi faceva troppo male. La medesima delusione che provai quando il treno si mosse, e pian piano vedevo la mia città splendente di luci, che si allontanava da me li dove ero nato, dove avevo sperato, gioito sofferto, i adesso la fuggivo e perché? II treno era ormai nella periferia rare case passavano veloci sotto il mio sguardo, che si stava velando di pianto, e vedevo il paesaggio come quella volta che ero andato a fare il bagno, ed ero andato sott'acqua e con gli occhi aperti, mi ero rivolto a guardare verso l'alto e vidi tutto distorto, malgrado l'acqua fosse limpida, cosi vedevo in lontananza la mia Torino, ma tornerò, anche a costo di soffrire, ma almeno nella mia città mi sento un po' a casa mia. Su Aldo vieni via e chiudi il finestrino, a fa na freid dal boia, non vuoi mica prendere una polmonite. No Toni, e rientrai, e ci sedemmo sulle panche, solo allora mi accorsi che lo scompartimento era vuoto, quanta tristezza. Vorrei farti ridere, ma e sun fora quader, anche se provassi ti farei piangere, facciamo una cosa, proviamo a fare una dormitina, anche se non ci riusciamo, ma tentiamo. Ma tentiamo pensa che solo ieri sera eravamo nei nostri letti e chi andava a pensare che fosse successa una cosa simile. Incominci di nuovo? Ma lascia perdere tanto pi e ti pense e pi ad brusa, pensa che ades Miduma an ti post, che non conosciamo e ùi campagna, quasi in ferie. Hai ragione è meglio che cerchi di non pensare, non è facile, ma voglio provare, tanto non ne vale la pena che me la prenda. Bravo pensa alla salute, e appena et zes prunt, torniamo perché anche se mi piace andare in un posto nuovo istante da Torino e sun oume patanù. Anche tu senti la mancanza, chissà perché e pensare che ci sono delle città forse più belle della nostra, ma la nostra per noi è sempre la più bella, proprio come le mamme, anche se il loro bambino non è bello, per loro è 11 più bello. Et las rasun Aldo, asrnieria che anvece ad nostra mare, alabbia cumprane la cità. Non esagerare, solo che siamo attaccati alle nostre case, come lo sono gli altri abitanti di altre città. Asti, Asti, la voce del capotreno ci tolse dalle nostre fantasticherie. Dai scendiamo siamo arrivati, forza che il treno parte e chissà dove si ferma. Come mettemmo i piedi in terra ci accorgemmo che non soltanto il clima ma anche la nebbia che avvolgeva la stazione, non era come nella nostra città, e quasi sentivamo una punta di ostilità, e ci bastò uno sguardo per capirci. Due biglietti per Torino, e scusi quando parte il treno? Fra mezz'ora, sul primo binario. Ed eccoci nella sala d'aspetto, sdraiati su di una panca, ad attendere il treno, semibrava di essere tornati indietro nel tempo, e facemmo un paragone, ne nacque una risata che svegliò un contadino con la sua cesta dalla quale spuntava il collo : di una gallina, che fece gli occhiacci per zittirci, cosa che ci affrettammo a fare. Per Torino sul primo binario è in arrivo il treno accelerato, i viaggiatori in partenza sono pregati di affrettarsi di andare sul primo binario. Quella voce era un balsamo, si era meglio tornare, affrontare la realtà non fuggirla, avrei sofferto ma ero sicuro che avrei resistito. Ecco ades et zes n'omu, parei e tin piase, tieni duro e vedrai che f orse un giorno troverai anche tu la tua donna. Fammi un favore non parlare di donne, almeno per un bel poco, per adesso mi interessa tornare, ho capito che andando via non solo avrei pensato a Torino ma anche a lei, la nostalgia è una brutta cosa. E si meno si pensa alle cose perdute e meglio è, cerca di non farlo, e ti ricordi più m fretta. Alé il treno si muove forse per domani siamo di nuovo a casa, ma non abbiamó pensato a una cosa, dove andiamo a dormire? Merlus speriamo che non abbiano bruciato la stazione, per mal ohe vada un pisolino sopra qualche sedile lo possiamo ancora fare. Già la nostra prima casa, dai che papà Carlo se glielo chiediamo ci lascia dormire in magazzino, anzi sarebbe persino meglio, pensa alla lunga guadagnamo un'ora di sonno. Sentilo il capo vuoi il lavoro proprio sotto casa, ti amo et na pensi sempre una nova. Cosa vuoi il bisogno aguzza l'ingegno, a proposito sento qualcosa in fondo alla pancia, che mi dice che non abbiamo cenato. Ma anche mi e lei fam, ma anche se ai fuisa an pulast e lu mangerianen sun ancura tutto scombussolato. Guarda dormiamo tanto il treno si ferma a Porta Nuova, e più in là non si può andare. Riusciamo a farcela, ci svegliò il fischio della locomotiva che stava per entrare in stazione. Eccoci di nuovo a casa, dai Toni andiamo subito a vedere come sta papà Carlo, povero uomo era preoccupato come pochi. Tappa d'obbligo da Cecu, che appena ci vide entrare, ci venne subito a salutare. Ma mi avevano detto che eravate partiti, e poi non ho capito il perché, ma allora non è vero, e sun propi cuntent, sa cosa che voli beive, offre la ditta. Un bel marsalino, e nel mentre si stava per berlo il mio sguardo vagava per la piola, e ad un tratto da una finestra vidi passare un carro. Ma quella è la mia mobilia, tutto ad un tratto mi trovavo davanti alla cruda realtà, il bicchiere mi sfuggi di mano e Toni si voltò di scatto. Cosa è successo, ma il suo sguardo segui la direzione del mio, e vide il perché. Mi hai detto che volevi tornare indietro per sere forte, ma adesso ti metti a fare il bambino. E' stato un colpo trovarmi davanti i brandelli della mia speranza, ma bisogna che mi abitui, dai vieni andiamo a vedere dove la portano. La faccia di papà Carlo passò dallo stupore più vivo alla contentezza. Guardie si ma come mai siete tornati indietro? Era peggio se andavamo via in fin dei conti non ho ammazzato nessuno, scappare come un ladro, lasciare il lavoro la mia città per un motivo che, non vale la pena, no è meglio restare. Bravo Aldo, sai sono andato a ritirare la tua roba, e sua madre povra dona a la farne na pena, mi ha detto che è scappata via, e mi ha detto di darti questa lettera che lei ha lasciato per te, tò leggila. No è meglio di no, starei troppo male, la tengo in tasca e chissà che un giorno riesca a leggerla, ma adesso no. Adesso che siete tornati, dovreste fare una cosa, fatti accompagnare da Toni andate dal mobiliere, e gli spiegate tutto, e se vi prende indietro i mobili, bene se no li lasciamo sul carro e andiamo a, casa mia sai mia moglie ha saputo cosa ti era successo e mi ha detto che se tornavi, di andare daa noi, siamo due vecchi, soli, non abbiamo nessuno, e la casa è grande e il posto non manca, poi sun affessiuname a ti cume an fiol, e se vieni cosi ci tieni anche compagnia. Maiu ascoltò la disavventura e con buon grado accettò di riprendersi i mobili, e mi dette indietro i soldi. Ma chi lo avrebbe detto sembrava cosi una brava ragazza, e al giorno d'oggi non ci si può fidare di nessuno. E ci trasferimmo a casa di papà Carlo, la moglie la signora Rosina era una mamma per noi due, ci curava come due bambini e alla sera quando tutti e tre si tornava a casa era lei che ci veniva incontro. Alura cume ale andaita anchoi? O ma seve sporc che feve paura, e ti papà che non dovresti sporcarti et zes sempre al pi sporc? &i volevano un bene dell'anima tanto che a volte mi veniva di fare un paragone con ciò che poteva essere stata, la conclusione della mia avventura. Come avevo sperato di avere la mia mogliettina che mi venisse incontro e che si preoccupasse di me, e passare gli anni con tanta tenerezza amandosi anche quando la passione giovanile finisce, affettuosamente, sostenersi quando gli anni ferocemente attaccano il corpo ed allora una moglie si trasforma in infermiera, in consigliera in tutto ciò che l'uomo ha sempre avuto dalla mamma, tutto ciò era stato distrutto in me da lei, ed invece ora avevo solamente solitudine e delusione, ma in fondo a me vi era ancora un piccolo ricordo di un amore, che non mi lasciava, era soltanto amaro ricordare, si era stato un bel sogno, finito male ma sempre un bel sogno. E cosi le mie giornate trascorrevano lavoro e casa, casa e lavoro, alla domenica qualche passeggiata, una partita a bocce con Toni e papà Carlo e il tempo trascorreva lento, e senza emozioni, ma ero ugualmente contento. Ormai ero della famiglia erano per me le uniche persone che contassero, avevo il controllo di quasi tutto e ormai in magazzino ero quasi sempre solo firmavo le bolle di carico e scarico, facevo le paghe, ero un mezzo padrone ma non me ne importava niente, senza superbia, senza montarmi la testa come facevo quando ero soltanto il capo. Una sera io e Toni avevamo deciso di andare a vedere la nuova fiaschetteria che faceva gli agnolotti, e tanto per fare due passi andammo a vedere. Eravamo seduti al tavolo gustando la specialità, quando il suono di una voce mi fece restare con la forchetta a mezz'aria, proveniva da una coppia che era seduta davanti a noi, quella voce malgrado il passare del tempo mi era familiare, si era lei. Lo dissi a Toni che smise di mangiare, e gli mise anche lui ad ascoltare tutto intento. Si Aldo et las rasun a le propi chila. Io stavo per alzarmi ed uscire, Toni mi fermò. Ma dove vai, e ta scapi? sette li che ti e ti deve niente, fa nen al fol. Ero in una situazione che andava affrontata, da un lato la voglia di vederla se era cambiata in tutto questo tempo, se aveva ancora quell'aria» dl fanciulla che mi era ancora viva nel ricordo. Ma avevo anche paura di vederla e distruggere il ricordo che ancora avevo di lei, non avevo ancora aperto la lettera che mi aveva lasciato. E cosi rimasi 11 seduto con la speranza che non si girasse, ma le mie speranze svanirono subito con l'apparire di un amico di Toni che con voce tonante: Gardie si i dui fratei, ciao Aldo ciao Toni. Io mentre ci salutava continuavo a guardare le sue spalle, e come senti pronunciare quei due nomi si voltò come l'avessero schiaffeggiata, e ci vide. Un attimo e nostri sguardi si incrociarono fu lei che arrossendo si voltò di scatto e smise di mangiare, la vedevo aveva i gomiti appoggiati al tavolo e il capo chinato, chissà cosa pensava. Io speravo che non si voltasse più, e mi accontentò, però dopo pochi minuti si alzò dal tavolo, e nel passare davanti al nostro tavolo accennò ad un sorriso, che né io né Toni ricambiammo. Ti et la vudi chila li, fece tosto l'amico di Toni, con poche Ure et la porti antal balin. Ma va gli rispose Toni ti tute le done che ed vudi a sun tute ad cule. Guarda finisci di mangiare gli agnolotti poi ti porto io dove batte, parei ed vude se cuntu na bala. E cosi facemmo, la vidi con altre due donne sull'angolo della via, tutta sorridente stava contrattando con un uomo il prezzo, come era caduta in basso la mia regina, che misera fine di un grande amore, eppure sentivo ancora la delusione dentro di me. Ma perché ma perché lo hai fatto, non ti bastava qüel poco che io ti davo sincero e pulito, Graziella, povera donna adesso per me sei proprio morto, addio. Ti et zes sudisfait come vedi non ti ho raccontato una palla, ale bela chissà perché a le butase a fé la vita. Andiamo a noi non ci interessa, dai Aldo anduma, e nel dire il mio nome lei si girò e ci vide. Eravamo sull'angolo opposto della via e fece per attraversare la via per venirci incontro, ma come vide che stavamo per andarcene, ci urlô un: Ciao bellezze, non venite a trovarmi? Con una voce che di allegro aveva solo II pianto che l'incrinava. Poi voltò le spalle e se ne andò via con il corpo scosso dai singhiozzi, quella fu l'ultima volta che vidi il mio bel sogno, sull'angolo di una strada che vendeva il suo corpo al migliore offerente. E a questo punto Aldo smise di raccontarmi una fetta della sua vita, anche perché la notte stava scendendo lasciando il posto ad una splendida alba ed anche perché l'effetto della sbronza stava scomparendo, io non so nemmeno il perché ma gli feci una domanda, in verità abbastanza sciocca: E adesso Aldo come vivi? Non mi posso lamentare, finanziariamente benissimo, papà Carlo e mamma Rusin mi hanno lasciato tutto, per il resto cosa vuoi, vivo, cosi forse in un mondo che non è il mio, adesso che siete andati sulla luna, e cambiate i cuori come si cambia un paio di scarpe, essere romantici e cambiate i cuori come si cambia un paio di scarpe, essere romantici e credere nell'amore sembra una cosa sciocca, ma io lo sono ancora, e credo che anche di voi giovani di romantici ve ne sia ancora troppi, anche se molte volte posate a cinici, e non credete a niente, o quasi e per voi esistono altre cose credo che per tanto facciate soffrirete come ho sofferto io, e crederete come ho creduto io nell'amore, il tutto forse con parole nuove, con altri metodi, ma la base l'amore non cambierà mai, perché noi siamo e saremo sempre degli inguaribili romantici, preda dei nostri sentimenti. Purtroppo io sono vecchio, e penso ancora come i vecchi, ecco guarda la vedi quella rondine, io sono come lei ho un nido, ma continuo sempre a volare dietro ai sogni, di una vita passata e che non tornerà mai più, come voi che avete volato sulla luna, dietro ad un sogno e adesso volete volare sempre più in alto, sempre dietro ai sogni. E si Aldo malgrado la tecnica, siamo Uomini e come tali con tutti i sentimenti che sono in noi, odio, amore, invidia, tutto insomma che compone il carattere dell'uomo, e per tanta tecnica e conquiste noi si faccia siam sempre uomini e come tali soffriamo, gioiremo, sempre come è sempre accaduto. Vedi chissà a quanti tuoi coetanei può essere accaduta una cosa simile alla mia, non sono un fenomeno, ma solo un uomo che ha sofferto. come può soffrire anche un qualunque uomo attuale che forse è più ferrato e più smaliziato, ma l'imprevisto è sempre in agguato, e chissà se anche a lui non possa accadere cosa è accaduto a me. Si ma noi amiamo con meno rispetto i tempi sono cambiati. No, sono passati degli anni ma non credo che la maniera di fare i bambini sia cambiata, non mi risulta, e credimi caro amico a tratti posate a fare i duri ma quando siete soli con la vostra donna siete delle pecorelle come lo eravamo noi ai nostri tempi, dichiarando il vostro amore non con un sonetto o una poesia, con un disco che parla d'amore, e sai il perché, non avete il coraggio di recitarle una poesia, e affidate il vostro messaggio d'amore ad una canzone, e chissà quanti di voi lo fanno, non trovi che sia un pochino impersonale? Basta leggere i giornali sono ricchi di episodi che non fanno altro che confermare le mie teorie. E nota bene non che io abbia delle prevènzioni verso i giovani, no anzi li ammiro perché se non altro sono diventati adulti in meno tempo di quanto ci si impiegava noi, prendendo coscienza su . tante cose che per noi erano proibite, e avete conquistato molte cose ed io vi ammiro, ma la sola pecca è proprio il negare che siete esseri umani, e neghiate che per amore non si piange, questo no, anche se i tempi sono cambiati, troppe cose non possono cambiare, in barba al progresso, ma adesso meglio che andiamo a fare la nanna che cosa ne dici? Va bene, a domani, fatti vivo, cosi continuiamo il discorso, buon riposo e sempre in gamba, ciao Aldo. Stammi bene e ricordati al disopra di tutto rimane l'uomo, la tecnologia la fà lui, e non credo che ne voglia diventare schiavo senza l'uomo la macchina si ferma, perché 17ia costruita lui. Adesso vado stammi bene a domani.
Cose nostre tre - Capitolo terzo, seconda parte
Toni russava beato, e malignamente lo scossi con un : — Sveglia pelandrone, è tutta la notte che russi, non ti vergogni? — O scusa capo, sè e lei disturbate, ma quandi e dormu e sentu nen. — E dai con questo capo fammi il favore di smetterla, che non sono il capo di nessuno, al massimo solo di me stesso, sù che il caffé viene freddo, Graziella è già venuta su a svegliarmi. E si alzò andando direttamente al lavandino con le buffe mutandone che gli arrivavano alle caviglie, lavandosi rumorosamente la faccia e sbuffando come una foca. Chissà perché l'acqua è cosi fredda, e dai rubinetti non viene giù del barbera, propi e lu capisu nen, parei an tal mentre ed lave la facia, as pol beive anche na gulà ad cheicosa. Dai borbottone è meglio che beviamo il caffé, e andiamo al lavoro abbastanza in fretta se no arriviamo tardi, te lo ricordi cosa ci ha detto munsù Carlo. Puntuali a me piace la puntualità. II rito della colazione si consumò in fretta un bacio e partenza, giù in strada il cielo era ancora livido io credo di freddo, e i nostri passi scricchiolavano, sul sottile strato di ghiaccio che nella notte si era formato, e rabbrividendo allungammo il passo anche per scaldarci e mettere in fuga il sonno e cosi con il nostro passo vagamente bersaglieresco giungemmo ai mercati, anche li la solita animazione carri che venivano richiami, rumore di ruote che rotolavano sul selciato, il fumo che usciva dalle narici dei cavalli che stanchi del lungo viaggio, con il sacchetto della biada legato al collo, facevano sosta e colazione, incrociarsi di voci, e il tutto nel mentre la città ancora era nel sonno, e molti si stavano ancora crogiolando nel tepore del letto. II tutto a molti, passava inosservato e forse nemmeno immaginava che accadessero simili cose, per altri era vita come per noi lo spettacolo era cosa abituale, anzi quasi uggiosa, e fonte di fatiche che abbruttivano spezzando ogni forma di pensiero, scaricare sacchi e ceste per ore e ore, senza sosta, su e giù dai carri ai magazzini per ore e ore, mettendo foga per finire il tutto nel minor tempo, a noi lo spettacolo passava inosservato, era il nostro inferno, altro che spettacolo. Munsù Carlo ci stava già aspettando, e come ci vide allungò il passo venendoci incontro. Sa anduma a beive an cafè, antal mentre e lei na cosa da dive. Andammo nella piola di Cecu, che appena ci vide entrare, sorrise e con il suo straccio pulì un tavolino, e ci fece accomodare. Bundi munsù Carlo come va? E lu vudu bin, cosa ca pia? Mi an cafè, e vuiautri cosa che pie? Cafè per tuti. Dunque ieri sono stato contento di tutto, e visto che cosi va bene cosa avevo detto che era una prova, diventa adesso fisso questa notte ci ho pensato ti Aldo e zes l'omu ca fa per mi, e cosi sei fisso, sei contento? Capi la risposta senza che io gliela dessi, e subito dopo si iniziò a discutere di lavoro. Toni seduto zitto zitto aveva sulla faccia un sorriso che andava dalla soddisfazione all'approvazione ero una sua creatura, lo vedevo, la sua soddisfazione non era altro che il premio della sua fiducia in me e del mio credere in lui, caro amico tutto ciò che stà accadendo è merito tuo in gran parte. bene, anche ti Toni se ad cuntinue parei anduma pi Su allora andiamo e mi raccomando fate tutto che bin, brauv e zes propi cambià. Entrammo e subito mi avviai con le bollette di scarico alla banchina, nel mentre Toni era partito alla ricerca di gente, ero soddisfatto tutto andava bene e niente, ormai potevo pensare seriamente alla casa e fare mia Graziella per tutta la vita, si, dovevo sposarmi, i semplici baci non mi bastavano, la volevo tutta, e appagare il desiderio che avevo di lei, per completare il tutto assieme allo spirito volevo anche la materia. Ah, ma ecco Toni, con la gente, ma sono gli stessi di ieri, salve come va? Va bene siamo di nuovo venuti con lei capo ci troviamo bene, ci fa ruscare ma almeno non ci offende, sa il tale e fece un nome, che a me non disse nulla, ci tratta come bestie, cume le vache da tir. Va bene ma ora, al lavoro oggi niente patate, casse di mele, cosi a chi ai piasu a pol fe culasiun, e purtene anche an poche a ca. II grado mi stava danlo alla testa, dandomi persino il permesso di disporre della cosa altrui, ma non ci feci caso, a me bastava che gli uomini pensassero che io ero importante, il resto non contava per niente. E cosi iniziai a dare ordini, il lavoro si svolgeva con la solerzia che io desideravo, in una sua apparizione munsù Carlo guardando l'andirivieni assenti con il capo dicendo: Ecco cosi va bene, fatti rispettare, e se qualcuno ti dice qualcosa, sai cosa fare. Stia tranquillo va tutto bene, è brava gente. Toni assecondava ogni cosa che io dicessi, non permettendo che i suoi amici si prendessero burla del pivello come mi chiamava lui, e cosi la sera venne talmente in fretta che nemmeno me ne accorsi, e nel mentre ci si lavava le mani dissi: E anche oggi è andato andiamo a trovare domani, oggi di lavoro ne abbiamo fatto abbastanza. Et las rasun anduma a ca che la pagnota per ancoi è l'uma guadagnala. Gli uomini, nell'andarsene salutarono con un: Arvuze capo a duman, che mi dette soddisfazione e alleviò un poco la fatica. Avviati che fummo verso casa il discorso cadde sulle speranze che nutrivo circa il mio matrimonio, e come potessi fare, e Toni gettò l'idea, lui aveva degli amici che avevano parecchie attività, e parecchie conoscenze e secondo lui per i mobili e per il resto bastava che fosse andato a parlare con certi suoi amici e tutto si sarebbe accomodato, bastava che fossi puntuale nel pagare le scadenze, e tutto si sarebbe risolto. Quella fu un'idea che mi elettrizzò, se Graziella accettava avremmo avuto la possibilità di coronare i nostri desideri, e pensare a fare subito i vari progetti, arredare la nostra soffitta, non vedevo l'ora di arrivare a casa per dirgli tutto, pungolai persino Toni. Ma stai tranquillo non brucia mica niente, e poi fino a domani non puoi andare da nessuna parte, sta' tranquillo, agite bene. Non me lo potevi dire prima, dovevi aspettare proprio all'ultimo e pensare che se lo sapevo prima forse potevamo già avere visto almeno i mobili, Toni senza di te con le tue idee non saprei proprio come fare. Dii, ma per chi mi hai preso per uno di quelli che vanno con una persona solo per sfruttarla? Mi e sun n' amis e son cad basta. Le scale letteralmente di corsa, tanto che già stavo spiegando a Graziella il tutto e Toni stava soltanto entrando, con il suo sacchettino della verdura sotto il braccio, tutto calmo calmo. E' diventato matto, è scappato sù per le scale non vedeva l'ora di dirti che siete pronti per impiccarvi. Hai sempre voglia di scherzare, per me è l'impiccagione più bella della mia vita e non vedo l'ora che si faccia. Dai adesso calmati domani andiamo a vedere da quella gente cosi sentiamo cosa ci dicono, poi puoi prendere lei e andare a vedere i mobili come li volete, tira al fià, e siediti non fare il merluzzo. La mia frenesia contagiò un po' tutti quella sera, e come strappo alla regola invece di andare subito a dormire io e Graziella andammo a fare due passi tanto per calmare i nervi. E quando fummo in strada, sottobraccio le prime parole furono. Allora domani come fai, vai a vedere se riesci a prendere almeno il letto e un armadio, sai ci andrebbe tanta di quella roba che non so nemmeno da che cosa iniziare. ad ogni modo fai tu. Va bene Graziella ma però bisogna che tu domani vada a vedere cosa ci va per fare le pubblicazioni, senza non possiamo sposarci, e tua madre cosa ne dice non ti ha detto niente? Lo sai no che lei è contenta di cosa io sono contenta, stai tranquillo domani non vado a lavorare e vado a vedere cosa posso fare per le pubblicazioni adesso andiamo sopra altrimenti prendiamo freddo non ce ne siamo accorti ma tu sei senza cappotto e io senza golf, e fa an freid ca as moir. Solo allora mi accorsi che le sue mani e il suo naso erano paonazze, e anche le mie erano dure dal freddo, e rientrammo, sù per le scale con la complicità del buio la strinsi come non mai, baciandola con passione, ormai il desiderio era forte e per non andare oltre, fuggimmo sopra. La madre era già affacciata alla finestra, e appena ci vide ci rimproverò. Ma guarda che teste di rapa, con questo freddo siete andati fuori senza niente addosso, ma e seve mat? Toni rideva beato, e si limitò a sogghignare e dire. L'amur a le la cosa pi bela dal mund, e quandi l'amiur aié, la gamba a tira al pé, non si preoccupi fosse caduto il mondo non si sarebbero accorti di niente. Come scolaretti presi in fallo non dicemmo nulla, abbassammo il capo vergognosi come avessimo commesso chissà quale peccato, e pensare che volersi bene è la cosa più bella del mondo. Su andiamo a dormire cosi ci calmiamo, e domani mattina tutto sarà diverso e forse più bello, disse Toni. Scoprivo in lui anche una vena poetica, il mio amico Toni, e chi lo avrebbe detto, al ciucatun ma forse era proprio la sua bontà d'animo che lo aveva fatto diventare tale. La notte non passò come io pensavo, non facevo altro che almanaccare che cosa avrei scelto per la nostra casa, e sognavo con gli occhi aperti, ecco li in fondo il tavolo, là il cassettone, laggiù l’armadio, si altre tendine, e la stufa per fare da mangiare? Mi preoccupò la posizione dove potevamo metterla? Forse si doveva rinunciare a qualche mobile lo spazio non era poi tanto Lo era di più la mia fantasia, che correva rapida che nemmeno potevo stare al suo passo, vedevo mobili, stufe, tendine nuove, vasi di fiori, e non avevo altro che pochi stracci, e qualche lira, quella considerazione mi fece spalancare gli occhi, e considerare il tutto, l'unica cosa di reale che possedevo era un lavoro, e tanto amore, sarei riuscito a realizzare il tutto? La fede che avevo nel mio sentimento mi disse un si che mi convinse, e stanco vinto dal sonno mi arresi e chiusi gli occhi, a domani avversità, io vi sconfiggerò. Forza marmotta cosa aspetti, che il mercato venga sotto casa e tu mandi avanti la baracca dalla finestra? Sobbalzai, era la gentile sveglia di Toni, che ai piedi del letto già vestito scuoteva il capo e rideva. Come mai non è venuta Graziella? Forse è stata addormentata come te marmottona, mi sono svegliato perché al ciuché ad la parrocchia a suna le ure, e mi e lei sentule. Stavo per lavarmi la faccia e lei tutta assonnata entrò avvolta nella sua palandrana che lei chiamava vestaglia. Scusa né ma e sun staita andurmia, e se non era mia madre dormivo ancora, sai ho pensato tutta la notte, e mi sono addormentata tardi. Anche tu come mai? Perché era quasi le tre e ero ancora sveglio, sai ho pensato a tutto cosa ci aspetta e cosa dobbiamo fare. Anche mi Aldo e pudia nen dormi, ma adesso venite giù la colazione è pronta anche il caffé. Eravamo in ritardo e non andammo da Cecu per il solito come diceva Toni, e stavano suonando le sei quando stavo per aprire il magazzino, gli uomini erano già sul posto ad aspettare, e iniziammo subito il lavoro. Mezzogiorno non voleva arrivare e anche munsù Carlo non si era fatto vivo, io nel pomeriggio dovevo andare assieme a Toni per vedere i mobili, e se non veniva non potevo chiedergli il permesso. Non lo vidi ma sentii la sua voce dietro di me, il principale aveva il dono di comparire senza essere visto. ¦ Allora come va, tutto bene, avete quasi finito appena avete scaricato fai andare gli uomini nel magazzino, e ci sono dei sacchi di patate da scegliere, ce ne sono tante che sono andate a male, falle scegliere ma bene e mi raccomando. Non osavo ma afferrai il coraggio con due mani e mi rivolsi al principale raschiandomi prima la gola, per farmi coraggio. Senta munsù Carlo, io dovrei chiedergli un favore, non oso perché sono solo pochi giorni che lavoro per lei, ma ne ho proprio bisogno. Sa, parla, cosa vuoi dei soldi? Forza non stare li impalato non ti mangio mica. Mi devo sposare e devo andare a vedere i mobili, e avrei bisogno che lei mi dasse il permesso di andare a casa prima delle sette, sa poi chiudono , il negozio. Va bene, vai, cosa non fai oggi cerca di farlo domani, e auguri e cerca di non farti imbrogliare. No, no, mi porto Toni con me e lui è più pratico di me in queste cose, è difficile fregarlo. Va bin ande pura ma che non sia un abitudine, mi raccomando, propi ti che et zes al cap ed deve de l'esempi. Grazie e stia certo che non ci saranno altre volte. Quando ti sposi dammi poi i confetti, anzi se et m'anviti even cunie testimoni, se mi vuoi. Non osai dire di no, perché se non mi sbagliavo lo avevo già promesso a Toni mi girai a guardare la sua espressione, chiedendogli scusa con gli occhi, e vidi che sorrideva, e mi tranquillizzai. Evitai di mangiare e continuammo io e Toni la cernita delle patate, per guadagnare tempo, e nel mentre si lavorava chiesi a Toni se non si fosse arrabbiato per cosa era successo. Ma fate furb perché dovrei arrabbiarmi, a le mei che a vena chiel, parei ti fa un bel regalo mi e sun pover cume ti, e podu non regalete niente. II regalo et las già famlu, oltre l'anello la tua amicizia, e se non fosse stato per te credi che adesso avrei il lavoro? Lo trovavi ugualmente stai tranquillo, e lai già ditu tante volte che tu lavoro ne trovi quanto ne vuoi, anche senza me, piuttosto se non fosse per te cosa credi che adesso sarei qui a scegliere delle patate, o saria an piola a beivre, a le pi facil che saria an piola. Smettiamola di farci dei complimenti, pensiamo che munsù Carlo ci ha dato il permesso e così possiamo andare a vedere i mobili, e stagu pinen an tla pel. Come gli uomini rientrarono dal pasto li misi sotto tiro come non mai aiutandoli, e pungolandoli contagiandoli con la mia fretta, e alla füie suonarono le sei, e era quasi tutto finito, feci smettere e mandai tutti a casa. Su Toni buite, se no viene tardi. Aldo mi sembri un bambino che gli abbiano promesso un giocattolo nuovo e che non vede l'ora di averlo, un po' di pazienza lasciami lavare le mani, e lavati bene et asmii an crin, e dobbiamo andare in una bottega, cerchiamo di fare bella figura, se no che fiducia possono avere di noi. Ecco va bene sono pülito? Si, sembri una tutina, ad manca mac la gala an testa, su anduma se no facciamo tardi, disse Toni facendo la mia parodia, gli tirai una patata e lui scansandosi : Fulatun adesso ti devi lavare di nuovo le mani, et zes an vigiu. Quella sera uscendo, persino la guardia salutò con un: Bunaseira capo. Che mi lasciò stupito, ma non avevo tempo di pensare nella mia zucca esistevano soltanto armadi, letti, stufe, cassettoni, tendine, e in special mo- do lei vestita di bianco, con una lunga coda ed un mazzo di fiori d'arancio. Ecco e suma arivà, lascia parlare a me e poi vedremo hai capito Aldo; prima sentiamo i prezzi e le condizioni che ci fanno, poi vediamo perché anche se e catuma a rate non dobbiamo farci fregare. Il padrone era un amico di Toni, perché appena lo vide gli si fece incontro tutto sorridendo. Ehi là, Toni, come va che è tanto tempo che non ti fai vedere, ti serve qualcosa? Si devu buté su cà, e ho di bisogno della mobilia, e mi sono ricordato di te Maiu, però te lo dico subito, siamo senza soldi, ci fai credito? Ma figurati se non ti faccio credito, magari avessi tutti clienti come te, dime ad cosa et las damanca. No, la mobilia non serve a me ma al mio capo, che a le anche an me amis per adesso non può ma guadagna bene e non ci mette tanto a pagarti, stai tranquillo ne rispondo io. per me va bene Toni io conosco te e so che scherzi non ne fai, et zes na brava persuna. Allora Aldo cosa ne dici, vuoi vedere se c'è qualcosa che ti piace, parei comincia a farti un'idea, e poi vieni con Graziella e sciegliete. Per me va bene. Maiu l'amico di Toni ci condusse nel magazzino però erano talmente tanti i mobili che subito vi rinunciai, e dissi che sarei tornato con la mia fidanzata. Ci volle offrire da bere per forza, e malgrado io avessi fretta di andare dovetti accettare, anzi nel mentre che si stava bevendo mi venne un'idea. Senta a che ora chiude, perché se non chiude tanto presto io vado a casa e vedo se la mia fidanzata viene così lei sceglie e poi vediamo di metterci d'accordo con il pagamento. Va bene, io e Toni aspettiamo e cosi se fa tardi non sono solo, si vada è la cosa migliore. Anche Toni fu del medesimo parere, ed allora con passo veloce andai a casa con la speranza che Graziella non fosse in giro per delle commissioni, il mio desiderio fu esaudito, nel mentre stavo entrando lei stava uscendo dal portone. Sentendo il suo nome si voltò di scatto, e quando mi vide sorrise, subito avviandosi verso di me. Aldo sto andando adesso dal parroco per fare tutti i documenti, dai vieni con me. No andiamo prima a vedere i mobili, sai sono andato e adesso mi stanno aspettando, io da solo non sono capace di scegliere, e sono corso a vedere se ti trovavo, dai ci stanno aspettando, facciamo in fretta c'è anche Toni. Si ma poi andiamo dal parroco se no se non mi vede pensa che abbia cambiato idea, mi ha detto che ci pensa lui per tutto, pubblicazioni comprese, sai non vedo l'ora che ci sposiamo. A chi lo dici. E con passo piuttosto veloce ci avviammo dal mobiliere, le luci erano ancora accese, e dalla vetrina Toni guardava se ci vedeva arrivare, e appena ci vide usci, e : Ma dovete proprio fermarvi in tutti gli angoli per limonare, e mezzora che stiamo aspettando, io sarei andato sino alla barriera di Milano, a questi morosini. Ma dai che abbiamo fatto una corsa che non ti dico, ma il tuo amico dove è andato che non lo vedo. E' in magazzino che lavora, dai su andiamo e mi raccomando cercate di cercare della roba bella vi deve durare per tutta la vita, e il letto che sia so- lido, che se no e lu rumpe subit. Complimenti che bella sposina, allora senza di lei non sapeva come fare gli uomini senza le donne non sono capaci di fare niente, venga tota cosi gli faccio vedere che bei mobili Toni ha già visto qualcosa nel mentre Aldo era venuto da lei, cosa ne dice di questo armadio, che con questo letto e il cassettone fanno proprio una bella stanza, che per due sposini come voi due va proprio bene, cosa ne dice? A le propi tutta roba bela ma chisà quanto costa, sa noi non abbiamo soltanto i mobili da prendere ma i materassi e tante altre cose. E capitata bene ho anche quelli di lana e di crine, come li vuole, e anche le coperte, i copriletti, basta solo che mi dica cosa vuole, è stata fortunata, venga sopra e parei a vud tut. Sopra nel magazzino la varietà delle cose, era maggiore materassi, copriletti pezze di stoffa e nel vedere tutto quello Graziella dette gridolini di gioia. Ma guarda Aldo quanta roba che bello, ecco questa tinta andrebbe bene per le tendine, anche lei pareva una bambina in un negozio di giocattoli, alfine si decise. I materassi di lana, ma mi raccomando che sia di quella buona, il copriletto cosi, cosa ne dici Aldo, giallo cosi tiene il pulito, per il resto cosa abbiamo già visto, ci deve solo fare il prezzo e quanto ci fà al mese, cosi vediamo se ce la facciamo. Maiu tirò fuori una di quelle matite rosse triangolari che usano i falegnami e iniziò a fare i vari totali su di un pezzo di legno, tanto per i materassi tanto i mobili, tanto tutto il resto, il totale ci spaventò un pochino a noi che non avevamo una lira, la cifra parve astronomica, e ci guardammo in faccia un pochino delusi, credevamo di spendere meno, almeno non avevamo previsto una cifra simile, dette un colpo alla nostra indecisione Maiu. Ma bravi fioi ci si sposa una volta sola e quello che comporta deve durare per tutta la vita, se spendete poco, poco vi dura la roba, e poi avete tempo per pagare, fate il viaggio di nozze, e poi ne parliamo. Si ma quanto ci mettiamo a pagare il tutto, la cifra è alta. Questo sta da voi più date e più fate in fretta. Toni intervenne nella discussione, con una delle sue solite battute. Forse è meglio che prendano la roba a rate cosi, non possono nemmeno litigare, devono stare assieme sino a quando hanno finito di pagare le rate, su fé nen i foi pié tuit che poi a basta travaié e as paga tut. E va bene io appena prendo la paga, vengo a portare subito qualcosa, e lei quando ci può dare la roba. Quando volete, anche stasera se volete, basta che mi diate l'indirizzo e mi ev portu tut. No bisogna prima che mettiamo tutto a posto poi veniamo e cosi, mettiamo la roba nel pulito, cosa ne dici Graziella. Per me va bene come decidi tu Aldo, come fai tu va tutto bene. E cosi iniziò il mio incubo, non avevo mai fatto debiti, ed ora l'averne mi assillava, ma ero ugualmente contento ora più che mai mi sentivo uomo, si affrontavo per la mia donna i primi sacrifici. E con un augurio Maiu ci accompagnò alla por- ta, e stringendoci la mano : Siete proprio una bella coppia, cercate di andare sempre d'accordo, e tanto difficile vedere gente che si vuol bene, sono cambiati i tempi, e al mund a le ad vuiautre giuvu. Stia tranquiilo che noi andiamo d'accordo, ci vogliamo bene, grazie di tutto e arrivederci, appena abbiamo messo a posto vengo a dirglielo. Fate voi che sapete, e ciao Toni stami bin. Toni vieni con noi andiamo in chiesa per i documenti, cosi non devo chiedere altri permessi. Aldo se sei un amico non me lo chiedere, preferisco andare a casa, sono gelato, andate voi io vi aspetto a casa. Credevamo di sbrigarci subito, ma la trafila fu lunga, domande, informazioni dove ero stato battezzato, la prima comunione, ed un sacco di cose che con il tempo non ricordavo più, ma alla fine il parroco si reputò soddisfatto e uscimmo, rimaneva soltanto il tempo per aspettare che trascorresse quello necessario per l'affissione in comune delle pubblicazioni, e allora solo allora avremmo coronato il nostro sogno. Ci sentivamo strani, e nel mentre tornavamo a casa mano nella mano facendo progetti, di come sistemare la roba appena acquistata, non ci sentivamo più soltanto fidanzati ma quasi marito e moglie, tanto che io un po' eccitato allungai una mano inavvertitamente e gli sfiorai un seno. II suo scatto mi sorprese, e la risposta al mio atto altrettanto. Aldo ricordati che cosa ci ha detto il parroco, non dobbiamo fare nessun peccato sinché non siamo sposati ti prego, stai buono abbi pazienza che poi sarò tutta tua per tutta la vita. Ma io non volevo farti niente, non l’ho fatto apposta, stai tranquilla che non ti tocco, e non voglio fare nessun peccato, per chi mi hai preso risposi risentito. Scusami ma sai io non volevo offenderti, mi e sun na brava fia nen una di quelle che fanno quelle cose anche prima di sposarsi, ti et zes al prim fiol che conosco, non sono mai uscita con nessuno e tu lo sai. Sa smettiamola li altrimenti si finisce per litigare, dai Graziella non ti mettere a piangere, dai dammi un bacio e facciamo la pace, parei dai adesso andiamo, dobbiamo andare sù in soffitta a vedere come dobbiamo mettere i mobili. Appena arrivati a casa grandi spiegazioni alla mamma, e poi sù di corsa, e nel mentre si usciva mi giunse alle orecchie: State attenti voi due non combinate niente, e leve tant temp dopu. Quella era la sera degli avvertimenti, chissà poi che cosa dovevamo fare anzi con tutte quelle raccomandazioni al curiosità, è la voglia invece di acquirsi si faceva più impellente che mai. Ecco qui mettiamo il tavolo, li il letto, era come ripetesse il mio sogno ad occhi aperti, che avevo fatto la notte precedente, e quasi mi sembrava di sognare, ascoltavo la sua voce e non mi pareva nemmeno la sua, veniva da distante come lei non fosse li con me, la toccai per togliermi da quel sogno, si era lei reale, non era un sogno non era una commedia, eravamo nella nostra soffitta, noi due soli con i nostri sogni le nostre speranze, miseri mortali in preda a mille problemi, alla ricerca della felicità, all'unione delle nostre miserie, dei nostri affanni, e con la speranza che la sorte non ci preservasse qualche brutta sorpresa, il sogno ora si stava trasformando in incubo, vedevo anche le cose brutte, come sovente accade alla fine di un bel sogno. Aldo, cosa fai sono dieci minuti che ti parlo assieme e tu non mi rispondi ti senti male? O sei ancora arrabbiato con me, per cosa ti ho detto prima, non fare cosi mi fai stare male, rispondimi. Non è niente, stavo pensando, a tante cose, ma lasciamo perdere sai ci sono degli attimi di malinconia per tutti e arrivano quando meno te lo aspetti, ma adesso è passato. Ma perché sei malinconico, mi rispose allarmata, non mi vuoi più bene? Hai cambiato idea non ti piaccio più. Ma no stai tranquilla che tutto va bene, pensavo soltanto al futuro, e speravo che tutto andasse come stà andando in questo momento. Ah, meno male io credevo che tu avessi cambiato idea, e non volessi più sposarmi, sai ne morirei. Vieni qui Graziella, non vuoi mica che ti dia uno schiaffo, no, allora non dire mai più una cosa simile, nemmeno pensarla, hai capito, e adesso andiamo sotto altrimenti pensano che facciamo cosa pensano loro. Toni ormai di casa sedeva tranquillo accanto alla stufa, e appena ci vide entrare sorrise, ma appena vide la mia faccia si allarmò. Cösa ca le sucees, et las vist an fantasma, non hai la faccia dello sposino sembra che arrivi da un funerale, e leve rusà. No non è niente, solo che mi sono messo a pensare, e ho pensato troppo sai sono talmente felice che ho paura che sia solo un brutto sogno. Ma fatti furbo, non dare retta ai sogni, non vedi chè anche Grazàella non sta bene a sentirti parlare così, sù fa nen al merlus, sei triste per i debiti e chi non ha dei debiti, tutti chi dal mobiliere chi dal sarto, chi dal panettiere, e chi con la vita come me, che dovevo morire appena sono nato perché e sun nen stait bun a fe niente. Sa adesso non ti mettere anche tu, a fare il tragico ci sono già io di troppo, su mangiamo e andiamo a dormire domani non è festa, e dobbiamo andare a lavorare. La cena non fu delle più allegre, io zitto Graziella con il muso Toni pensieroso, proprio una bella compagnia, l'unica che si sforzava di rendere allegra l'atmosfera era la mamma. Ma guarda io che dovrei essere triste perché perdo mia figlia e rimango sola, sono la più allegra, ma voi due non sembrate fidanzati ma asmia che riva dal campusantu, andiamo, sù, cosa succede, lo posso sapere? Toni rispose per noi, con la sua solita allegria che parve fosse tornata in lui. Vede signora sono troppo contenti, e a volte troppo felici a fà amtü la paura che tut a vola via cume an tan sogn, mi e sun sicur che as volu bin, cosa na dise face da quaresima. Sorridemmo almeno io lo feci per circostanza perché in me sentivo qualcosa che non andava, ma non volevo che Graziella rimanesse con il muso. Si è passato tutto, dai che adesso mancano solo pochi giorni e poi sarai la mia mogliettina, ma mi raccomando non fare il muso come stai facendo adesso, su dai fammi un sorriso, quando sorridi ti ridono gli occhi. La pace fatta l'allegria regna nuovamente, sarà vera oppure hanno fatto come ho fatto io tanto per non rendere l'atmosfera triste, chissà ma è meglio non pensarci. Buonanotte noi andiamo a dormire, è tardi su Toni che sei li che dormi in piedi come i cavalli, ciao Graziella buonanotte mamma. Appena spensi la lanterna Toni buttò fuori il rospo. Ma che cosa avevi stasera, avete litigato, avevi una faccia che non ti dico. Niente Toni solo che non sò che cosa mi sia preso ma mi sentivo triste, anche perché, è tutta la sera che mi sento dire state attenti, prima da lei, e gli raccontai il fatto che era accaduto, e poi da sua madre quando siamo venuti sopra per vedere come mettevamo i mobili, ma cosa credono che io sia un poco di buono? Vedi tu non conosci ancora le donne come la pensano, vogliono arrivare al matrimonio pure e caste, per fartene dono, e magari rinfacciartelo alla prima occasione come .se quel gesto bastasse a giustificare ogni loro atto futuro, e come tu apri bocca te la tappano con quella frase, che tu sei stato il primo e altri non ce ne sono e non ce ne saranno mai, e magari alla prima occasione ti fanno fesso senza che tu te ne accorga ma non spaventarti non sono tutte cosi, anzi Graziella mi sembra una brava ragazza, stai tranquillo, io parlo un po’ per esperienza, sai a me è successo cosi, credevo di avere una donna invece sono caduto su di una... Mi dispiace Toni che per colpa mia ti vengano in mente cose che forse tu non vuoi più ricordare, ma sai non so proprio cosa mi sia successo. Lasciamo perdere adesso dormiamo, buonanoit merlus. Riuscii a dormire senza che nessun sogno venisse a turbare il mio sonno, mi svegliò Graziella, con un bacio e quel bacio fugò tutti i miei timori della sera. Hai dormito bene amore, pensa che io non sono stata capace di chiudere occhio e lei pensà tutta la noit a ti. Guarda sono tanto contento che oggi se non dovessi andare al lavoro ti porterei a spasso, tutto il giorno. Aldo pensa che adesso abbiamo i debiti dei mobili, io ho pensato di fare del lavoro in casa per fare più in fretta per pagare cosa te ne sembra? Ma fammi il piacere ci penso io sai adesso guadagno bene, non preoccuparti vedrai che faremo tutto, piuttosto se questa sera vieni a casa presto guarda se vedi la maniera di mettere a posto, cosi domenica se Toni mi aiuta diamo il bianco, cosi possiamo portare i mobili, e vedere la nostra casetta, non vedo l'ora che tutto sia in ordine, mi sembra di sognare, ma ci pensi che fra due o tre settimane saremo marito e moglie. Aldo sei sicuro di volermi bene? Ma cosa dici Graziella, non mi stancherò mai di dirti che ti voglio bene, sei l'unica cosa bella che io abbia, s>u dammi un bacio. E bravi i colombi, e sun si che dormu e suntu le paruline duse, su fatemi alzare se no mi scandalizzo. Toni si era svegliato, noi andammo sotto in cucina a continuare la nostra tubata, e davanti alla tazzina di caffé, ormai sveglio mi guardavo quell'adorabile musetto assonnato. Dai colombo hai fatto colazione, guarda che viene tardi, dai Graziella mandalo via. Si Toni ha ragione, vai Aldo e non pensare che stasera mi metto subito al lavoro, e cosi Toni domenica si trova la sorpresa. Ma di quale sorpresa parlate, non sono mica io lo sposo. Vieni che per la strada ti spiego, cosi non perdiamo tempo su dai. Che razza di sorpresa mi volete fare, mi mandate via? Ma va soltato se mi dai una mano a dare il bianco cosi facciamo portare su i mobili, non vedo l'ora che tutto sia a posto. Ma tu domenica non devi andare a Superga? Già me ne ero dimenticato, e adesso come faccio? j Vai tranquillo che ci pensa Toni, e sun anche bun a fe l'imbianchin, e lei fait an barun ad robe an tla mia vita, e cosi quando arrivate trovate tutto in ordine, dovrete solo lavare e scopare, mi cule cose liei fasu nen. Grazie Toni di per di cuntinuu a cunose n'amis Dai che siamo arrivati, guarda là munsù Carl ven andum. Allora sposino come è andata, et las catala la mubilia. Si munsù Carlo, Toni mi ha portato in un posto che mi hanno fatto credito, e i mobili sono belli. Ma non avevi i soldi? Bun fiol ma perché et las nen dimlu, te li davo io, anzi a mezzogiorno vieni in ufficio da me che ne parliamo, il mio capo che compra a credito, sa lu san an gir mi fai fare una bella figura, ma bravo. Quella mattina le ore volavano come se nulla fosse, e pensare che mi ero messo a dare una mano per fare le cose più in fretta, ah l'amore che bella cosa, non sentivo né fame né fatica, buon segno, le paure della sera precedente non erano più che cose lontane, ma ecco mezzogiorno. Di' Toni io vado in ufficio dal principale, tu vai da Cecu, io appena ho finito vengo, digli a Cecu se ci fa credito sino a sabato. Va giù va giù che ai pensu mi cun Cecu cerca di fare in fretta sono curioso di sapere cosa ti dice munsù Carlo. Permesso, sono io munsù Carlo. Ven, ven, allora quanto ti serve, quanto hai speso per i mobili, su dillo non avere paura, non ti mangio mica stai tranquillo. Ecco io ho speso, più di mille e cinquecento lire, ma però ho preso tutto fina i materass, tendine stuva. Non mi interessa cosa hai comprato ma quanto hai speso, mille e cinquecento, e nel dirlo tirò fuori il suo famoso portafoglio a fisarmonica, te ciapa qui ci sono duemila lire, cinquecento sono il mio regalo di nozze. et zes cuntent. Rispondere con un banale grazie, era fuori luogo, non feci altro che abbassare la testa tirare su con il naso come fanno i bambini mocciosi, e annuire con il capo. Lei è più che un padre per me stia tranquillo che non lo dimenticherò mai che cosa ha fatto per me, Munsù Carlo. A me basta che tu continui come stai continuando adesso, e fame nen piuré corri vai a mangiare, e mi raccomando andate avanti con quelle patate domani vengono a caricare, su cur va. Buon appetito munsù Carlo, per questa sera sarà tutto finito. Di corsa mi precipitai in piola Toni non aveva ancora cominciato, anche lui attendeva con curiosità. Dai cosa ti ha detto, su parla e zes rus cume an bibin. Dallo stupore alla gioia queste erano le espressioni che vedevo sul viso di Toni man mano ché gli raccontavo come si erano svolte le cose, ed alla fine come commento disse soltanto. Sono più contento di cosa tu possa immaginare, pensa questa sera andiamo da Maiu e quando vede che ti paghi tut a chelli ai ven an culp, anzi dobbiamo farci fare uno sconto, visto che paghi su- bito. Ai ragione Toni, ma guarda dissi tirando fuori di tasca i soldi, io non ho mai visto tanti soldi in una volta sola. Tu pensa io che non li ho mai nemmeno toccati, disse Toni, dai fammeli toccare, caspita come a sun bei pensa se ene avisu an chilu. E' più facile che arriviamo ad avere un chilo di patate, che un chilo di soldi, chissà quanto sarà contenta Graziella. Dai sposo mangiamo, Cecu porta da mangé che si e luma fam. Rivu e rivu subit, steve per messura li a parlé e adesso i signori a lan presa, sa cose che voli, e lei la minestra faita stamatin. Divorammo tutto cosa ci mise davanti tanta era la fame, o la contentezza e tra un boccone e l'altro. Ecco cosa vuole dire un uomo fortunato, quasi quasi ti invidio, ma suno contento, e pensare che solo una settimana fa dormivo sulle panche della stazione. Ma si vede che doveva andare cosi, oggi ci beviamo anche il caffé, cosa ne dici Toni. Ma mi al post dal cafè, e veiveria an grapin, digerisu mei. Bevi cosa vuoi, oggi festeggiamo, ma poi bisogna darci sotto perché ho promesso a munsù Carlo che per questa sera si finiva di scegliere tutte le patate, e per lon cerca nen ad beive tant. Al contrario del mattino le ore non volevano passare, e soltanto quando l'ultimo sacco fu vuoto e con la fretta feci andare a casa gli uomini, fui soddisfatto, anzi Giacu un vecchio amico di Toni mormorò : Ma cume mai a la tuta sta presa, a la pa i cit piuru a ca. Non mi lavai nemmeno, subito di corsa da Maiu con la speranza di trovare la bottega aperta, e la nostra corsa non fu vana, lo prendemmo a tempo, stava mettendo sù le imposte. Per un attimo vedendo quella cerimonia mi venne in mente quando lo facevo nella bottega di mio padre, chissà cosa stava facendo, se si ricordavano ancora di me, se la rabbia del mio gesto gli era passata, avevo il desiderio di vederli, ma forse un giorno di questi sarei andato a trovarli, anche per dirgli che mi sposavo e chissà che avessimo potuto fare la pace. Oh salve cuine mai da queste parti, avete cambiato idea non vi sposate più. Anzi speriamo di fare più in fretta di cosa speriamo, sono venuto per sistemare le cose, e pago tutto a patto che lei mi faccia uno sconto, sa con tutta la cifra che ho speso, credo che me lo merito. Ci mancherebbe altro che non vi facessi lo sconto, su venite dentro, parei e vuduma. E brau Toni et las purtame an client ca merita la pena. Ecco fa esattamente mille e quattrocento e sessanta lire, senza sconto, con lo sconto mille e tre- cento, a va bin? Benissimo, e visto che mi ha fatto lo sconto, compero ancora una cosa, una bella lanterna, sà quella che avevo visto, quella azzurra, che non abbiamo preso perché costava troppo. A mi ricordo la sua fidanzata l'aveva vista e gli piaceva, ca guarda vist che a la pagami subit, gli faccio un regalo venga, lo seguii, ecco ca pia la lanterna e ila regalu mi come regal ad nose. Quella era la giornata dei regali, e con il mio pacchetto sotto braccio mi avviai tutto felice verso casa, fischiettando allegramente. E ti masmie an merlu mi disse Toni non ti avevo mai sentito fischiare così e nel mentre fischi andiamo dal colorista cosi prendiamo i pennelli e la calce, cosi domenica faccio un po' di dopolavoro. Altra tappa altro acquisto, pennelli, calce e smalto le porte, arrivammo a casa carichi di pacchetti, come due babbi natale. Graziella è andata sopra appena è venuta a casa, mi ha detto che aveva da fare, fai un salto sopra Aldo e digli che la cena è pronta. Iniziai a chiamarla appena uscito dalla porta, e lei mi corse incontro.
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