Con quanta intensità e con quanta passione si possa soffrire e sopportare un individuo, anche in questo tempo di evoluzione ed il sesso a parte predominante in tutto, e l'andare a letto con una donna è cosa più che mai normale, deve far parte del bagaglio di ogni ragazzo, ed anche di ogni ragazza, il solo dire queste cose i genitori atterriti pronunciano la retorica frase. « Ai miei tempi queste cose non succedevano, noi avevamo più rispetto, per tutto e tutti, questi giovani ». No, non vogliono ammettere che anche loro con più discrezione avevano le medesime avventure come accadono oggi che a loro dire i tempi sono cambiati, forse nel modo di vestire, di agire, con nuove visioni dimensioni psichedeliche, ma anche se si tenta di fare il raffronto con il passato nulla può essere, eppure, io voglio tentare non con il modo di vivere, ma con una storia d'amore che accadde in tempi passati non preistorici, nel tempo dei nostri nonni, anzi di un padre, che ora è nonno un matusa con tutti i crismi del tempo, ma che in se racchiude quella spinta che lo fa apparire giovane se non nell'aspetto nel modo di pensare e di comportarsi.
Un vecchietto ancora ben conservato, di statura media ed il portamento energico, il viso ben curato incorniciato da due splendide basette, gli occhi scuri, una bellissima dentiera, capelli brizzolati, che gli conferiscono l'aspetto di un giovanotto che è invecchiato un po' precocemente, un passo elastico, ma la cosa che mi ha colpito è il suo modo di vestire. Sempre all'avanguardia, senza essere strambo, senza eccentricità ma seguendo i dettami della moda, scarpe quasi sempre all'inglese, camicie molto spesso a quadrettini, persino una di pizzo, anche nel rimanente come giacche e pantaloni, aggiornatissimo, senza parlare dei cappotti, nell'inverno scorso me lo vedo arrivare con uno splendido cappottino di Pier Cardin, e alla mia richiesta dove lo avesse acquistato, mi rispose con, in centro in via Roma, sai in quel negozio accanto a quel negozio che vende biancheria intima per donne. E bravo il nostro nonnino sprint, ti dai alla pazza gioia io ti invidio sei riuscito a passare indenne in tutte queste bufere, con uno spirito che molte volte non è ritrovabile in noi che abbiamo dalla nostra il tempo e l'età. Cosa vuoi, nella mia vita ho sempre tentato di essere come sono adesso, non per posa, ne per esibizionismo, ma perchè il mio carattere è così. L'unico neo, in una sera quando il suo morale era a terra non so per quale motivo, e in che occasione per un attimo conobbi in quale misura un uomo può gioire e soffrire, e non vi sono ere sia pure moderne per far si che ciò cambi, l'uomo rimarrà sempre un inguaribile romantico alla ricerca del sogno di un amore, e lo troverà forse soltanto attraverso molte esperienze molti dolori, certo oggi non ci si batte più a duello, non si sospira sotto il verone della bella amata, no oggi un disco una motoretta, un ballo cambia la forma ma la sostanza è sempre la medesima, al disopra di tutto rimane l'uomo. Ma veniamo a quella sera che nonno Aldo come lo avevamo soprannominato si mise a raccontarmi di come la vita si era burlata di lui, di un amore che era ancora vivo nel suo intimo, e non lo avrebbe mai più dimenticato accompagnando il ricordo per tutta la vita non se ne sarebbe mai liberato. La descrizione della donna merita un cenno particolare, Aldo ne dette una descrizione tale che a tratti pareva che fosse li presente, ad ascoltare la descrizione che si faceva di lei. « Alta come me, io non sono piccolo, il tempo imi ha consumato un pochino ma allora ero più prestante, lei portata in questi tempi non avrebbe per nulla sfigurato anche con una minigonna, ma allora le virtù non erano visibili, di scoperto e la cosa che colpiva era il viso bello, con un ovale incorniciato da splendidi capelli di un nero che il corvo stesso avrebbe invidiato, una bocca che al solo vederla veniva voglia di baciare, per denti delle magnifiche perle, occhi che parlavano, e quando sorrideva si illuminavano, conferendogli al volto un'aria soave che poche donne hanno uno sguardo pieno di promesse, ma forse io la vedevo con occhi d'innamorato, l'amore, la voglia di possedere una donna, fanno molte volte vedere pregi dove sono difetti, io ero cotto al punto giusto, ed il bello che non osavo nemmeno rivolgerle la parola, tanto ero timido. E più la guardavo più mi sembrava bella, perdevo delle ore per vederla passare, faceva la commessa in un negozio accanto a quello di mio padre, io sempre appiccicato alla vetrina per vederla, mi sembrava una fata, lei credo si fosse accorta dei miei sguardi e quando passava si voltava per vedere se la guardavo, io mi ritraevo di scatto vergognoso che lei mi notasse, ma contemporaneamente felice come non mai, mi aveva notato, lei la fata, non esisteva più nulla nel mio mondo soltanto lei. II massimo problema rimaneva come dovessi fare per fermarla, proprio non riuscivo a pensare il modo finchè un giorno l'occasione si presentò, in una giornata splendida almeno per me, nevicava. Io intento a togliere gli scuri dai vetri della bottega paterna, non ridere allora non esistevano le saracinesche, erano un lusso, e mio padre sulla porta della bottega con il naso all'insù guardava la neve cadere. « A fioca bin nè, sa cuntinua parei ad vudras che ai na ven giù mes meter, guarda guarda, aie la tua tutina ca passa, tì dise niente? » Io voltandomi verso di lui, « cosa vole che ai disa », sentii un tonfo, era lei che era scivolata, ricordo che mollai cosa avevo in mano un cesto di mele, che rotolarono in mezzo alla strada nascondendosi tra la neve. — « Si è fatta male signorina? è tutta bagnata, ecco così si asciughi con il mio fazzoletto, ma sanguina; venga la medico abbiamo dello spirito venga. Accettò e il prenderla sotto il braccio mi dette un emozione che ancor oggi la risento, ogni qual volta lo ricordo. Mio padre sorrideva sotto i lunghi baffi a manubrio, e appena entrai in bottega esordì con un: — Ca vena tota, i pensu mi perchè me fiol a le li ca 'termula cume na fòia, a sent al mal pi chiel che chila». Lei sempre silenziosa e rossa in volto, io più rosso di lei avrei voluto stringerla fra le braccia, e baciare quella sbucciatura sanguinante, invece li attonito guardavo mio padre che con un batuffolo di cotone la stava medicando. — Ecco tota a le a post, ma cà staga pi attenta a pudia fese mal, ca fasa men cume me fiol che per cure da chila a des a la da tire su da la fioca na sesta d'pum, a le innamurase ad chila a fa nen d'aut che guarde quandi cà passa, bun fiol a laviisa al curagi ad diilu, anvece, ai mei temp, e i'aviu pi curagi. — Ma lasa perdi papà, risposi tutto vergognoso, ed avevo ventanni, lasa che la tota a vada vude nen che a la presa. II tutto senza che potessi udire la sua voce, se non un grazie, mi scusino, sussurrato con un filo di voce, e se ne usci frettolosa. — Su Aldo va fora a coie i pum. Ed io di corsa per poterla vedere, nel mentre entrava nel negozio accanto, con mia sorpresa questa volta lei era dietro la vetrina che mi guardava, nel mentre raccattavo le mele accennai ad un sorriso lei lo ricambiò, in quell'attimo mi sentii l'uomo più felice della terra ero al settimo cielo lo notò ariche mio padre, nel mentre mi porgeva uno straccio per asciugare le mele. — Me car fiol e zes propi coit, però a le pa mal a le na bela fia, ma ades lasa perdi sua i pum se no a diventu mars. Passando lo staccio sulle mele sognavo, di accarezzare il suo viso di parlare con lei, ero trasognato che nemmeno mi accorsi che era entrato qualcuno in bottega. Buon giorno, mi scusi sono venuta a riportarle il suo fazzoletto, anzi se permette vorrei che me lo lasciasse vorrei lavarlo. Era lei, in quell'attimo la timidezza mi scomparve, e — Ma s'immagini lo porto a casa a mia madre, non si disturbi, mi perdoni se oso tanto ma vorrei una grazia da lei, mi dica il suo nome. Graziella, pronunciò il nome si voltò e fuggi come inseguita da una muta di cani inferociti rimasi ammutolito non avevo chiesto niente di male, dalla felicità passai all'umore più nero pensando al possibile torto che avevo commesso. La notte fu più lunga che mai, attendevo il mattino con ansia, con la speranza che il coraggio di affrontare Graziella e dirle tutte le cose che nella veglia avevo proposto di dirle, monologo notturno di un innamorato. II tutto svanì come neve al sole appena la vidi non seppi che mormorare un timido. Buon giorno signorina Graziella come stà la sua ferita? — Bene grazie, ecco il suo fazzoletto, l'ho lavato e stirato con le mie mani. Lo tenni stretto fra le mani, guardandola mentre si allontanava le sue mani sfiorarono un attimo le mie un pezzetto di lei era con me era tornato il sole, quel fazzoletto era stretto nelle mie mani, lo sollevai e vi impressi un bacio, immaginando di baciare lei. Quel giorno tutti notarono la mia felicità persino quando tornai a casa per il pranzo, sai abitavo in una di quelle case con il ballatoio esterno buie e tetre, ma ciò che sentivo in me mi fece apparire tutto bello e luminoso, come una reggia, persino mia madre notò la cosa. — Aldo cosa hai visto sembra che tu abbia vinto un milione al lotto, sei tutto bagnato cambiati altrimenti prendi un raffreddore. — Adesso stai tranquilla sono soltanto felice, tanto felice. L'appetito che di solito dimostravo mancò, attendevo solamente che il tempo passasse per tornare in bottega e vedere lei, partii in anticipo, attendendo seduto sui gradini della chiesa di fronte alla bottega che lei passasse. La mia attesa fù premiata, la vidi spuntare dal fondo della via con sotto il braccio il solito pacchettino che supponevo fosse della merenda, non mi aveva visto ed io mi beavo nel guardarla con quel suo vestitino a fiori il suo soffermarsi dinnanzi alle vetrine, lo scuotere la neve caduta sull'ombrello, tutto ciò che faceva era una gioia per i miei occhi la lasciai giungere quasi davanti alla sua bottega e feci in modo che mi notasse, appena mi vide arrossì e quasi voleva fuggire, riuscii a fermarla. Aspetti signorina Graziella, lasci almeno che la ringrazi, perchè vuole scappare non voglio morderla, voglio chiederle una cosa soltanto se domenica viene con me a sentire il concerto che la banda dei Carabinieri fà ai giardini reali, non mi dica di no, almeno ci pensi la prego. — Non so se posso, se mia madre mi lascia venire, sa devo aiutarla a cucire lei fa la sarta e da quando è morto il mio povero papà devo starle vicino se no povera donna se i sun neu a piura. — Io spero ugualmente, mi farebbe il più gran regalo del mondo. Figuriamoci chiel con tutte le ragazze che vengono a comperare da lei, se guarda proprio me, e sun na povra fia, a vol prendermi in giro. Ma cosa dice, io che non faccio altro che sperare che 'lei mi guardi, che passi davanti alla bottega, non si è accorta che ho persino spostato le ceste della verdura verso il suo negozio, pensi che mio padre mi ha persino chiesto se e voì andè cun le seste andrinta a la sua butega. Mi scusi stà arrivando la mia padrona e non voglio che mi veda fenna a parlare con un uomo mi sgriderebbe, ciarea ca staga bin. Per domenica, mi promette di pensarci? Mi lasci andare, oggi è solo mercoledì, prima che sia domenica vedremo. Ca i pensa tota Graziella, arvuzi e mi scusì. Nel voltarsi per andare via mi sorrise, illuminando quel visetto, che ormai mi era tanto caro, e con il suo sorriso la speranza di rivederla potere parlare con lei, prevedevo una lunga settimana. Tutte le mattine, tutti i pomeriggi prima di iniziare il lavoro il mio occhio cercava il suo sorriso, e quasi sempre lo trovava, ero il più felice degli uomini. Venne finalmente il sabato, e nel pomeriggio il mio correre su e giù meritò da parte di mio padre un commento quanto mai colorito. E tlas finì ad fe al fol avanti e andarera, quarda cosa che et fasi. Ecco l'ultima imposta si chiude il lavoro è finito, ora non mi rimane che attendere la risposta. Sa cosa che tfase veni nen a cà, e tvole ste si a guerne al negosi? Va pura a ca che ades mi rivu, e lai na cosa da fe poi venu. Cerca ad fe ampresa perchè se adrive tardi tua mare a sta an pensè, e poi al mange a ven freid. Non vedevo l'ora che mio padre si avviasse, quella sera sembrava che facesse in modo che tutto andasse a rilento, prima di partire si accese il suo immancabile sigaro, e poi si avviò con il suo lento passo. Io passeggiavo nervoso davanti alla merceria, attendendo che la luce si spegnesse, e Graziella e la Signora Marisa la proprietaria del negozio uscissero, ma che cosa facessero quella sera non riuscivo a capire non uscivano mai, porca miseria aspettare è una cosa che non mi è mai andata giù i minuti erano ore, ma al fine eccola, sta mettendo l'ultima imposta, la signora Marisa sta andandosene lei stà rallentando mi ha visto. Ha visto la mia ombra nel vano buio del portone, rossa in volto e tremante come una cospiratrice, e qui nel buio con me. Non dovrei essere qui, ma anch'io ho pensato a lei Aldo, e per domenica, si e venu ca ma speta davanti ai giardin reai sarai la per tre bot. Non feci nemmeno a tempo dirle altro che fuggi, ma la sua fuga non mi lasciò deluso, anzi stavo gia pensando al domani, mi vedevo già con lei a spasso, e forse avrei trovato li coraggio per dirle cosa continuavo a dire nei miei continui soliloqui, avrei stretto le sue mani e baciato la sua bocca, quante cose mi stavano attraverso la mente e quanti desideri, ero innamorato, senza coraggio, ma con tanto amore e forse avrei trovato il coraggio proprio perché credevo in quel sentimento, domanì si domani avrei deciso la mia vita. Pensa che iniziai a prepararmi già al mattino presto facendo ammattire mia madre, la camicia non era ben stirata, la riga dei pantaloni non era diritta un bottone della giacca era lento, sino a che mia madre, donna tanto paziente, esplose. Ma Aldo che cosa e tlas, e ta ma smie an galet ca circula per al pulè e ca bucca tutte le pulastre, mi sun nen na pulastra e sun tua mare, fa nen amni . ciuc. Per non far ammattire tutti, uscii di casa e mi misi a passeggiare, con tutta la calma che potevo ritrovare, conversando con me stesso e preparando le frasi che avrei detto nel pomeriggio a Graziella, mi accorsi che era tardi soltanto sentendo suonare il campanile, del duomo suonava per annunciare alle pance distratte che era mezzogiorno, e mi avviai verso casa. Sei arrivato credevamo che non venissi più a mangiare, disse mio padre e visto che stavo per aprire bocca mi zittì con, l'amur a fa perdi l'aptit ma mi e tua mare e l'uma aptit, cerca da non ritardare per un'altra volta. Non so che faccia avessi ma nel mentre andavo all'appuntamento a me pareva che tutti mi guardassero, volevo quasi urlare a tutti che ero innamorato che fra non poco avrei visto il mio amore, proprio non tra molto perché erano solamente le due, ero in anticipo. Tre meno cinque, meno quattro questi maledetti minuti non passano mai, e pensare che la maggior parte delle volte si invoca che il tempo si fermi le tre e cinque ma cosa fa non arriva più, eccola laggiù in fondo al viale, conosco il suo passo, ma che bel vestito, e che cappottino, sembrava che si fosse abbigliata con cura ed anche per armonizzare con il parco, che pur essendo con l'abito invernale sembrava vestito a festa i pini addobbati, con la neve che conferiva loro l'aria di gente acconciata per un ricevimento, i grossi alberi con i rami carichi di neve dove qualche passero si posava, cercando riposo, e come la neve toccata dalle zampette scivolava fuggiva con un cinguettio. Altre coppie passeggiavano incuranti del freddo e della neve che bagnava i viali, d'altronde neppure io sentivo niente, vedevo soltanto lei, eccola è ormai vicina, su coraggio Aldo non ti impappinare ricordati cosa ti sei detto vai non temere. Mi scusi se sono in ritardo ma ho incontrato una mia amica, che non mi lasciava più andare, che piova. Ma si immagini, anzi credevo che non venisse più. Quando dico una cosa io la mantengo sempre, rispose con veemenza, poi l'ho chiesto a mia madre, e lei mi a dato il permesso. Ci avviammo lungo quel viale fiancheggiato dagli splendidi giardini che nella primavera sono la gioia di tutti, e nell'inverno secondo le circostanze il luogo ideale per scambiare confidenze, un luogo che se si è soli è molto triste, ma se accanto si ha colei che era al mio fianco, a tratti sembrava di vedere le aiuole fiorite, ed il canto degli uccelli allietare i miei passi, idilliaco al massimo. Ha freddo? Se vuole possiamo andare in qualche caffè, frasi banali ma non sapevo come fare a rompere il ghiaccio, e nemmeno come iniziare ciò che mi ero premesso. Mi venne in aiuto proprio lei, ma sento un po' di freddo e patisco, se in bagnu i pè, e ciapu l'anfreidur. Allora andiamo in una pasticceria è qui vicino in via Mazzini a le ancura una ad cule veie che a fan le bignole bin faite, ca vena, parei stuma al caud e possiamo parlare e lei tante cose da dirgli Graziella, a lu sa che non faccio altro che pensare a lei. Lei taceva ascoltandomi, intuivo che forse stava provando le stesse mie emozioni, e man mano che ci avvicinavamo alla pasticceria il nostro passo si affrettava, pareva quasi che volessimo nasconderci, ma la nostra fuga durò pochissimo, eravamo già davanti al locale. Appena entrammo il nostro sguardo cercò subito un posto appartato ed in fondo dietro ad una colonna un tavolino libero, non ci fu bisogno di parlarci un attimo soltanto una stretta di mano ed eccoci seduti, vergognosi con l'impressione che tutti gli sguardi fossero puntati su di noi, ma contenti. Cosa prende, guardi che il cioccolato è la cosa più buona che fanno, ca prova e a vudrà come è buono. Mi fido di lei, un cioccolato. Senta non è ora che ci diamo del tu, me lo permette Graziella, a me sembra che la conosca da tutta la vita, non da qualche anno, si sono sempre accontentato di guardarla, non trovavo mai il coraggio di dirle qualcosa e dovetti interrompere il tutto stava arrivando il cameriere con il cioccolato. E buono ha visto che l'ho consigliata bene. Non sapevo se era la reazione dal freddo al caldo ma il suo viso era deliziosamente rosso, ed i suoi occhi lucidi pareva febbricitante, io non sapevo più che cosa dire o f are, il suo silenzio era di contrasto a tutto il mio affannarmi per portarla a suo agio, e così con la tazza in mano me ne stetti li a guardarla in viso come un allocco, e temo che anche il mio viso come colore si avvicinasse al suo forse più cremisi, per caso con un piccolo incidente il silenzio si ruppe. Stia attento Aldo si stà rovesciando la tazzina in grembo. Con uno scatto mi accorsi che per guardare lei stavo facendo il bagno nel cioccolato. Graziella se non ci fosse lei chissà cosa mi sarebbe successo, e la mia fatina un miracolo lo ha già fatto, con il venire all'appuntamento, anzi non mi ha dato ancora la risposta alla domanda che gli ho fatto, vuole che diventiamo amici, e ci diamo del tu? Un attimo di silenzio ed alfine un flebile « Si ». II mio sogno si stava avverando, i miei monologhi stavano per trovare un auditore, in quell'attimo sentii cosa voglia dire la gioia ne provai persino dolore, una ridda di sentimenti di sogni che stavano realizzandosi lunghe galoppate con la fantasia. se avessi avuto il mondo lo avrei deposto ai suoi piedi, ma lei interruppe il tutto. Si diamoci del tu, ma per adesso rimaniamo soltanto amici, e vureria nen che as munteisa la testa io sono una ragazza per bene. Ma io non voglio farle niente di male, se è male volere bene, innamorarsi è bene non male, e poi cosa ci trovi di male? Sai come succede si comincia così e poi si finisce male come tante ragazze, anzi Aldo non vorrei che tu pensassi che sono una ragazza leggera perchè sono venuta. all'appuntamento sono soltanto curiosa, come tutte le donne. Allora sei venuta soltanto per curiosità, pensare che io facevo dei castelli in aria, e sun propi an fulatun. Non ci siamo capiti, non per curiosità ma anche per qualcosa d'altro ma lasciamo tempo al tempo e vedremo se siamo sicuri uno dell'altro. Mi rinfrancai per un attimo avevo pensato che volesse prendermi in giro, forse aveva ragione io correvo troppo. Prende ancora qualcosa, e nel dirle ciò allungai una mano e ne presi una delle sue era gelida, non la ritrasse ed io ebbi modo di stringerla. Che mani gelate è tutta colpa mia ti ho fatto prendere del freddo, mi perdoni. Come sei caro, ma adesso mi è passato tutto grazie Aldo, chissà quanto freddo hai preso l'altro giorno quando eri in mezzo alla strada a raccogliere le mele, io ti guardavo dalla vetrina subito mi venne da ridere, ma dopo sarei corsa a darti una mano. Ma figurati sarei rimasto la in mezzo alla neve ancora per mezza giornata ero felice di vederti sorridere. E ti Aldo tan ciame perchè e sun annuita, i perchè a sun tanti anche tropi e dovria nen dite niente, ma mi sun sincera cosa ho nel cuore ce lo ho sulla bocca. Allora non abbiamo bisogno di dire tante parole, mi ann vergognu nen ad diti che sono innamorato di te, e desidero soltanto una cosa un pochino di speranza che tu un giorno mi voglia bene soltanto la metà di cosa io te ne voglio. Ci interruppe il cameriere con un I signori desiderano altro? Lo pagammo e ci avviammo fuori i rari passanti avevano nuovamente riaperto gli ombrelli nevicava, io aprii il mio la presi sotto braccio e presi nuovamente la direzione del Valentino, con l'intenzione di fare una passeggiata lei non disse nulla seguendo i miei passi. Vedi nevica quasi per ricordarci il nostro incontro, persino il cielo è contento. E zes an poeta ti Aldo, trovi sempre delle belle parole, mi e sun nen buna a di ad cose bele cume ti, ho fatto soltanto la terza elementare, poi le done a fa nen damanca ca siu tant istruie basta che sappiano leggere e scrivere, l'importante che sappiano fare bene i lavori di casa. Non sono tanto d'accordo anche le donne dovrebbero leggere ci sono tanti bei romanzi tante storie che meritano essere lette. Senza accorgercene eravamo arrivati al Valentino, tutto era silenzioso il manto della neve lo rendeva irreale, il regno dei bambini quando splende il sole e la luce del giorno, quando scende la sera diventa il regno degli innamorati, e nei suoi viali non si odono le grida festose deî bimbi ma giuramenti eterni di amori che sbocciano, o tristi addii di quelli che finiscono. Il buio i suoi discorsi mi avevano ridato coraggio, oasi il tutto mi fermai le strinsi le mani, e guardandola negli occhi: Graziella io ti amo, vuoi diventare mia moglie, e con impeto la strinsi fra le braccia e goffamente la baciai, chiedendogli subito dopo scusa fu soltanto capace di guardarmi in viso e scoppiare a piangere, quanta tenerezza mi fecero quelle lacrime, intraviste nella luce fioca di un lampione, potevano fare coppia con i diamanti che cadevano dal cielo a larghe falde. Perchè non dici niente parla dimmi qualcosa, non mi fare sentire così vergognoso come un ladro, ti prego Graziella. Tu lo ai fatto apposta a venire qui, per baciarmi e chissà per quale ragione. No amore io ti amo più di quanto tu possa immaginare io volevo darti un bacio per dimostrarti che ti voglio bene, vieni se hai paura torniamo a casa, vieni dissi prendendola per mano andiamo. No adesso voglio che mi giuri di non dire a nessuno di cosa è successo, e mi prometti che mi hai detto è la verità. Non sono mai stato così sincero in vita mia io voglio sposarti e rimanere per sempre vicino a te, per tutta la vita, la strinsi nuovamente fra le braccia e fù lei che mi porse la bocca, ma l'inesperienza fece scaturire soltanto un bacio fraterno ma a noi parve una cosa divina. Anche mi e sentu ad vrueite bin Aldo fame nen soffre voime sempre bin. Se e zes l'unica cosa che a cunta an tlà mia vita, ma ades anduma se no e fuma tardi e sentiamo gli urli di mia madre e della tua. Si anduma è tardi, sottobraccio ci avviammo percorrendo quel viale segnando con i nostri passi nuove orme sulla neve. anzi se ne cercava dei punti dove era più alta divertendoci come bambini. Ma le cose più belle finiscono in un attimo, e arrivammo sottocasa sua in un attimo e pensare che dal Valentino a Santa Rita il tratto non è poi tanto breve. Be adesso te ne vai e mi lasci tutto solo, pensami io non vedo l'ora che sia domattina per vederti. Anche mi ades e vadu a dormi tuta sula, ma stà tranquil che farai nen aut che penseti, e pensè che et ieri antipatic, e ades ti voglio bene da morire. Benedetta la neve, ci pensi se non nevicava, ma dammi ancora un bacio parei è vadu a dormi cuntent, non ti vergogni mica? No ma passa gente, e stagu si possono dirlo a mia madre, e chila an rusa, poi a sta nen bin. Ma mi avevi detto che glie lo avevi detto che uscivi con me. Si ma, sai. E nel dire ciò arrossiva. Guarda Aldo ti ho raccontato una bugia avevo paura che succedesse qualcosa di male, e così ho detto che mia madre lo sapeva. Non avevi fiducia di me, dimmelo, e pensare che io. No non pensare male e la prima volta che esco con un ragazzo, e non sapevo come fare. Ti credo amore, ma dammi un bacio fammi andare a dormire con un ricordo di te. Si Aldo, et lu meriti. La pratica chë ne stavamo facendo dette il risultato, io tremavo come una foglia, lei pure tra di noi ormai si era creata quella corrente che solo due persone che si amano possono provare, letteralmente senza fiato, e con il desiderio di continuare, ma Graziella si voltò e di corsa fuggi sotto il portone, ed io rimasi li a vedere quel buio androne ingoiare quella figuretta a me tanto cara, e che si portava via un po' di me lasciandomi soltanto il sapore dei suoi baci e tutte le mie speranze di un amore tanto grande che soltanto un innamorato può dare dimensione. II ritorno a casa non so definire se fu allegro o triste, allegro perchè ciò che era sogno era divenuto realtà, tristezza perchè il tempo era stato troppo breve. Mia madre non fece commenti f orse fù l'espressione del mio viso, disse soltanto. Mi sbaglierò Aldo disse rivolgendosi a mio padre, ma e stuma per perde nostr fiol. Ma cosa dici mamma perdere un figlio, se sono qui Tu si ma la tua mente non è più qui, io l'ho capito sei innamorato, pensa che io e tuo padre si stava parlando oggi di te che ormai stai per spiccare il volo, e dare il tuo affetto ad un altra persona, speruma almenu ca sia na brava fia, chi a lè? Per un attimo rimasi senza parole, come avevano fatto a capire tutto il mio celatissimo a parer mio segreto amoroso, forse l'esperienza? Stai tranquilla, è una brava ragazza, risposi quasi con ira, bella e brava cosa credi che conosca soltanto dle lecce? Ecco vedi come rispondi a tua madre, per difendere una ragazza che forse è la prima volta che vedi. Ma scusami, mi tratti come f ossi un bambino che abbia rubato la marmellata. No non voglio che lo pensi Aldo, perchè quello che stai dicendo ora un giorno lontano l'ho detto io a mia madre che si opponeva solo al sentire parlare di tuo padre. Allora vedi che anche tu ai difeso il papà, a spese di tuo madre e di tuo padre, si sono innamorato e mi voglio sposare. Come corri cerca prima di conoscerla guarda se andate d'accordo, non fare le cose affrettate, pensaci bene, poi non pensi a noi due che dopo tutto rimaniamo soli, dopo tutti i sacrifici per allevarti, farti studiare, tu te ne vai così come niente fosse Aldo noi stiamo per diventare vecchi non pensi che meritiamo qualcosa? Santo cielo, sembra che mi si stia chiedendo di pagare un debito, scusa sai ma non l'ho chiesto io di venire al mondo, e poi visto che state invecchiando, è più che giusto che mi faccia una famiglia anch'io. Vedi se non mi ero sbagliata, siamo già diventati nemici, stai rispondendo a tua madre come stessi rispondendo ad un'estranea, por cit e lei propi perdüte. E con quelle parole concluse con un singhiozzo mia madre mi voltò le spalle andando in un'altra stanza, lasciandomi li a riflettere sull'accaduto. Eccomi qui nella mia cameretta in preda ai più disparati pensieri sino a ieri amici i miei genitori unico punto di paragone di modo di vita, mio padre l'esempio che mi ero ripromesso di seguire, gioivo e soffrivo con loro, ed ora mi stavano diventando antipatici ed odiosi cosa mi stava succedendo? I loro pensieri e i loro desideri non collimavano con i miei stavano diventando degli estranei, pensavo soltanto alla mia Graziella, ad una vita con lei, che era diventata il mio mondo, che razza di egoismo, anzi non proprio egoismo, ma, seguivo ciò che la natura ci porta per esempio quando il cucciolo è diventato adulto deve abbandonare il nido e pensare a se stesso ed alla compagna che si è scelto senza sentimentalismi e paure altrimenti non saprà mai affrontare il domani l'ignoto che gli si presenta, e se rimane ancorato alle gonne materno difficilmente saprà affrontare cosa gli si presenterà. La logica mi dettava tali pensieri, ma il sentimentalismo mi spingeva a fare l'opposto, non ero altro che un cucciolo in preda a problemi più grandi di lui, che dovevo fare? Lasciai alla notte il compito di darmi il consiglio, domattina avrei esaminato il da farsi, mi spogliai mi misi a letto ma il sonno non voleva venire tentai con tutti i modi di addormentarmi ma purtroppo la mente seguiva mille situazioni, il mio sogno avverato avevo la mia donna, e perchè non potevo mettere tutto d'accordo e tentare di vivere felice? Ma il presentimento mi dettava l'opposto mia madre in special modo vedeva in Graziella una nemica che gli rubava il suo bambino, il mio egoismo tentava di accordare tutte e due le cose non volevo perdere mia madre in certo qual modo l'atavismo che alberga in noi a dispetto di tutte le nostre teorie spunta quando una situazione per lo più materialistica ci tocca e vediamo sfuggire cosa ci è stato comodo, ci detta mille pensieri, facendo affiorare l'egoismo espresso nella maniera che la situazione si prospetta, facendo si che il tutto sia mascherato dal velo sottile del sentimento della natura noi che siamo gli esseri che dovremmo essere dotati di raziocinio, esso ci manca quando è più utile, e così la notte più lunga che io avessi passato incontrò il mattino e con lui io seduto sul letto in preda al più arduo dei problemi, come lo avrei risolto? E ora alzati devi andare con tuo padre al mercato, esordi mia madre porgendomi la tazzina del caffè, chissà se la tua futura moglie te lo porterà a letto come fa tua madre. Ci siamo ecco la guerra, con la massima sottigliezza, e brava mamma. Va bene mi alzo subito ma fammi un favore non incominciare, non mi fare sentire in colpa, sembra che tu non sia mai stata innamorata, e pensare che papà mi a raccontato cosa avete fatto voi due per potervi sposare, adesso ti metti contro di me perchè mi sono innamorato. Su, su auste a le tardi poi ne discutiamo, tanto sei un testone che vuole fare alla sua maniera e i consigli di chi ha più esperienza non ti servono a niente. E va bene, alziamoci, e andiamo a sentire cosa avrà il padre da dire non credo che lui se ne stia zitto, anche lui dovrà dire la sua. O il signorino si è alzato, credevo che avessi deciso di rimanere a letto per tutto il giorno. Dal tono della voce del babbo intuii subito che anche per loro la notte non era sta tranquilla, c'era aria di tempesta, credevano di spaventarmi, ma si sbagliavano di grosso. Va bene andiamo, se no al mercato non troviamo più niente di bello. Ma guarda mio figlio si mette a dare ordini, adesso si sente adulto perchè a trovato la morosa, caro bambino devi ancora mangiare tante pagnotte prima di potere essere come tuo padre, li vedi questi baffi, sinchè sono dritti in questa casa comando io, e adesso andiamo. Come avevo previsto la loro gioia non poteva essere la mia, sentivo che si stava insinuando in noi una strana atmosfera, forse mi ero alzato male, o forse lo aveva fatto lui. Non voglio raccontare come trascorsi quella giornata fù un vero inferno, qualsiasi cosa io facessi non andava mai bene, stai attento a quello; stai attento a quell'altro e così per tutto il giorno, l'unica cosa che mi dette conforto fù la visione di lei, che passando non solo mi sorrise, ma mi gettò sulla punta delle dita un bacio. Forse presentendo la strana atmosfera nel pomeriggio quando mio padre si assentò per qualche minuto per andare dal tabaccaio, me la vidi sulla soglia della bottega. Senti Aldo non ho tempo, ecco tieni, e mi porse un bigliettino piegato in quattro. Aspetta devo parlarti come posso fare per vederti? Ma se puoi vieni questa sera sotto casa mia verso le nove io faccio un salto sotto il portone così mi dici tutto ciao Aldo a staseira. Pu una iniezione di coraggio, mi sentivo come un antico guerriero in procinto di affrontare un torneo, e al quale la dama del suo cuore aveva dato il pegno e per" tale pegno egli doveva vincere per potere conquistare il suo cuore. Ma cosa fai li tutto impalato non vedi che se lasci fuori l'insalata gela, parei duvuma campela a ntal ces, buite cerca di guadagnarti la pagnotta non credere che si impari così a mantenere una famiglia. Va bene papà corro. Rimase stupito da tanta calma che non riuscì nemmeno a continuare il discorso che credo si fosse preparato, e nel seguito della giornata non vi furono altri scambi di opinioni. Soltanto quando ci incamminammo per rientrare a casa con voce suadente mio padre tentò di avviare il discorso. Vedi Aldo io sono contento che tu abbia trovato una morosa, ma lascia che ti spieghi a cosa vai incontro, sei tanto giovane, ti manca l'esperienza ascolta il consiglio di tuo padre che ne sa più di te, e se mi sono venuti i capelli grigi ci sarà ben il motivo, dammi retta aspetta a fare il passo che stai per fare, informati prima con chi tu vuoi mettere assieme con i tempi che corrono, tu lo sai che noi siamo giudicati come gente che stà bene, e sai come può succedere, che ti credi di sposarti per amore e ti trovi sposato ad una donna che ti spenna vivo. Scusami papà, ma cosa stai pensando di perdere un figlio o un capitale? Ho capito con te non si può più parlare, sei un testone. Che testone e testone, tu ragioni alla tua maniera ed io alla mia, e non ci capiremo mai, anzi senti non vengo nemmeno a casa devo andare a fare una cosa. Va pure ma non ritornare tardi domani mattina dobbiamo andare al mercato, e pensa a cosa ti ho detto. Ci penserò, ma non credere che cambi idea, ciao buonanotte. Affrettai il passo non tanto per il timore di giungere tardi ma per allontanarmi, il discorso affrontato con mio padre mi aveva scosso, non pensavo che fosse così meschino, io lo avevo sotto una dimensione diversa, e il riconoscere che il mio era un errore mi fece piangere. Con la mente occupata dalle mie elucubrazioni, nemmeno mi accorsi che ero arrivato davanti al portone della casa di Graziella, fu lei che mi fermò. Aldo dove stai andando, ma che faccia hai sembri un morto, cosa et las vist? Scusami ma ero talmente occupato dai miei pensieri che non mi sono accorto di essere arrivato, riguardo alla faccia ho finito adesso di litigare con mio padre perchè ieri sera ho detto a mia madre che mi volevo sposare, e lui questa sera a cercato in tutti i modi di f armi cambiare idea, ma mi e la cambiu per nìente al mund, ho capito che tu sei la donna che amo non solo per un momento ma per tutta la vita, e non guardarmi così e non piangere. Mi fai piangere Aldo, perchè tu passi dei brutti momenti per colpa mia, ma se può farti coraggio te lo ripeto che anche mi et voiu bin, e non ti farò mai rimpiangere tutto il bene che mi dai. Credimi Graziella sono convinto di cosa dico, anche se è la seconda volta che ti parlo assieme ci siamo capiti subito, senza tante storie e credo che affronteremo tutto con il coraggio del nostro sentimento. Si Aldo vedrai che tutto si aggiusterà, ma ven et meriti an basin. La stretta delle sue braccia ebbe il potere di calmare le mie ansie, si ero pronto ad affrontare il mondo per difendere la mia donna. Adesso basta non piangere come vengo per farmi consolare e tu ti metti a piangere, Graziella su non fare la bambina dai così sorridi ecco cosi va meglio. Adesso devo andare altrimenti mia madre urla, bunanotte e pensami ciao Aldo e non ti arrabbiare a domani. Ero pronto a tutto meno che all'accoglienza che mia madre fece appena rientrai a casa. O sei tornato, credevo che non tornassi più, ti sei sentito lo stomaco vuoto e così sei venuto, e brau me fiol cosa credi che questa casa sia un albergo? D'ora in avanti chi non arriva a cena in orario non mangia più, e al mattino cerca di non farti chiamare troppe volte, capito. II nome mamma richiama alla mente molte cose, il senso della bontà quello del sacrificio, e una madre, in quell'attimo la odiai, perchè in pochi attimi aveva dissolto un fantasma. II suo preoccuparsi, se avevo la maglietta di lana, se avevo mangiato abbastanza, se avevo sete, se le camicie erano ben stirate, il suo continuo preoccüparsi, il ricordo di lei come prima confidente, che ogni mio piccolo affanno era consolato con una parola buona, con una carezza, dove era finita mia madre? Non credo che fosse soltanto la paura che nella mia vita fosse entrata una donna che un giorno l'avrebbe soppiantata, no l’acredine che metteva nelle sue parole, non era cosa che potessi accettare cosi, senza chiederne il perchè. Ma perchè parli così, cosa ti ho fatto, non sono forse tuo figlio? Mi sembra che ti stia comportando come un estranea non come una madre invece di essere felice, dimostri di odiarmi, cosa ai paura che ti chieda dei soldi per sposarmi, stai tranquilla non ti chiedo niente ora e mai te lo posso assicurare, l'ho capito sai anche da cosa mi ha detto papà stasera tornando a casa, di pensarci di stare attento e tutto un vostro piano, è proprio vero stiamo diventando degli estranei. Ma cosa dici Aldo, e giù lacrime, dopo tutti i sacrifici per allevarti tu ci tratti così, grazie adesso sei tu che ci tratti, e pensare che... La sua voce si interruppe, e portò le mani al viso il suo corpo era scosso dai singhiozzi, e tra le mani, le lacrime scivolavano cadendole sul grembo. Quel grembo che mi aveva generato ed ora in parte mi ripudiava, non so per quale motivo, non sapevo se piangere ho ridere che situazione tragicomica pareva di essere a teatro ad assistere ad una di quelle commedie che ricalcano la situazione, strappando le lacrime agli spettatori, ero talmente preso dalla situazione che non feci caso all'atteggiamento di mia madre. Io stavo per piangere assalito dall'onda della commozione, mi frenai vedendo il suo ammiccare fra le dita bagnate dalle lacrime, quasi stesse controllando se la sua recitazione fosse stata buona, e se la commozione avesse bagnato i miei occhi, non mi trattenni. Senti smettila di fare del cinema, cosa pretendi che rimanga per tutta la vita aggrappato alle tue gonne? Mi fulminò con lo sguardo. Cosa credi di essere già diventato un uomo? No sono un bambino ma sò cosa voglio. Te ne accorgerai, di madre ce n'è una sola, e non faccio del cinema sono soltanto una madre che si preoccupa della felicità di suo figlio, in fin dei conti abbiamo sacrificato la nostra vita per te e tutto cosa abbiamo è soltanto tuo. Ecco dove ti sbagli io non voglio niente tu dici che avete sacrificato la vostra vita perchè lo avete fatto? Per piacere vostro, oppure per il mio od anche per avere un cucciolo da allevare, non sono io che ho chiesto di venire al mondo, avete fatto tutto voi senza chiedere il mio consenso, ed adesso per conquistare un briciolo di felicità decido di vivere la nüa vita devo chiedere il permesso a voi. Parli come una bestia senza riconoscenza, dopo tutto cosa abbiamo fatto per te. E dai sempre lo stesso ritornello, cosa aspettavi cosa pensavi che fossi un figlio oppure un conto in banca che con il passare del tempo dovesse renderti un tanto per cento, sono un essere umano non una bestia, come dici tu vi sono stato sempre vicino vi ho aiutato cercando di alleviare le vostre fatiche soffrendo e gioiendo con voi ma adesso non possiamo più essere che estranei, i nostri punti di vista sono opposti. Piantala li Aldo cosa vuoi fare vedere morire tua madre di crepacuore, fece la voce paterna, è ora che la smetti di offendere tua madre se no ti mollo un paio di schiaffoni, non è così che si risponde, fila vai a dormire. Tu puoi darmi tutti gli schiaffoni che vuoi, ma non cambierò idea per quello, e poi non è cosi che si spiegano le cose, anche se ai tuoi tempi erano i padri a decidere chi si doveva sposare e voialtri ubbidivate. Bene se parli così sentimi bene, sono tuo padre e posso avere dei diritti su di te, devi smettere tutto con quella ragazza quando sarà ora di sposarti te lo dirò io, e senza fare altre discussioni, altrimenti quella è la porta, se non sei contento sai come fare, capito signorino. E va bene ho capito questa non è più la mia casa, va bene me ne vado. Ricordatene però che se esci non entri mai più. Stai tranquillo me lo ricorderò non vi disturberò mai più. Vai vai così ti accorgerai cosa vuol dire la vita, non ci sarà più tua madre che ti porterà il caffè a letto ne tuo padre che ti darà i soldi per uscire alla domenica con gli amici, dovrai sudare per guadagnare la pagnotta e così capirai, se ti capiterà di avere un figlio ti auguro che ti faccia gli stessi discorsi che hai fatto tu a me. Mia madre al sentire che io avevo l’intenzione di andarmene si volse verso mio padre. Ma Steu cosa et dise voule pà che as na vada da ca, aspetta domani mattina la notte porta consiglio, dormiamoci sopra domani vediamo. No Maria adesso basta è ora che si prenda una decisione tu da una parte che continui a dirmi di fare qualcosa, dall'altra Aldo che con le sue risposte sono stufo se vuole andare ca vada e ca rumpa pinen l'anima. Non fece a tempo finire la frase, che io già mi ero avviato nella mia stanza dove contavo di fare un fagottino delle mie cose ed andarmene, ma nel mentre stavo riunendo le mie cose soppraggiunse mio padre. Cosa fai ti porti via il guardaroba? Guarda che non te lo sei guadagnato tu, ad ogni modo portati via tutto anche se non lo meriti. Smisi all'istante, va bene tieniti tutto se non me la sono guadagnata, non voglio niente. Dimmi un po' dove hai intenzione di andare, è notte dove vai a dormire, sotto i ponti della Dora? Non ti preoccupare non voglio stare un momento di più tieniti pure i vestiti tieniti tutto ma lasciami solo andare. Si si vai pure e ricordati di cosa ti ho detto e se cambi idea la porta è sempre aperta, ma vedrai che presto cambierai idea. Scendendo le scale gettai uno sguardo alla porta di casa, e un nodo di commozione mi assalì, lì ero nato avevo passato la mia infanzia quelle scale avevano visto le mie prime corsette, i vicini che conoscevo, tutta una vita sia pur breve mi passò per un attimo davanti agli occhi, addio a tutto al cortile dei miei giochi passati, al portone, a tutta la casa sentivo che non l'avrei rivista, e dandole l'addio detti inconsciamente un colpo alla mia infanzia, adesso ero adulto dovevo pensare a me stesso, il mondo era mio, eccomi pronto ad affrontare la vita ne sarei stato capace? Mi misi in cammino non sapevo proprio dove andare, il freddo era pungente e la neve si era tramutata in ghiaccio, non potevo nemmeno pensare di andare a sedermi sui gradini di qualche monumento o chiesa, ero solo e la città era addormentata, le strade deserte qualche rara luce occhieggiava dalle finestre, gettando un fasciò di luce sul ghiaccio che brillava di mille luci, zone buie zone chiare, guidavano i miei passi, di ragazzo solo continuavano a ronzarmi in mente gli avvenimenti, accompagnando i miei pensieri, facendomi considerare il tutto come un brutto sogno. E più pensavo e più mi allontanavo, non sapevo dove andare, e non potevo nemmeno stare fermo perchè il freddo era pungente, non fumavo ma come aprivo la bocca ne uscivano volute di fumo, e il cappotto mi riparava ma non molto. Come gli assassini tornano sul luogo del delitto i miei passi mi portarono sul luogo del delitto amoroso; al Valentino deserto i miei passi scricchiolavano il freddo quanto mai pungente, ma io li ai piedi di quell’albero che aveva visto il nascere del mio amore. Ad un tratto mi ricordai che anche di notte a Portanuova il bar della stazione restava aperto, e f orse anche il problema dormire era in parte risolto, affrettai li passo anche per riscaldarmi, e giunsi alla stazione era aperta e il vedere tutte quelle luci mi sentii un pochino meglio, i miei pensieri erano meno neri. Mi bevvi il caffè, e nel farlo mi tornò alla mente la frase di mia madre a proposito del caffè, e mentalmente glielo dedicai. Alla tua salute mamma come vedi riesco a berlo anche fuori dal letto. Gli avrei dimostrato di potermela cavare anche senza il loro, aiuto, adesso dovevo pensare come potere cavarmela trovare un posto, sia per potere mangiare e dormire, e mi misi a pensare cosa avessi potuto f are, dove potessi andare, un lavoro che mi lasciasse anche un po di libertà. II lampo di genio il mercato, là cercavano sempre gente per scaricare i carri della verdura un lavoro duro ma abbastanza ben pagato, così avrei risolto i vari problemi, su Aldo fatti coraggio vedrai che ce la farai. Dopo avere bevuto il caffè con tutta la naturalezza mi avviai verso la sala d'aspetto per vedere se trovavo un posticino per potere passare la notte perchè continuare a camminare fuori faceva troppo freddo, appena entrai vidi che non soltanto io avevo il problema dell'alloggio, perchè le panchine erano quasi tutte occupate, forse gente che attendeva il treno forse gente che aveva i miei stessi problemi, e fu proprio uno sconosciuto che mi fece posto accanto a lui. Venga c'è posto per tutti, fuori fa freddo, e la notte non passa mai al freddo Grazie, a ragione fa un freddo tremendo. Aspetta il treno? No non proprio aspetto il mattino. Allora qua la mano siamo colleghi, io aspetto che faccia chiaro per andare a lavorare, scarico ceste di frutta al mercato generale. Interessato quanto mai, chiesi. Senta io sto cercando un lavoro, e avevo intenzione di andare anch'io lì ai mercati, e non sapevo come fare. Se è solo per quello ci penso io fra un paio di ore, venga con me e vedrà che troverà anche lei un lavoro, stia tranquillo. Alla bella e meglio mi stesi sulla panca e tentai di chiudere gli occhi ma sarà il duro del giacilio, sarà il pensiero di tutto il sonno non venne, mi tornarono invece i pensieri. Solo ieri sera ero coricato nel mio comodo lettone al calduccio ed a distanza di una notte eccomi qui, sulla panchina di una sala d'aspetto della stazione, in attesa che il mio occasionale compagno si svegliasse per andare a scaricare ceste di verdura al mercato, che buffa situazione. II mio compagno temprato alla cosa russava beato come se quello fosse sempre stato il suo letto abituale, con una faccia beata, strana la vita si può ricevere un aiuto da uno sconosciuto, casualmente, tali cose ti fanno sentire vivo umano, ed in parte misero perchè avevo sempre pensato che l'aiuto fosse prerogativa di contropartita. II fischio di un treno in partenza lo risvegliò, stiracchiandosi si alzò dalla panchina e guardandomi. Allora andiamo perchè prima che siamo laggiù è tardi e corriamo il pericolo di non trovare ohi ci da lavoro. Andiamo sono pronto, speriamo di trovare lavoro. A non ci siamo ancora presentati io mi chiamo Toni, al ciucatun perchè bevo, e tu come ti chiami? Aldo, e per stare in clima la scapa da ca. Mi sembrava, sei troppo ben vestito, ma sei scappato di casa? No Tòni ho litigato con i miei e me ne sono venuto via. Ma perchè forse gli ai rubato qualche cosa, o gli facevi girare l'anima. No per una donna, voglio sposarmi e loro non vogliono, e la sua risata mi lasciò sorpreso, tanto era allegra. Alla faccia sei proprio un bel marito futuro, et als gnianca an let per andè a dormi, Aldo et zes putent, come oredi di aggiustare il tutto venendo a dormire alla stazione, e andando al mercato a scaricare ceste di verdura, gli prepari un bell'avvenire alla tua futura mogliettina. Lasciamo perdere, andiamo Toni, per ora mi devo adattare poi in seguito vedrò che cosa posso fare. Si si andiamo, se no non riesco a guadagnarmi nemmeno i soldi per un grappino. Cammina cammina batti i piedi e le mani ma il freddo non passava, dì Toni andiamo a berci un grappino, pago io non riesco a scaldarmi. Dai andiamo qui aiè na piola che a la ad la branda ca le buna. Eravamo gia nei pressi del mercato, e un'alba quanto mai livida spuntava sul primo giorno di libertà, ma bando alle malinconie, devi pensare a cercare di guadagnarti la pagnotta come mi ha previsto mio padre. Buon giorno munsù Carlo a la ad travai, ci ho qui un mio amico che a voglia di lavorare. Bene bene mi è arrivato un vagone di patate e lavoro ce ne per un paio di giorni, mi raccomando Toni cerca nen d'anciucheti se no et fasu curi. Stia tranquillo, facciamo tutto per benino quanto ci dà can paga bin e numa bisogno. Incominciate a fare il lavoro e poì parliamo di soldi forza bugeve che se non viene notte e le patate mi vengono marce su forza datevi da fare. Su Aldo andiamo abbiamo lavoro per due giorni, e questa notte dormiamo sul vagone così domani mattina siamo sul posto, e non prendiamo freddo. La mole dei sacchi mi impressiono un vagone intero di sacchi di patate, mi tosi il cappotto la giacca e iniziai Toni sopra mi caricava i sacchi ed io sotto facevo cento metri per arrivare ai magazzino, e scaricare. Subito non pensavano ma con il trascorrere dei viaggi i cinquanta chili mi sembravano cento, e tutta la rabbia che avevo in corpo stava sbollendo, pensavo solo alla mia Graziella. Tutto quello che stò facendo lo faccio per te amore mio vedrai che... Ti Aldo vieni su che adesso ti dö il cambio, riposati un po' se no fra mezzora sei belle che morto. Saltai sul vagone, e per un attimo mi sedetti per riposare, nel mentre Toni era saltato giù e stava facendo la spola dal vagone al magazzino, con una calma che denotava l'esperienza. Di Toni e tanto che lavori qui? Non mi ricordo nemmeno più quando ho cominciato, so solo che ho scaricato tanta di quella roba che riempirei tutta Porta Palazzo in una volta sola. Certo che la fatica è molta chissà quanto ci metteremo a scaricare questo vagone, cosa ne dici? Basta che ce la facciamo per domani a mezzogiorno, così ci prendiamo i nostri soldi, parei e podu beive an bel liter ad barbera, e tu cosa fai domani? Questa sera devo andare a fare una commissione, devo andare dalla mia fidanzata per avvertirla di cosa è successo, mi accompagni anche tu. Si sono curioso di conoscere questa donna che ti a fatto scappare di casa, è bella? Se è bella, e la più bella donna che io abbia mai visto, e non solo è anche brava, non credo che esista una donna simile al mondo. Esagerato lo dici perchè sei innamorato, vedrai quando il tempo passera, e per caso litigate come la vedrai, dai tempo al tempo, e non dare troppo peso a cosa ti dico io parlo perchè anch'io un giorno ho voluto bene ad una donna ed ora mi chiamano Toni al ciucatun, ma lasciamo perdere, la vita è fatta di esperienze, fattele e capirai, ma adesso dai scarichiamo le patate altrimenti il padrone non ci paga. Non parlammo più sino a quando le sirene della FIAT, e la mia pancia non suonarono mezzogiorno. Allora come va? Ai fame lavorare così all'aria aperta l'appetito viene cosa ne dici Aldo, vieni andiamo a mangiare qui vicino alla piola. No non vengo non posso sono senza soldi. Pensie nen, ci sono io anche senza soldi da mangiare me ne danno sempre, vieni un piatto di minestra ce lo danno, l'unica cosa che non mi danno è il vino e per oggi devo farne a meno altrimenti non lavoro più. Su pivel intra suma rivà, sediamoci li ce un tavolo libero, ecco Cecu, ti bel om suma sensa sold e l'uma fam e tin daghe da mange l'istess. Quandi che pie la paga e mi deve, disse Cecu, un buffo uomo con un pancione coperto da un grembiale che un giorno era stato bianco, e ciabattando andò verso la cucina tornandone con due piatti fumanti di minestrone ed un cestino con quattro pagnotte che scomparvero con una rapidità, da veri affamati. Mangia piano, anzi se vuoi empirti la pancia metti il pane nella minestra così ti dura di più, mi disse Toni, peccato che non possiamo bere un quartino, e lai la gula secca, tutta quella polvere, ma pazienza. II caldo e la minestra mi avevano fatto venire una sonnolenza i miei occhi non riuscivano a stare aperti, Toni lo notò e disse vieni andiamo al nostro vagone andiamo a fare un pisolino. Come toccai i sacchi con la schiena mi addormentai come un sasso, riuscendo solo a sentire la voce di Toni che mi diceva. Dorm merlus, et las n'ura ad temp. Fui svegliato da un dai a le ura diamoci da fare forza. E con le ossa doloranti mi rimisi a fare la spola dal vagone al magazzino ero talmente abbruttito che non mi accorsi nemmeno del trascorrere delle ore. Dai per oggi basta, è tardi e la metà del lavoro l'abbiamo fatta piantiamola li, preoccupiamoci di andare da Cecu a vedere se ci da ancora un piatto di minestra. I Non mi lavai nemmeno le mani mi sedetti ed attesi che arrivasse il piatto di minestra per buttarmi sopra con la voracità dell’affamato, calmati i morsi ridivenni umano, e mi ricordai che dovevo andare da Graziella . Di Toni vieni con me sai voglio andare dalla mia fidanzata. Senti è meglio che tu ci vada da solo, io ti aspetto qui così poi andiamo assieme a dormire sul vagone si stà più comodi che alla stazione. Va bene ma aspettami altrimenti non sò come fare. Stai tranquillo, tanto adesso viene un mio amico e faccio una partita a scopa e così se vinco mi bevo un bicchierino, tanto per mandare giù la sbobba di stasera. Strada facendo riordinavo le idee per potere dire tutto a Graziella senza che lei si sentisse in colpa per l'accaduto, povera stella lei non ne aveva colpa di cosa era successo. Era sotto il portone che mi aspettava, ed appena mi vide mi corse incontro gettandomi le braccia al collo. Aldo quanto sono stata in pena non ti vedevo arrivare, e poi dopo tutto quello che è successo oggi, non ho fatto altro che piangere per tutto il giorno, ma come sei sporco cosa ai fatto. Mi guardai le mani erano non solo sporche ma anche gonfie ma io non sentivo niente, tanto ero felice dell'accoglienza che del suo preoccuparsi. Ecco io mi sono trovato un lavoro, e non ho fatto a tempo lavarmi le mani per fare in fretta a venire da te per non farti aspettare, ma cosa è successo oggi? Tuo padre mi a fermato questa mattina nel mentre stavo andando a lavorare, e mi a detto di cosa era successo ieri sera, che tu te ne eri andato via, solo con cosa avevi addosso, e poi mi ha detto una cosa che mi ha fatto piangere. Che cos'a ti a detto, dimmelo, e non piangere su dai. Si mi a detto che mi vergognassi, di lasciarti perdere che ti avevo fatto perdere la testa, che era colpa mia se tu te ne eri andato via di casa, era talmente arrabbiato che avevo paura che mi dasse una sberla. Con che diritto a fatto tutto questo, me ne sono andato apposta per non fare cosa voleva lui, e se aveva qualcosa da dire perchè non me l'a detta ieri sera, il coraggioso se la prende con le donne. Lascia perdere Aldo, piuttosto dove hai dormito, cosa fai ti prego non mi dare dolori dimmelo. Gli raccontai tutto della stazione dei mercati, in quel momento provai gioia nel commiserarmi, forse lo facevo per farmi consolare, perchè man mano che raccontavo l'accaduto lei si stringeva a me carezzandomi e consolandomi. Al me pover Aldo et las fait tut son per mi, pora gioia et devi vureime tanta bin. Se ti voglio bene, adesso sei l'unica persona che conta nella mia vita, non ho nessuno e se mi mancassi anche tu sarei un morto, non lasciarmi. Non pensarlo nemmeno, dopo tutto quello che hai fatto per me, piuttosto non hai un vestito, ne niente altro da metterti addosso, e non puoi stare così, ti vengono i pidocchi, ma almeno hai dei soldi in tasca? Niente neanche una lira, gli ultimi spiccioli li ho spesi stamattina per pagare un grappino a Toni, ed anche a mi che l'avia na freid che muiria. Ma cosa hai mangiato, niente scommetto, ommi pora dona si vede dalla faccia, che sei vuoto. Non preoccuparti tanto domani appena finito il lavoro ci pagano, e così non solo vado a mangiare, ma se posso vado a comperarmi una tuta, così comincio a risolvere il problema del vestire, e vedo anche se trovo un lavoro migliore, così posso guadagnare di più e pensare anche a noi. Aldo comincia a pensare a te per adesso con questo freddo se prendi un male come fai a curarti, poi non puoi andare a dormire alla stazione, non solo ti può succedere qualcosa, aspetta mia madre ha una soffitta dove mettiamo la legna e tutte le robe che non servono, quando è morto il mio povero papà abbiamo portato su il mio lettino che avevo nella mia cameretta, per andare a dormire con mia madre e avere una stanza in più, ti puoi aggiustare li per adesso, per il mangiare vedremo cosa si può fare, ma stai tranquillo che piuttosto sto senza io piuttosto di fare rimanere senza te amore mio. La soluzione non solo mi riempì di gioia ma mi dette la speranza nel futuro, adesso ero più sicuro che ce l’avrei fatta. Ma tua mamma cosa ne dirà, non ti sgriderà mica non vorrei che per colpa mia debba passare delle grane, ci sono gia io che te ne do'. Non ti preoccupare, pensiamo poi come fare con mia madre, adesso pensiamo a te, aspetta un minuto vado sopra un attimo per vedere se ho chiuso la porta e poi vengo già subito. L'attesa si stava prolungando quando accompagnato dal suo passo la vidi apparire con un pacchettino in mano. Prendi ti ho portato qualcosa da mangiare, non offenderti è poco ma sono riuscita a prendere solo questo prima che mia madre se ne accorgesse, e tieni io ho fatto qualche risparmio qui ce qualche lira non è tanto noi siamo poveri, attento a non perderli. No non posso accettare tanto domani prendo la paga, ci mancherebbe altro che accettassi soldi da una donna. Se parli così offendi me Aldo, siamo fidanzati un giorno diventerò tua moglie e tu mi calcoli soltanto per una donna qualunque, mi fai male se pensi questo. Non volevo dire questo Graziella ma io che accetti dei soldi da te, che ti ho chiesto di diventare mia moglie, mi faccio mantenere da te, me ne vergogno mi sembra di essere un buono a nulla. Ti prego prendili così penserai a fare le prime spese, e appena sarai a posto me li renderai, su fa nen al fol. Ecco facciamo così tu me li presti ed io appena posso te li rendo, così sono più tranquillo. Adesso devo scappare, se no domani mattina il vagone delle patate diventa più pesante, ven si dame an basin così non sento più ne la fatica ne il freddo. Aldo se tu capissi quanto sono innamorata di te, e quanto soffro il sapere che adesso vai a dormire in un vagone, al freddo a ma sa scianca al cor, fammi solo un piacere appena ai finito vieni subito così non stò più in pensiero. E me lo chiedi? Sarà la prima cosa che farò e anche se non ci sono pensie nen e sun sempre taca a ti cun al pensier. Ciau buna noit ades va se no e ambutu a piurè. Fui io che voltai le spalle fuggendo questa volta, e camminando sentivo che non sarei riuscito a frenare le lacrime, lo feci senza ritegno non mi importava niente che mi vedessero, tanto quello che avevo io nel cuore lo sapevo soltanto io anzi lo avrei gridato al mondo intero si che tutti lo sapessero. Entrando nella piola vidi Toni seduto al tavolo che giuocava a carte ma appena mi vide smise per un attimo. Allora come è andata? Ti vedo contento, ti andava un bel bacione dalla tua bella per tirarti su il morale, oggi sembravi un morto non ai fatto parola tutto il giorno, prendevi quei sacchi con una rabbia che faceva paura, ma ades et vudu pì content, aspetta fra dieci minuti ho finito la partita e così andiamo al Grand Hotel a dormire, dai siediti ti Cecu porta un bicchiere al mio amico a le fìna blu dal freid. Non avevo mai pensato che esistesse la fratellanza, in special modo nei più derelitti, ma anche io ormai appartenevo a quel mondo, ero un senza famiglia, strano non avevo ancora pensato a loro proprio strano, ma forse non era altro che la reazione a ciò che era successo. La partita finì Toni riuscì a bersi il suo quartino dì vino ed anche lui a suo modo era contento, lo dimostrò nell'uscire battendomi la mano sulla spalla, e dicendomi Andiamo se no invece di prendere la paga bisogna che li paghiamo noi, mi hai portato fortuna, e poi mi piaci devi essere un bravo ragazzo, travaia e cerca nen ad guastete, al mund a le gram, non dare retta a nessuno fai sempre cosa ti sembra giusto, così non sbagli mai. Faticammo un poco ad entrare perchè il guardiano non voleva lasciarci entrare aveva paura che rubassimo la frutta, ma Toni lo convinse, e finalmente ecco il nostro vagone, ancora uno sforzo, ecco la porta scorre, dai Aldo pusa che chiudiamo, così il caldo non va via. Non feci tante cerimonie, mi feci la cuccia cotì dei sacchi vuoti e mi stesi al confronto della panchina della stazione sembrava un ricco letto di piume non sentivo nemmeno l'odore acuto délla terra che impregnava le patate, ero al caldo e la mancanza di abitudine agli sforzi si faceva sentire avevo le ossa rotte, ero stanco morto, ma felice, forse non sarei stato visitato dai pensieri, feci ancora a tempo a dare la buona notte a Toni e dopo alcüni attimi ero già belle che in partenza. Rammento soltanto che quando mi sentii scuotere da Toni stavo sognando di prepararmi per una gita in campagna, e mia madre insisteva che portassi un bottiglione di più perchè in campagna l'acqua non si trovava facilmente. Triste realtà, ancor più triste furono le smorfie di dolore che feci nell'alzarmi ero letteralmente a pezzi, mi sembrava di avere preso un f racco di botte, ma ce la feci ugualmente. Allora come hai dormito? Certo non è il tuo letto che avevi a casa ma è meglio di niente, dai che le patate ci aspettano. Non persi tempo, nemmeno per lavarmi la faccia, e iniziai subito, il primo sacco fu il più pesante, ma man mano che mi sforzavo la fatica grazie al riscaldarsi dei muscoli si faceva meno pesante, e di buona lena con più velocità del giorno precedente, dal carro al magazzino e così via. Tra un turno ed un altro svolsi il pacchettino che Graziella mi aveva dato la sera precedente, indovinai subito che era la sua colazione mattutina, povera cara questa mattina sarebbe stata senza colazione. Mancava poco a mezzogiorno e ci apprestavamo a scaricare l'ultimo sacco, il padrone era presente, per vedere se eravamo nel prestabilito Toni portò l'ultimo sacco in magazzino, e con aria soddisfatta ne ritornò. Allora a visto che abbiamo fatto tutto in fretta, abbiamo persino risparmiato mezza giornata, a le cuntent? Si tutto bene bravo anche il tuo amico a propio voglia di lavorare, adesso venite nel mio ufficio così vi pago, anzi dopodomani mi arriva un'altro carico di patate, se non avete trovato altro da fare venite il carico è vostro. Toni si voltò verso di me strizzandomi un occhio, e mi disse. Ai visto pivello a va tuit bin, e fuma una cubbia di ferro vedrai che se ci mettiamo guadagnamo più di un dottore, sa ven anduma a piè i sold. Venite dunque vi pago due giorni di lavoro, a va bin? Ecco lei è una persona che capisce, fa piacere lavorare per lei. Grazie, ecco qui ci sono i soldi, va bene? Benissimo e allora ci teniamo pronti per domani, arrivederci e grazie.
Con una busta in mano ci avviammo subito nella piola così come disse Toni. Paghiamo subito i debiti così quando ne abbiamo bisogno, Cecu non fa sforzi non si sa mai possiamo sempre averne bisogno. Ti Cecu, ven che paguma i debit. Arrivò ciabattando con il suo sigaro fra le labbra, e l'eterno sorriso sulle labbra, il grembialone grigio sporco, la camicia senza colletto, e il pancione tondo tondo che lo faceva assomigliare ad una palla di burro. Se tutti i clienti fossero come voi due mi e andaria bin, pudria aundè anche an ferie al mar. Sei propio il tipo da mare, se ti tolgono dalla tua piola sei bello che morto ormai morirai nella tua piola nel mentre stai, bevendo una di quelle bute stupe che nascondi in cantina, e bevi solo nelle grandi occasioni, e Cecu. E Toni ai ragione ma cosa vuoi, se non sogno e sun bele che mort. Be allora a noi uno Aldo ecco per Cecu trenta lire, il resto è qui mezzo a testa va bene, anzi ti meriti qualcosa di più ai lavorato più di me. Ma non farmi ridere, aspetterebbe a te una parte maggiore, perchè sei tu ohe ai trovato il lavoro. No prendi è il regalo ad un amico che mi porta fortuna, ciapa fa nen al fol. E adesso cosa facciamo? Ci riposiamo, perchè domani abbiamo un'altro vagone da scaricare, cosa ne dici non è meglio che ci prepariamo. Ai ragione Toni, io però per fortuna ieri sera parlando con la Graziella mi sono aggiustato almeno per il dormire, lei a una soffitta e mi ha detto che mi aggiusta la sopra, adesso vedo se posso ti faccio venire con me sei contento? Mi guardò per alcuni minuti in silenzio, cambiando espressione e poi. Ma dici sul serio, sai sono anni che non ho più una casa e anche un buco per me sarebbe la cosa più bella, dame la man, da ora in avanti siamo soci anzi ciapa si tieni tu i sodi, altrimenti mi e i beivu tuti. Ma non ti preoccupare, vedrai che la nostra società andrà avanti bene aspettiamo questa sera sentiamo cosa dice Graziella. Se mi aiuti non te ne pentirai, perchè fina ades e lei nen truva autr che amis da ciuche, è la prima volta che trovo una persona che non viene con me soltanto per farsi pagare da bere, e prendermi in giro quando sono ubriaco, Sentì Toni mi sei simpatico sei anche la prima persona che md hai detto una paröla buona e mi ha aiutato a superare un momento non molto bello, non posso fare altro che esserne riconoscente non trovi, poi mi hai detto di fare soltanto quello che mi sembrava giusto, e che fosse stato di mio gradimento, e io imparo la lezione. Ma adesso piantiamola lì con i complimenti, andiamo a fare due passi vediamo come è bello fare i poltroni. Andiamo a vedere se troviamo una tuta, perchè il mio guardaroba è tutto qui, e se non trovo qualcosa da mettere addosso divento uno straccione. Hai ragione, anzi facciamo una cosa facciamo una scappata a Porta Palazzo, al Balun li troveremo tutto quello che ci serve e senza spendere molto, dai così ci facciamo la nostra passeggiata. Non ci avevo pensato, bravo Toni andiamo, così risparmiamo e vediamo se riusciamo a comprare anche qualche camicia o se possiamo un bel maglione sai anche scaldandosi con il lavoro senza giacca, a fa freid l'istess. Guarda al pivel a la pi cugnisiun che al vei ciucatun. Dai non buttarti giù non sei cosa dici si vede che nella vita ai passato i tuoi guai, ehi non li a passati pensa a me sino a ieri avevo tutto oggi vado al Balun a comprare una tuta magair usata per risparmiare, e cosa vuol dire sono felice ugualmente, la mia donna mi vuole bene ho trovato un amico, e cosa vuoi di più? Guarda forse è il sogno di un ubriacone ma se riusciamo ad andare d'accordo smetto di bere e vedrai che non soltanto il 'lavoro, non ci mancherà e se riesco guarda, e tirò fuori un portafogli unto e stracciato, vedi sono anni che ho questa bolletta del monte di pietà, e l'anello che regalai a mia moglie quando eravamo fidanzati, a le bel, te lo regalo così tu puoi fare un bel regalo alla tua fidanzata, è un bel brillante, non mi dire di no, almeno le mie fatiche che ho speso per comprarlo saranno servite a qualche cosa. Toni lascia perdere, non pensare che io mi aggrappi a te per uno scopo, no per me sei un amico, e adesso siamo anche soci. Tu scherzi ma due miei amici si sono messi assieme proprio ai mercati e per scherzo si sono messi assieme e adesso fanno lavorare gli altri, io non sono capace, ma tu che sei andato a scuola potresti fare il dirigente e io cercare la gente, sai no nè poi male così puoi fare dei soldi e pensare a sposarti, comprare i mobili il corredo; cosa ne dici? Cosa vuoi che ne dica, per ora limitiamoci a cercarne per noi del lavoro poi vedremo, però non è una brutta idea. Aldo gira di li così facciamo più in fretta, fra dieci minuti ci siamo: avevi ragione siamo arrivati a Porta Palazzo, da che parte andiamo tu lo sai, io non sono pratico. Vieni ci penso io tu non parlare, io conosco tanta gente, ci sono dei gratta che vendono della roba per poche lire, lascia fare a me. Va bene fa tu che sai. O guarda guarda ciao Peru, come va? O Toni cosa fai da queste parti. Senti tu che sei pratico, io e il mio amico abbiamo bisogno di trovare della roba. Cosa ti serve, dimmelo e così se ce io te la trovo, abbiamo bisogno di qualche tutta, camicie, calze, e se ci sono dei maglioni. Sacramentu, devi farti il guardaroba, ad ogni modo sei capitato bene, ho quasi tutto quello che ti serve, tu lo sai che è roba che viene dalla luna, et capise no io te la vendo ma non ti conosco. Sta tranquillo, ci conosciamo no, non dovresti nemmeno dirmi queste cose. Va bene aspettatemi qui torno subito vado a prendere la ripuncia. Aspetta quanto vuoi? Pochi maledetti ma subito, poche lire, cinque- cento, va bene? Cosa ne dici Aldo? Per me va bene, e per te. Anche per me così ci vestiamo di lusso. Allora vado aspettatemi, a proposito è tutta roba nuova, parei e feve i gagà, ma ste atente a nen di niente an gir. Nel mentre stavamo aspettando, ordinammo una marsala, e mi guardai attorno eravamo nella piola più malfamata di Torino, e seduti ai tavoli vi erano i tipi più disparati, dal vecchio ubriacone che passa da sbornia a sbornia e non solo uomini ma anche delle vecchie megere che già ci guatavano con occhio interessato, se potevamo essere loro probabili clienti, facce che non promettevano niente di buono, di vecchi gratta che ora si facevano mantenere dalla loro donna sempre in caccia di un cliente da portare a letto per me un mondo che non sapevo nemmeno esistesse veramente, ne avevo solo sentito parlare, ed ora che mi ci trovavo in mezzo era. una cosa che mi lasciava oltremodo stupito. Toni intuiva che la mia non era soltanto curiosità, e non disse nulla sinchè non fummo alla fine del bicchiere. Vedo che stai curiosando, non avevi mai visitato il Balun, scumettu che non sapevi che razza di mondo esisteva qui, pensa che persino i Carabinieri non vengono molto volentieri, perchè ambelesi a spusa per lur, ci sono certe bande che fanno paura a tutti, io ne conoscono qualcuno, guarda quello laggiù, che sta parlando con quello che a quel fazzoletto rosso al collo, si quello, è il famoso Pino al dur, quello che è stato imputato di avere ucciso per rapinarlo quel commerciante, pensa che è stato sotto il torchio per un mese e non sono stati capaci di fargli confessare niente, e per quello che adesso lo chiamano Pino al dur. Ma come fai a conoscere tanta gente in questo posto, venivi qui spesso? Spesso, ero qui tutti i giorni, in questa piola mi sono guadagnato il mio sopprannome di Ciucatun, e credimi non sono tagliato per essere un ladro, altrimenti e saria andait a graté, così mi sono adattato a scaricare sacchi e ceste al mercato, e sun rubatà an bas ma nen abbastansa. Non voglio saper nìente per mè, sei una brava persona e basta. Stava per ribattere, quando sulla soglia apparve una donna, dal vestire si capiva subito che era una P... Toni la guardò e senza dire altro. Vieni Aldo questo posto comincia a puzzare. Nell'uscire lei lo guardò sorridendo; Ciao Toni come stai? Non rispose e allungò il passo, proprio non riuscivo a capire, ma non volli insistere, lo seguii sino all'angolo e li ci fermammo per attendere il suo amico Peru che arrivasse cön la merce. Per fortuna l'attesa non fù lunga e Peru giunse guardandosi furtivamente attorno, come fosse inseguito da chi sa chi, e senza fare parola ci porse un pacco che Toni si affrettò a prendere. Dai anduma la speisa e l'uma fala, è meglio che anduma abbastanza anpresa. Notai che la sua voce non era più quella di prima, era rabbiosa e mi venne spontaneo pensare che quella donna aveva a che fare con Toni. Collegamento di pensiero, ma guardandomi in faccia con rabbia mi disse: — 0E3cco vedi perché sono diventato Toni al ciucatun, quella era mia moglie. Silenzio, non parlai, ma in compenso capivo cosa poteva avere provato ed anche perché annegava il suo dolore con qualche bicchiere di vino, e pensare che era una brava persona, lo vedevo povero amico mio. Ti ades anduma da qualche parte dobbiamo anche guardare cosa Peru ci ha dato speriamo che sia stato onesto, mi ha sempre trattato bene. Finimmo dd andare neì paraggi di Graziella, in una piola che Toni sapeva si mangiasse bene, con il suo vagabondare da piola a piola era diventato un conoscitore valido di tutte le piole di Torino. E così al calduccio vicino alla stufa attendemmo che Graziella arrivasse dal lavoro, ordinammo da mangiare, una bella frittata, un piatto di minestra, mezzo litro di vino, fu la nostra cena, e nel mentre masticavo pensavo: Ecco papà tu mi avevi detto che sarei morto di fame, vorrei che tu fossi qui a vedere, la mia cena, me la sono guadagnata io con le mie braccia, ti sei sbagliato di grosso nel giudicarmi. Cosa dici Aldo non stai zitto nemmeno quando mangi, invece di pensare non mi ero accorto di parlare con la bocca piena di frittata. Niente pensavo a mio padre, mi aveva detto che sarei tornato a casa in fretta per non morire di fame. Merlus mangia e non farti dél sangue cattivo, tu non sei il tipo che muore di fame et sarie an falabrac. Padrone quanto fa il tutto? Pagammo e uscimmo e per ingannare l'attesa ci mettemmo a passeggiare sulla strada che portava verso il centro, facendo paragoni i soliti che fanno quelli che non fanno niente. Se avessimo noi quel palazzo ci pensi, non avremmo nemmeno bisogno di andare a lavorare, avessimo espresso il desiderio di avere una coda forse forse ci sarebbe spuntata. Essere poveri e desiderare sperare di svegliarsi un mattino e trovare la fortuna a portata di mano, è il sogno di chi non ha e spera di avere inseguendolo per tutta la vita, e chissà se avendo riuscirebbe ad essere felice? Tornando sui nostri passi in lontananza scorsi una figuretta che si avvicinava ormai non mi sbagliavo più era lei, che con il suo passo veloce si stava avvicinando, eccola Toni. Corri vagli incontro, io ti aspetto qui. Vedendomi correre si mise a correre anche lui, e ci ritrovammo uno fra le braccia dell'altro come se fossero secoli che non ci vedessimo. Aldo mi sei mancato tanto, non vedevo l'ora di finire per venire a casa sapevo che ti avrei trovato qui ad aspettarmi, la mia gioia cume e sun cuntenta. E tutto il giorno che non vedo che le ore passino, sai ho molte cose da dirti, novità belle, sai oggi ho preso la paga più di cosa speravo, e mi sono già comperato della roba per il lavoro, senti mi hai detto che era possibile aggiustarmi nella soffitta, hai guardato se era possibile? Sì caro stai tranquillo, ho fatto tutto, ecco la chiave, devi solo fare un po' piano almeno sino a quando mia madre non saprà tutto, sai voglio dirglielo, povera donna è tanto brava. Graziella però non sono solo, sai quel mio amico mi ha aiutato anche per trövare il lavoro, è una brava persona è nelle mie stesse condizioni, è senza una casa, e abbiamo il lavoro assieme. Ma si Aldo se è un tuo amico, fai pure ma mi raccomando fate poco rumore, se no sai mia madre. Vieni, te lo presento, è laggiù che mi aspetta. Toni questa è Graziella. Piacere signorina, è proprio fortunata a le an brauv fiol. Aldo mi ha parlato di lei, sono contenta che abbia trovato un amico dopo tutto quello che ha passato, il saperlo solo mi addolorava. Cà staga tranquilla che non è solo adesso abbiamo fatto una società che ci farà guadagnare qualche soldo, vedrà che riusciremo a fare molte cose. Sono proprio contenta, mi raccomando a lei me lo guardi, io gli ho dato la chiave della soffitta, fate piano io ho preparato tutto, non è tanto bello ma è caldo e asciutto. Sarà sempre meglio della stazione, sa è là che ci siamo conosciuti. Sì lo so, mi ha raccontato tutto, e pensare che solo l'altro giorno ci conoscevamo appena, ci siamo visti e ci siamo voluti bene. Adesso basta, dai Toni andiamo a bere qualche cosa, dobbiamo festeggiare, su Graziella dai andiamo, oggi è la più bella festa che io abbia conosciuto, ho trovato un amico e possiedo l'amore più grande del mondo, andiamo. Quello fu un brindisi, una semplice bottiglia di moscato che a me parve il miglior champagne del mondo. Alla tua Aldo che tutto cosa desideri si possa avverare. Grazie Toni, lo spero proprio. Alzammo la voce perché gli avventori si voltarono, e Graziella con il volto arrossato, ci fece cenno di tacere. Ci guardano tutti, io mi vergogno, dai andiamo via è anche tardi, poi bisogna che rientrate presto altrimenti se trovate il portone chiuso io non ho la chiave. Sì a le mei che anduma se no a va finì che na beivu un bicchiere di più, e addio i miei proposit. Sì andiamo perché domani mattina dobbiamo andare a vedere il lavoro, che ne dici Toni. II terzetto si avviò appena giunti sotto casa dì lei le ultime raccomandazioni e l'indicazione, l'ultima porticina in fondo al corridoio. E nel mentre Toni era voltato dalla parte opposta un bacio furtivo e una stretta di mano che valeva più di mille parole. Buonanotte, e stai tranquilla che faremo piano, a domani e pensami. Sì stai tranquillo, ma adesso vai, sai, ci possono vedere e dirlo a mia madre, buonanotte anche a lei Toni. Lei salì per prima e dopo alcuni minuti salimmo noi, con tutta la cautela possibile, con il passo felpato ohe di solito usano i gratta, disse ridendo Toni, penultimo ultimo ancora una rampa di scale, ecco il corridoio. Una due tre, accendi un fiammifero non si vede niente, ah no ecco l'ultima porticina, speriamo che sia aperta, ecco sì dai entra. Parla pa' sembra di essere in albergo, guarda due letti e senti che calduccio, meglio di così non poteva andare che ne dici Toni. E led nen a parole, sei proprio fortunato, ma aspetta chiudo la porta, tu guarda se trovi una candela o qualcosa per fare un po' di luce, parei es rangiuma, e possiamo anche vedere cosa l'amico ci ha rifilato, non abbiamo ancora aperto il pacchetto. Graziella aveva pensato proprio a tutto un bel lume pieno di petrolio, che mi affrettai ad accendere. E così esplorammo la camera, scopato per terra pulito i vetri, nei letti non vi erano le lenzuola ma delle coperte sopperivano alla mancanza, c'era persino un piccolo lavandino con il rubinetto gli asciugamani, il sapone, tutto insomma caro amore chissà come aveva fatto senza farsene accorgere da sua madre a fare tutti quei lavori. Toni ghignando mi fece voltare strappandomi ai miei pensieri. Ti ha preparato proprio tutto guarda a ie fina l'urinari. Di' ma non avi detto che dovevamo aprire il pacchetto? Dai apri sono curioso. II contenuto si rivelò una vera e gradita sorpresa, semibrava che Peru avesse indovinato le nostre esigenze, perché dalla tuta al maglione, camicie, persino dei calzettoni, il che mi fece pensare che i miei piedi non dovevano avere il profumo delle violette, lo dissi ridendo a Toni. Aspetta che mi tolga le scarpe e poi ed sente che spusa ad gurgunsola. Fu la risposta di Toni. Due giorni mi avevano già fatto scordare anni di educazione, come si può fare presto ad adattarsi alle situazioni, e pensare che non andavo a letto se non mi lavavo non soltanto i piedi, non riuscivo a dormire, ormai la mia vita o almeno il modo di viverla era cambiato, mi stavo svezzando, chissà se sarei riuscito a diventare adulto. Prova a misurare questo maglione, disse Toni porgendomi uno di quei strani maglioni che usano portare i ciclisti, per me è un pochino lungo e dato che non cresco più a le mei che lo provi tu. Due spanne di maniche e come lunghezza quasi alle ginocchia, ma per il lavoro andava bene, prova questo prova quello e in parte riuscimmo a dividerci la roba, adesso oltre al tetto avevamo anche un guardaroba. Di' Aldo, adesso che siamo comodi non ci svegliano nemmeno le cannonate, è cosa certa. Ecco io mi metto da questa parte, sposta quella cassetta così mettiamo la lanterna sopra, parei abbiamo anche il tavolino, sei a posto spengo. Si andiamo a trovare domani, buonanotte Aldo, e grazie. Grazie di Cosa. Te lo dico domani, adesso sono in cammino per impluccarmi, ciao buonanotte. Va bene, buonanotte, e non russare se no ti metto una calza sotto il naso e ti asfissio. Dopo un attimo di silenzio Toni aveva già il respiro pesante, poveretto doveva essere stanco morto, come lo ero io soltanto che per me il sonno malgrado la stanchezza non veniva i pensieri mi si presentavano con una frequenza che mi faceva paura. Chissà se riuscirò a fare questo, chissà se riuscirò a fare quello, chissà se Graziella mi vorrà sempre bene, speriamo che il lavoro non manchi non vorrei tornare indietro, e fallire per venire a cadere sotto lo scherno di mio padre, immaginavo cosa mi avrebbe detto. Guardalo l'uomo non sei altro che un pulcino spaurito, e zes an bun a giente. Dovevo farcela ad ogni costo, non volevo perdere né la dignità né Graziella, come era entrata nella mia vita, nei miei pensieri, io non avevo ancora fatto niente per lei e lei, già tutto. Era soltanto un soffitto che ci divideva ma io immaginavo di dormire accanto a lei, di accarezzare il visetto tanto caro, lo vedevo mi bastava chiudere gli occhi, di stringerla a me vegliare il suo sonno, caro, caro amore ormai la mia vita sarà dedicata soltanto a te per farti felice, lo giuro. II sonno mi colpì a tradimento ma anche nel sonno non mi fù possibile essere sereno, sognai lunghe file di carri ferroviari ed ognuno carico di sacchi di patate, e dovevo scaricarli da solo, e nel mentre andavo al magazzino, a metà strada una gabbia, e dentro Graziella, guardata a vista da mio padre e ogni volta che passavo davanti mi diceva. « Se non fai in fretta a scaricare, te la faccio morire di fame ». Io acceleravo il passo ma la distanza sembrava sempre maggiore, e i vagoni si allontanavano sempre di più, i miei passaggi davanti alla gabbia sempre più radi, e passando lei mi implorava di fare in fretta perché stava per morire di fame. Aldo ti prego non resisto più sto morendo di fame fai qualcosa. La sua disperazione era la mia e tanto si accrebbe che non resistetti a lungo e aspettando che mio padre si distraesse cercai di buttargli il sacco dl patate che avevo sulle spalle. Uno scatto e vide cosa stavo per fare e agguantandomi per il collo : Io ti ammazzo brutto bastardo, tu non sei mio figlio sei il peggiore dei delinquenti, adesso ti faccio crepare io; e alzò la mano per darmi un pugno; l'urlo che ne venne fuori svegliò di sopprassalto Toni che scuotendomi disse: Vuoi svegliare tutta la casa, per fortuna che io russo; sei matto hai fatto un urlo che ti avranno sentito persino a Porta Nuova, speriamo che non ci abbiano sentito gli inquilini, cosa hai v'isto catlina che ad criave parei. Gli raccontai il sogno e lui fece un solo commento. Speriamo che per i vagoni di patate sia vero, così ci mettiamo a posto per un bel pezzo, ma adesso con la speranza che non ti metti a gridare cerchiamo di dormire ancora, è ancora buio, dai Aldo prova. Sì è meglio e grazie per avermi salvato dal pugno. Cerca di dormire su e leì ancura sogn. Niente incubi perché fu un tisico raggio di sole che picchiava sui vetri a farmi aprire gli occhi, chissà se era tardi, svegliai Toni. Non sappiamo l'ora ma spero che non sia tardi, sù facciamo in fretta così nessuno ci vede per le scale. In un attimo ci vestimmo, io lasciai la giacca e indossai lo strano maglione, mi attardai soltanto per lavarmi la faccia, con Toni alle calcagna che sbuffava come un mantice. Dai, fai in fretta, sei peggio delle donne, ci metti due ore solo per lavarti la faccia. Ho finito andiamo, e smettila di borbottare sembri una suocera. La discesa in strada fu felicissima, non incontrammo anima viva, e nel mentre attraversammo la strada la piola stava aprendo i battenti. Andiamo a prendere un caffé, magari corretto con un goccetto di grappa, così ci tira sù il morale. Porse a te Toni io come morale sono sù. Lo so e zes su pì che Vigiu an crota disse sbottando a ridere. Con qualcosa di caldo nello stomaco ci avviammo ai mercati sperando di scaldare anche le nostre tasche, la fortuna ci fù propizia, perché il signor Carlo,ci fermò subito. Vi stavo cercando, alle dieci arrivano due vagoni e visto che siete stati in gamba voglio fare un contratto con voi due vi pago a cottimo, vi dò il doppio dell'altra volta ma non mi interessa come fate ma voglio che in una giornata e mezza sia scaricato tutto, ve la sentite? Ci bastò uno sguardo per capirci e senza esitazioni. Va bene, ce la mettiamo tutta, ad ogni modo se ci mettiamo qualche ora in più non è poi la morte. Per me va bene e leve tre ure ad temp, se volete riposarvi andate in magazzino e venu mi a ciameve. Grazie munsù Carlo, allora noi siamo in magazzino, aspettiamo là. Cosa ti avevo detto tu mi porti fortuna, pensa il doppio dell'altra volta me car pivel, se ce la facciamo non saremo mai senza lavoro, mansù Carlo è uno dei più importanti grossisti di patate del mercato e se ci prende in simpatia e suma a post. Tutti i chissà della notte sparirono per incanto, ero sicuro che tutto si sarebbe appianato, fui io che detti una pacca sulle spalle di Toni. Sono contento però pensa che sfaticata, ma con i turni come l'altra volta ce la faremo, io direi se troviamo una carriola portiamo più sacchi e facciamo più in fretta senza fare fatica. Non si può perchè perdiamo tempo nello scaricare il carretto, e poi le patate nel rovesciare il carretto in magazzino si ammaccano e vengono marce, forse possiamo farlo questa notte quando munsù Carlo non ci vede. Adesso non pensiamo a niente facciamo un supplemento di sonno ne avremo bisogno, corichiamoci li sopra quei sacchi sembra di dormire sul letto. Strano ma mi addormentai, e nemmeno mi accorsi del passare delle tre ore quando munsù Carlo venne a svegliarci, il pensiero del lavoro mi aveva disteso i nervi e mi alzai veramente riposato. Su sveglia sono arrivati i vagoni a sun tuti vostr. Toni in vena di facezie rispose strizzando un occhio al munsù Carlo. Magari fossero nostri, li venderemmo subito e così non dovremmo scaricarli andrebbe proprio bene. Su su forza, e ricordatevi una giornata e mezza. Ci avviammo allo scalo, eccoli i nostri vagonì, guardarli dal basso sembravano enormi bestioni con la bocca spalancata, pronta ad inghiottire le nostre fatiche, e iniziammo, con un ritmo che ci dava appena il tempo per respirare, ma non mi gravava avevo addosso quella smania di fare che non mi faceva sentire la stanchezza, su e giù dal vagone al magazzino, ed ogni tanto guardavo se vedevo la gabbia che avevo visto nel sogno, ma non vedevo altro che la nera bocca del magazzino. I cambi avvenivano con regolarità, e la fatica era minore, e la mole era discreta tanto che verso mezzogiorno ci riposammo e facemmo il punto. Siamo a buon punto, però adesso bisogna mangiare qualcosa, senti Aldo davanti all'entrata c'è una baracchetta che fà dei panini potenti fai una corsa e se abbiamo abbastanza soldi è meglio prendere una bottiglia di vino, sai la polvere solo con l'acqua non va giù. Va bene ho capito, ma sai una sorsata la bevo anch'io, vado tu riposati. E via di corsa, non trovai difficoltà ormai la guardia ci conosceva e feci ritorno subito con i panini e la bottiglia, pregustando il tutto perchè tutto quel movimento mi aveva fatto venire un'appetito che non ti dico. Ma Toni caso fai ti aveva detto di riposarti, non di continuare, benedetto uomo aveva continuato a scaricare, vieni ho trovato una buta stupa di barbera, bisogna portare indietro il vuoto. Stai tranquilla che piena non torna indietro, quattro panini allora siamo ancora ricchi, e lei aptit, aspeta che vadu a lavemì le man, tu non vieni? L'appetito che era fame mi aveva fatto già addentare un panino, e rinunciai persino a lavarmi le mani. Ancora un sorso e poi è finita, adesso mi sento meglio, di Toni sai che io non bevevo vino, preferivo l'acqua. Bravo merlo non lo sai che il vino fa sangue, l'acqua fa marcire i pali, io se potessi mi laverei persino la faccia nella barbera, ma è meglio non bere troppo se no chi ci fà il lavoro? Hai ragione è meglio che ci diamo sotto, però siamo quasi alla fine del primo vagone che ne dici? Che se muoviamo le gambe per le quattro abbiamo finito il primo. Non aveva sbagliato perchè nel mentre battevano le quattro dal vicino campanile noi stavamo aprendo la porta del secondo vagone, forse saremmo riusciti a farcela, nel mentre ci apprestavamo ad aprire arrivò munsù Carlo. Allora come va? Vedo che avete già finito il primo, bravi è lei damanca ad gent come voi avete voglia di lavorare, prima avevo un capoccia che lavorava come pochi ma gli è successa una disgrazia e non lavora più, e qui il lavoro è sempre tanto, e io non posso stare dietro a tutto, se trovassi qualcuno? tu fece rivolgendosi a me sei capace di leggere e scrivere? Si ho fatto la quinta elementare, e me la cavo abbastanza. Bene quando avete finito venite nel mio ufficio, devo farti una proposta, anche di Toni parei ci aggiustiamo su tutto. Non fece a tempo voltare le spalle che mi sentii arrivare un colpo sulle spalle era Toni che mi aveva tirato una patata. Cosa ti avevo detto ci ha preso in simpatia, chissà cosa vuole, mi sbaglierò ma me car pivel ti et buti apost, speriamo che non ti dimentichi dal to amis Ciucatun. Non lo dire nemmeno scherzando siamo soci o no, cosa c'è per me è anche per te qualunque cosa sia, e non pensare che io mi monti la testa. Dai lo so scherzavo sono proprio curioso, chissà cosa vuole proporci, ma è meglio che ci muoviamo, dai Aldo. Alle tre del mattino eravamo quasi a buon punto, stanchi ed assonnati ma abbastanza soddisfatti, ci sedemmo su di un sacco. Mi sembri un carbonaio, ai la faccia nera nera, l'unione fa la forza credo che nessuno possa fare meglio di noi due me car merlus, pensa che in quattro ci mettevamo un giorno e mezzo per scaricare un vagone, e nemmeno da sani ma quasi sempre da ubriachi, siamo forti Aldo. Dai Toni ancora uno sforzo e così la finiamo, è meglio che mi muova se no mi addormento, sono morto. Hai ragione ancora uno sforzo e vedrai che ci andiamo a prendere il caffè alle sei o al massimo alle sette. Ecco ciapa a le l'ultim, puoi lasciare il sacco che hai in testa nel magazzino anzi prendi anche il mio, poi andiamo a prendere il caffè. La notte mi era sembrata lunghissima e solo adesso che mi ero fermato mi accorsi che il freddo era pungente, anche perchè il sudore mi si stava ghiacciando addosso. Muoviti non stare li fermo andiamo in piola a bere qualcosa di caldo se no ci becchiamo una bella polmonite. Appena entrammo Cecu ci sorrise da dietro la cortina di fumo del suo sigaro. Guarda guarda chi si vede come va? Ieri aspettavo che amnise a truveme, anvece andate in giro di notte cume le rate vuloire. Altro che andare in giro, pensa che ci siamo fatti due vagoni di patate, e solo in due da ieri alle dieci e l'uma fini mac ades. Parla pà ma come mai, Toni vuoi mettere su casa che ti dai da fare così non hai mai lavorato tanto in vita tua, e adesso che è ora di andare in pensione ti metti a ruscare come un matto, dai se fai tanti soldi ti vendo la mia piola e vado in pensione al tuo posto. Cecu straca nen che se guardiamo chi lavora di più tra me e te non so chi lavora di più, ma ades piantla li ad ciacarè e l'uma damanca ad cheicosa ad caud, cosa ci dai. Una bella tazza di brodo che ho appena finito di fare, nel mentre voi due giocavate con i sacchi di patate. Se ne arrivò con due scodelle di brodo fumanti, che furono accolte con gioia sia da me che da Toni, che tanto per cambiare fece fare subito una modifica al brodo. Cecu porta un quartino di vino, di quello buono, da mettere nel brodo, parei a la pì ad sustansa. Ohe schifo sembra il vomito di un ubriaco, ma come fai a bere quella porcheria non ti viene mal di stomaco? Mal di stomaco, mi aggiusta lo stomaco, prova e vedrai. Nel mentre eravamo seduti continuavano ad entrare per un ristoro molte persone ubriaconi che si sorbivano il grappino con mano tremante rovesciandone parte sul mento, per uscire con passo malfermo, colleghi che avevano sui viso le tracce della fatica, che sedevano pesantemente sulle sedie appoggiando le braccia al tavolino e appoggiando la testa sul tavolo chiudendo gli occhi per trovare un attimo di riposo. Cecu non faceva altro che girare da tavolo a tavolo, per dare la sveglia. Su gente non è il dormitorio, andate a casa, ci sono clienti che vogliono sedersi su fioi, diceva passando lo straccio umido per pulire i tavoli. Anche a noi stava accadendo la stessa cosa e ci alzammo uscendo. Ciao Cecu e cria nen sempre più diventi vecchio e barbutun. La città si stava svegliando, stavano arrivando i carri dai paesi dei dintorni con la verdura fresca, e nell'aria si sentiva lo schiocco delle fruste, i richiami, il rumore delle ruote dava quasi allegria, gli unici che non erano allegri erano gli operai che con le loro biciclette andavano al lavoro nelle fabbriche e nelle fonderie con la loro borsa del pranzo, che dovevano gridare per passare. II formicaio si stava svegliando, tutti erano indaffarati, gente che veniva a vendere gente che veniva a comprare carriole che rotolavano sul selciato tirate da versioni di collie europei, avevo letto su di un libro che in Cina vi erano degli uomini che tiravano il carretto correndo, gli stessi uomini però non gialli tiravano correndo carriole cariche all’inverosimile attraversando il tratto di strada del piazzale del mercato velocemente, si perchè chi faceva più viaggi guadagnava di più, era una gara continua, un incrociarsi di richiami. Per me non era uno spettacolo nuovo, venivo sempre con mio padre, quasi tutte le mattine per comprare la verdura fresca, ma questa volta ero dalla parte opposta, non so se era curiosità ma guardavo quella gente con altro occhio, capivo solo allora cosa era la fatica il guadagnare la pagnotta con il sudore della fronte, pane che molte volte era condito soltanto con quello, quell'affannarsi quel correre non era altro che la lotta per la sopravvivenza. Ad un tratto lo vidi con il suo cappello dritto come un fuso la sua mantellina sulle spalle, lo sguardo fiero, che aveva il potere di mettere in soggezione ohi lo guardava, mio padre. Di Toni guarda lo vedi quello laggiù, con la man- tellina e il cappello, si con i baffi quello è mio padre, l'avevi già visto? Si veniva sempre a prendere le mele dal Giaculin, sai quello che a il magazzino laggiù in fondo, a le gram cume al tosi. Vieni andiamo via non voglio vederlo, sono sicuro che ci sarebbe da litigare. Si è meglio andiamo dobbiamo andare dal munsù Carlo a sentire cosa vuole. Permesso, siamo noi munsù Carlo, siamo venuti come d'accordo. Si si avanti, sedetevi adesso devo solo finire di marcare alcune cose, e poi parliamo. Imbarazzati eravamo seduti in quel ufficio che poi non era un vero e proprio ufficio ma il ricavato di un sottoscala che dava nel magazzino, una vecchia scrivania carica di scartoffie un ferro di cavallo due calamai e soprattutto ad un lato della scrivania in terra campioni di patate, con un cartellino sopra che ne diceva il prezzo e la qualità, un grosso armadio che nel mentre apriva intravidi colmo di scartoffie. Allora a noi, io ho bisogno di un capo che mi sorvegli i vagoni sia quando arrivano, che quando li scaricano, e ti e tan sembri la persuna adata, cosa ne dici? Fece rivolgendosi a me. Ma io non so se sono all'altezza non ho mai fatto il capo, ma potrei provare, leggere so leggere fare i conti so farli voglia di lavorare ne ho se vuole posso provare. Va bene puoi cominciare già da domani vieni così io ti faccio vedere come si fa e con un paio di giorni di pratica sono sicuro che imparerai, io sono vecchio figli non ne ho che possano darmi una mano, e tu mi sembri un bravo ragazzo, mi ispiri fiducia. Stia tranquillo munsù Carlo fece Toni a le propi an brau fiol, pensi che mi sta facendo passare il vizio di bere. A proposito per te lavoro ce ne andrai con lui e gli darai una mano a cercare i facchini però ti avviso la prima volta che ti prendo ubbriaco e faso cure sensa dete gnanca na lira. Allora domani mattina alle sei puntuali mi raccomando, a un momento parliamo della cosa più importante la paga, come ti chiami. « Aldo. » A te Aldo se vai bene ti do trecento al mese, e una percentuale su cosa mi fai risparmiare di tempo, a va bin? A ti Toni duecento va bene? Non aspettò la risposta la lesse nei nostri volti raggianti, e tanto eravamo sorpresi e felici che quasi ci scordavamo di salutare. Andate andate o tanto da fare mi raccomando puntualità. Sembravamo due scemi saltavamo di gioia, non ci sembrava vero una fortuna simile non speravamo proprio ci capitasse. Non mi stancherò mai di dirti che tu porti fortuna Aldo ma ci pensi siamo a posto adesso puoi pensare anche di sposarti. Ci fece voltare un richiamo era il munsù Carlo. Di brava gente e i soldi non li volete siete così signori dai venite che vi dò la paga. Scoppiamo in una risata che zucche dopo una giornata e mezza di lavoro tanta era la nostra contentezza che persino la stanchezza ci era passata. Ecco a va bin? E' il doppio dell'altra volta, andate che e lai da fè. Di Aldo vieni andiamo da Paulin, andiamo a prendere quella cosa così gli fai un regalo di fidanzamento a Grazziella. Ma Toni è un ricordo, e poi ci bastano i soldi? Ne avanziamo anche per andare avanti tutta la settimana, su forza e sun parei content che e pieria fina na ciuca, ma ormai e podu pinen felu. Una ciucca no ma un marsalino si ce lo siamo meritato, dai andiamo da Ceou. Siete turna si? Ti Toni quarda il mio capo, adesso e lui che comanda. Cume mai? Munsù Carlo a la pialu a fare il capo con una paga che merita la pena. Be se le cose sono così vi offro io da bere siete contenti? Adesso si mette a piovere rosso Ceou che offre da bere, ma lo sai Aldo che è la prima volta che lo fa. Toni f a nen al fol bevi e andate devo andare in cucina se no il lesso perde il bollo, e parei a ven cume na sola da scarpa. Domani ci vediamo grazie Cecu; Adesso, aspetta, mi disse Toni, che guardo dove ho messo la bolletta, a eccola quì possiamo andare, non fare storie su che sono più contento io di fare il regalo che te; La cerimonia del disimpegno di un oggetto era laboriosa, e attendemmo quasi un'ora, non eravamo soli, una lunga coda di gente era con noi e ogni tanto quando l'incaricato chiamava il suo nome prendeva il suo pacchetto, chi di lenzuola chi un cappotto, e chi la fede matrimoniale, per me il tutto era una novità, non sapevo nemmeno che esistesse il Monte di Pietà. Come nome era azzeccato, gente che speranzosa si recava con qualche oggetto per ricavarne poche lire che potevano servire o per mangiare o per pagare l'affitto, gente povera che vendeva le loro piccole speranze, cosa sarebbe successo quando non avrebbero avuto più niente da impegnare? Sarebbero morti di fame, o avrebbero ingrossato la legione dei mendicanti che impietosamente percorre le vie della città, chissà quanti drammi ci sono dietro ad una mano tesa, e quante volte si fa finta di non vedere quella mano ignorando che forse a fame, o per paura di privarsi della liretta solo vedendo e provando si può capire sia egoista l'uomo. O ecco il nome di Toni, che scatoletta lussuosa. Ecco il mio regalo di nozze et ses cuntent? Se sono contento, non trovo parole per dirti quanto te ne sia grato, sai quanto tempo avrei impiegato per comperare un regalo così. Non pensarci piuttosto guarda se ti piace, non è mica male. Cautamente svolsi la scatoletta, rimasi senza fiato un bellissimo anello e con un brillantino che faceva risplendere i pallidi raggi di sole, un regalo degno per la mia regina. Adesso non vedevo l'ora che venisse la sera e vedere Grazziella, e farmi bello con le penne del pavone, vedere la sua faccia mi sentivo al settimo cielo. Di Aldo perchè non vai a casa di lei e parli con sua madre, al massimo ti sbatte giù dalle scale, gli spieghi tutto e credo che ti possa capire parlane a Grazziella, senti cosa ti dice, io avevo fatto così e sua madre non mi aveva detto di no anzi non vedeva l'ora che lei se ne andasse. Ma io questa sera ne parlo, se mi dice si vado su subito e gli parlo adesso il lavoro l'ho trovato, e mi posso anche permettere di sposarmi, tu che ne dici? Prova se non lo fai non potrai mai saperlo. Di ma se stiamo qui in mezzo alla strada finiamo di gelare, facciamo una cosa, andiamo su nella soffitta, ci mettiamo a dormire cosi oltre a risparmiare un pasto ci riposiamo per domani che te ne pare? Hai ragione Toni è meglio che andiamo a cuccia. E pian piano ci avviammo discutendo e sentendo i progetti di Toni e i suoi vari consigli. Non devi dare confidenza a nessuno guarda solo il lavoro, e cerca di non sbagliare, e vedrai che con munsù Carlo ti troverai contento. Affrettammo il passo anche perchè il freddo si faceva sentire dopo la notte in bianco, e arrivammo sotto casa abbastanza in fretta e iniziammo la solita salita con somma circospezione, anche questa volta tutto andò bene. La sorpresa l'avemmo quando entrammo, seduta sul letto Graziella con gli occhi arrossati dal pianto, ci lasciò entrare per assalirci. Siete senza cognizione ieri sera quando non vi ho visti ho subito pensato che vi fosse successo qualcosa, sono stata tutta la notte affacciata alla finestra, con la speranza di potervi vedere, ma niente ho sofferto le pene dell'inferno, è tutto lì il bene che mi vuoi? Ma Graziella aspetta che ti spieghi il perché non siamo tornati, non era possibile siamo stati tutta la notte in piedi, abbiamo scaricato due vagoni, e per guadagnare di più non ci siamo fermati. Si hai ragione ma io come facevo a saperlo ero sicura che ti avrei visto al mio ritorno, ho persino pensato che tu non mi volessi più bene e te ne fossi andato via. Ma brava è tutta questa la fiducia che hai in me? No Aldo io non sapevo più cosa pensare. Ma adesso sono qui e ascoltami bene devo dirti cosa è successo, pensa che il padrone dove mi ha portato Toni mi ha offerto un posto di lavoro come capo, con uno stipendio di trecento lire più una percentuale sul tempo che gli faccio risparmiare, ma ci pensi che ci possiamo sposare anche subito, anzi ho deciso, vado a parlare con tua madre, cosa ne dici? — Che prima gli parli io non trovi che è meglio preparare il terreno? — Va bene ma fai in fretta io ti aspetto qui sù vai e poi mi vieni a dire cosa ti ha detto. Toni non aveva aperto bocca, e mi osservava in silenzio sino a quando lei usci. — E zes propi coit va che non vedi l'ora di sposarti, ma se mi vuoi come testimone dammi il tempo che fasa qualche sold per cateme na muda se no vengo in chiesa con la tuta vista la tua fretta. Non riuscivo a stare fermo, continuavo a passeggiare su e giù come un leone in gabbia con l'orecchio teso per sentire i suoi passi, per avere il responso. — Stai tranquillo piantala di andare su e giù cosi mi fai venire ubriaco senza bere, ma bun fiol lasciagli il tempo di parlare, in fin dei conti non è che ci si sposa tutti i giorni. Ma cosa fa quanto ci mette speriamo che gli dica di si, io senza lei non sarei capace di fare niente, cosa dici Toni gli dirà di si? Ma se sua madre fossi io non direi certo di no, ma le donne non si sa mai cosa possono pensare, le madre poi quando si tratta di perdere la figlia sono tremende. Ecco passi che salgono le scale di corsa, Aldo ven giù cur fa ampresa mia mamma ti vuole vedere, dai corri. Vengo vengo aspetta solo un minuto che mi in- filo la giacca. Ero già fuori della porta quando Toni con un grido. Ti merlus et lu pie nen l'anel. Dietro front altra corsa e via con la scatoletta, e l’augurio mormoratomi da Toni. Permesso, posso mi scusi sa se vengo a disturbarla. Venga venga mia figlia sembra diventata matta è venuta giù come una furia e mi ha raccontato tutto, benedetti ragazzi cosa aspettavate a dirmi tutto, io non vi mangio mica, ma si sieda non stia li impalato Graziella daie na cadrega. Si mamma, su Aldo sette non ci mangia mica. Dunque lei vuole sposare mia figlia, bene, sono contenta ma siete sicuri di volervi bene? Non sarà poi soltanto un'infatuazione? Signora se non fossi sicuro stia tranquilla che non sarei qui, per me Graziella è la cosa più bella che esista, e sono più che sicuro di volerle bene mi creda. Mia figlia mi ha detto che lei ha lasciato la sua casa per colpa sua, e quella é una cosa che mi addolora io sono madre e posso pensare cosa sta pensando la sua nel saperlo distante, non gli dia questo dolore torni a casa non la faccia soffrire, pensi quanto ha sofferto lei nel metterlo al mondo, ci pensi, ad ogni modo io non è che gli metta un obbligo, faccia come meglio crede, ormai è un uomo e deve sapere quello che è bene e quello che è male, sperando che cosa fa lei adesso non gli sia fatto dai suoi figli un domani. Signora mi scusi ma ormai ho deciso, voglio vivere come mi sento di vivere lavorando ma cosi. A se lei ha scelto non ho niente in contrario, riguardo a mia figlia si lei malgrado tutto mi sembra un bravo ragazzo, e sono convinta che saprà farla felice, e tses cuntenta ti Graziella? Se sun cuntenta mama, a le al pi bel mument ad la mia vita, grazie. Anche a nome mio grazie vedrà che saprò farla contenta. Beh, adesso basta se no en feve piuré, su deve an basin, parei, ed pode ciameme mamma se et vole. A dimenticavo devo darti se lo accetti la cosa più importante; no non spaventarti, è solo un anello se no che razza di fidanzamento sarebbe. Febbrile curiosità nello svolgere il pacchettino ; e l'urlo di stupore. Guarda mamma che meraviglia che bello, e con uno scatto mi si buttò fra le braccia stringendomi a lei. Complimenti nemmeno la buonanima di mio marito mi aveva fatto un regalo simile, proprio bello. Su Graziella non stare li impalata fai un caffè, io e Aldo dobbiamo ancora parlare di alcune cose, vai in cucina. Mi dica signora, anzi mamma cosa c'è. Volevo soltanto farti una raccomandazione sai Graziella è ancora una bambina trattamela bene, io ti parlo come a un figlio, so che ti ha detto di andare su nella soffitta, io sono povera e per adesso quello è l'unico regalo che vi posso fare poi tu con il tuo lavoro e con il tempo troverai un alloggio, e cosi vi potrete sistemare bene per il principio aggiustatevi cosi non è poi tanto brutta, è asciutta, e forse è più calda di qui sotto senza accendere la stufa. Dire grazie e ben poca cosa, posso solo dire di essere contento di avere trovato una seconda madre, permettimi che ti abbracci. Vieni sei ancora un bambino ma con tanto cuore, e a questo punto con me fra le braccia non poté frenare i singhiozzi, ah se ci fosse ancora il mio povero Remigio. Mamma ma cosa fai ti metti a piangere, non fare cosi adesso che sono felice dai su, e poi sai che sono gelosa cosa fai con il mio Aldo fra le braccia. Quella battuta tolse il velo di tristezza che stava scendendo su di noi quando il nostro ricordo va al passato, e ci mettemmo tutti a ridere. Glielo hai detto a mia madre che siete in due, a fare la nanna? Come in due non mi hai detto niente Aldo. Con tutto questo trambusto quasi me ne ero dimenticato, si un mio amico che grazie a lui ho non soltanto trovato il lavoro ma anche la fiducia in me stesso, è sopra che aspetta. Ma vallo a chiamare deve essere una brava persona, su vai sopra fallo venire giù. Toni seduto sul letto sembrava un cucciolo senza il padrone, e appena mi vide sorrise contento. Allora come è andata, tutto bene et las na facia ca mi da sula. Si Toni vieni sei invitato anche tu sotto la suocera ti vuole conoscere, dai vieni. Ma no io non mi oso poi è lei mac le braie e al miun, non sono vestito da cerimonia, e venu nautra volta. No, tu vieni anche subito e come sei va benissimo ti vergogni di essere un lavoratore? Mi no soltanto non vorrei farti fare brutta figura, è troppo tempo che frequento soltanto delle piole, e zas e sun nen tant fin. Vuoi che ti porti in braccio, sei un po' pesante ma io ti porto ugualmente su fa nen al cit. E va be et las vursulu ti arrangiati. Permesso, sono io con Toni. Piacere signora e auguri a la truvà an gener ca merita la pena, e non perchè è un mio amico ma fioi parei as na trova pochi ca cherda. Ma anche lei che è suo amico deve essere bravo, se no come farebbe ad essere amico? Per fortuna Graziella dette la fine ai commenti. Cosa aspettate che il caffé venga gelato? Ed eccoci tutti e quattro attorno al tavolo, come vecchi amici. Aldo adesso è anche proprietario di casa, disse la mamma gli ho regalato la soffitta come dono di nozze, non posso dare nemmeno la dote alla mia cita e sun nen ricca. Toni ed anche Graziella sbarrarono gli occhi, e Toni con una delle sue solite facezie. Se continui cosi va a finire che diventi padrone di Torino, et las fait a paraqua. Ad ogni modo la dote più bella è la Mia Graziellina, il resto non conta, per adesso io e Toni dormiamo 11 e appena si fu un posto libero ci mettiamo a metterla a posto. Senti mamma quella vicina alla nostra se non mi sbaglio è vuota, e non è ad madamin Francesca, bisogna che i ciama se ce la affitta cosi Toni rimane vicino a noi cosa ne dici Aldo. Di parlare al più presto con madama Francesca. Prevalse la stanchezza, e sentivo che i miei occhi si stavano chiudendo e cosi tagliai corto. Scusateci ma non abbiamo dormito questa notte e se non vi dispiace andiamo a fare un po' di sonno siamo morti scusateci, ma dobbiamo essere pronti per domani mattina alle sei. Avete mangiato? Si ma anche se non lo avessimo fatto ai fiisa anche an pulast non ce la farei nemmeno a mandare giù un boccone. Vi accompagno, cosi vi faccio i letti mia mamma mi ha dato le lenzuola. Mamma grazie e trovu nen ad parole. Lascia perdere va a dormire che sei stanco buon riposo a tutti e due. Toni era già per le scale, e quando arrivai si stava slacciando le scarpe, lo fermai in tempo. Aspetta adesso viene Graziella ci rifà i letti, la mamma da sotto ci manda le lenzuola. Mi guardò e vidi il perché della sua fuga, i suoi occhi erano lucidi di pianto. Ma cosa fai Toni, piangi? Cosa vuoi che ti dica era tanto tempo che non entravo in una casa, e poi vederti così felice mi ha fatto tanta commozione, anche se sei solo un amico e a le poc che es cunusuma et voiu bin come an fiol. Gli strinsi la mano quello sconosciuto che sentiva un sentimento per me, stavo quasi per piangere, ma Graziella entrando capi e per questa volta soppiantò Toni con una battuta. Se e piure ades figuriamoci quando mi sposo, per regalo di nozze mi faccio regalare un salvagente, ma non state li a guardarmi datemi una mano devo fare il letto ai signorini. L'ultima volta che ho dormito con le lenzuola è stato quando sono andato all'ospedale, ero caduto per le scale della piola di Cecu, an voli che a meritava la pena, sono caduto su di una damigiana e per il colmo era anche piena, avresti dovuto vedere un lago di vino e non potevo berlo, e Cecu che si preoccupava per me io per il vino, asmiava ad vtude na comica ad ridolini tra al mal e la puzza quando mi hanno portato all'ospedale il dottore salta fuori e fa. Cosa è questo un ferito o una botte di vino, suora me lo lavi bene, altrimenti mi ubbriaco solo andandogli vicino. E mi che iera ciuc e che sentia niente, mi sono accorto soltanto dopo alla mattina quando invece del mio solito quartino per colazione mi vedo arrivare il caffè-latte, che scor. Noi due ridevamo come pazzi, il solo pensare Toni, all'ospedale con la tazza del caffè-latte. Adesso basta lasciatemi fare i letti, fuori, andate in fondo al corridoio altrimenti non andate più a dormire. E' pronto venite, e mi raccomando lavatevi cercate di non sporcare troppo il sapone e l'asciuga- mano sono li vicino al lavandino, anche tu Aldo sei un pochino pigro, lascia la roba sporca. in quella cassetta, anche tu Toni cosi io vi lavo tutto, adesso scappo dammi solo un bacio ciao e buon riposo. Non fece a tempo uscire che già si stava slacciando le scarpe, e mi fece ridere perché si avviò con i piedi nudi verso il lavandino. Cosa fai ti lavi i piedi? Non hai sentito cosa ha detto la padrona, dobbiamo essere puliti sù anche tu lavati le piotte. Tutti puliti ci apprestammo giusto sonno e, non mancò molto che un lieto russare riempi la soffitta, e le miserie e gli affanni sparirono con il sonno e con la speranza che al risveglio fosse lieto io pensavo alle sei al compito che mi attendeva, ne sarei stato capace? Aldo svegliati sono le cinque, mi svegliai non completamente credevo di sognare era lei stretta in una lunga vestaglia, con gli occhi assonnati, i capelli arraffati la vocetta impastata di sonno, quanta tenerezza mi fece. Grazie ratin spero che ogni mio risveglio sia sempre cosi. Su sveglia Toni e venite sotto ho fatto il caffé non fate tardi, e fate piano mi raccomando. Dài Toni sono le cinque alzati, come hai dormito? E me lo chiedi, non scherzavo quando ho detto dell'ospedale. Scendemmo le scale e senza bussare entrammo nella cücina una caffettiera fumante ci attendeva, due panini ohe Graziella stava avvolgendo era la nostra colazione, un bacio e via, il freddo era intenso ed il nostro fiato usciva fumante dalle nostre bocche, il nostro passo svelto non si vedeva l'ora di essere al lavoro. Ed eccoci, l'ufficio era aperto però munsù Carlo non c'era, e ci sedemmo sui gradini ad aspettare, non lo vedemmo arrivare, sentimmo solo un : Siete in orario, bravi, ma adesso andiamo, tu Toni vai a vedere se trovi quattro persone, e tu Aldo vieni con me ti spiego. Ci inoltrammo nel magazzino, e iniziò la lezione. Senti bene a me piace dire le cose una volta sola, stai bene attento a cosa ti dico, ti ho preso con me perché ho bisogno di gente come te che sappia cosa si fa, a me la cosa che interessa è che la merce che arriva deve essere scaricata nel minor tempo possibile, altrimenti rischio che venga marcia, oppure che i prezzi si abbassino e cosi non posso guadagnare cosa dovrei, il tuo compito è che tutto vada nel minore tempo possibile sai ti ho visto l'altra sera quando credevate che io non ci fossi, il tuo sistema di usare la carriola non lo avevo mai visto, io ti dò gli uomini e tu pensa a insegnargli come si fà, sei giovane e tenteranno di prenderti in giro, ma tu fai finta di niente e il primo che parla lo fai correre, non avere pietà di nessuno il lavoro è lavoro, e i soldi che tu puoi guadagnare sono molti. Si ma posso usare i metodi che mi sembrano migliori, senza che nessuno mi dica niente? Come fai a me non interessa, a me interessa solo il risultato, fai come meglio credi, hai carta bianca. Allora vorrei che mi procurasse quattro carriole ma non quelle con le ruote alte, con le ruote basse, cosi il carico non vibra e non cade, anzi se fosse possibile non con le ruote di legno ma con la gomma attorno nei salti non traballano. Va bene io le ordino ma tu nel frattempo cerca di essere veloce lo stesso, sono arrivati due vagoni e per questa notte devono essere vuoti, anche perché più il vagone rimane qui e più mi costa, capisci perché il tempo conta? Si va bene con quattro uomini io e Toni forse facciamo più presto di cosa lei pensi, forse per le otto abbiamo finito. Non esagerare a mi an basta che per duman matin abbia la merce in magazzino, ad ogni modo fa ti che et zas. Va bene ci penso io ma mi deve lasciare usare la carriola, per guadagnare tempo. Forse non mi sono spiegato bene, fai come credi, adesso vado devo stare in ufficio, aspetto gente, su vai e datti da fare. Toni stava arrivando con quattro uomini, e sentii solo che diceva loro : Mi raccomando non fatemi fare delle rupie, se no eu pistu la facia fin ca basta. Li riunii e spiegai loro cosa intendevo fare per guadagnare tempo, mi guardarono con il sorriso tipico di chi sà e gli secca che gli si ricordi mio malgrado dovetti essere esplicito al massimo dicendo loro. Se vi piace bene se no andatevene, sappiate però che se per questa sera i vagoni sono vuoti vi faccio dare un premio, e dall'espressione dei loro volti capii che avevo fatto centro. Su al lavoro, e mi raccomando fate come vi dico cosi non solo faticherete meno ma faremo in modo di guadagnare il premio. Faticai non poco erano abituati ai vecchi metodi, e le novità non erano di loro gradimento, ma si adattarono, anzi uno di loro disse: Però al pivel a le pa fol, as fà propi menu fatiga. Mezzogiorno e qui la novità non gradita, invece di smettere tutti assieme, si andò a mangiare a coppie anzi io non andai Toni mi portò un paio di panini e rimasi sulla banchina a fare coppia con Toni e continuare il lavoro. Ero tutto compreso nella mia mansione di capo, che non mi accorsi nemmeno della stanchezza, né del freddo, ero soddisfatto che tutto andava secondo i miei piani, ero sicuro che avrei finito all'ora che avevo preventivato e per fare ciò di buona lena aiutavo gli uomini, Verso le sei mi assentai un momento per andare in ufficio dal principale, e fare il punto della situazione, che andava secondo le previsioni, e nel mentre stavo parlando vedevo il principale che sorrideva, e assentiva: si, se va cosi vedrai che andrà sempre bene. Tornando detti loro la notizia e visto che avevano quasi terminato e si stavano rilassando, dette loro vigore. Allora il principale mi ha detto che il premio è sicuro, però per le otto tutto deve essere finito. E come avevo previsto alle otto tutto era terminato, e Toni come il solito se ne usci con un: Oltre al premi ev pagu da beivre mi, e seve propi d'amis. Munsù Carlo non credeva alle sue orecchie. Ma et las voia ad pieme an gir, e leve propi fini. Venga a vedere, ecco le chiavi del magazzino tutto a posto, cosa devo dire che li paghiamo domani, o adesso. Quanto gli hai detto che gli davi? Premio compreso? Gli dissi la cifra, e per un attimo pensai che si fosse arrabbiato. Scusami stavo calcolando quanto mi hai fatto risparmiare, bravo vai avanti così e andiamo bene, tieni mi disse tirando fuori un enorme portafoglio a fisarmonica, vai a pagare la gente, e questo è per te trenta lire, a va bin? Se va bene, non so come dire grazie. Me lo dici un'altra volta adesso vai che ti stanno aspettando, domani mattina alle sei vai pure a casa, il magazzino è chiuso bene? Si tutto a posto è ben chiuso, allora Buona sera, a domani mattina. Ciao e buona notte. Erano là che mi aspettavano, ansiosi di vedere se la promessa era rimasta soltanto tale, ma appena videro che mettevo la mano in tasca e il tintinnio delle monete la loro non fu solo contentezza ma vera gioia. Vaire can da ad premi, cume a la dine od menu. Cosa prometto mantengo, ecco e domani mattina alle sei trovatevi qui, forse ci sarà altro lavoro, a patto che facciate cosa vi dico e cosi va bene per me e anche per voi, perché io prendo uno stipendio come voi e devo guadagnarmelo facendo cosa vuole il principale. Su gent e lei dive che e pagava da beive, e alura cosa aspetuma di diventare un pano di ghiaccio? E brau Toni e ieru già dismentiase, a ven anche chiel capo? Solo allora mi accorsi che non mi davano del tu, e in certo qual modo la cosa mi piacque, allora ero diventato qualcuno, e andando da Cecu pensavo che forse mi stavo montando la testa, o forse valevo qualcosa. O i mei amis alura cosa beive, vin o na bela scudela ad brod? Acqua calda niente lavati i piedi, porta di quella rossa, disse Toni pago io. Di' Toni mi raccomando non bere troppo, pensa che domani mattina dobbiamo lavorare. Aldo stà tranquillo mi voglio solo levare la polvere dalla gola, e la ciuca e la piu quandi e ta spo- si, cul di la ed vudi che ciuca che piu. Fu un felice ritorno a casa, Graziella era sul portone che ci aspettava e mi corse incontro. Ciao Aldo come è andata sei stanco hai freddo, avete già mangiato? Quante domande, fammi tirare il fiato che poi ti racconto, ad ogni modo più bene di cosi non poteva andare, guarda munsù Cario mi ha dato la mancia trenta lire to tienile tu mettile da parte per la nostra casa, e sollevai anche il sacchetto che avevo preso in magazzino, guarda ci sono delle patate, forse serviranno in casa a tua madre, il principale me le ha regalate. E parlando salivamo le scale felici come non mai, era come fosse arrivato il marito dopo una giornata di lavoro, e la moglie con amore lo aspettasse sulla soglia di casa, si doveva essere proprio cosi. Persino sua madre ci accolse con gioia, e premurosamente ci fece sedere. Su seteve deve esi strac, come è andata con questo freddo chissà pori fioi fora quanto ne avete preso, sedetevi qui vicino alla stufa, la minestra è calda mangiatene un piatto, e lei fala stamatin e speru che vi piaccia, pietanza ho fatto lo spezzatino con le patate, a le propi bun su Graziella prunta la tavola che gli uomini devono mangiare, l'unica cosa che non c'è è il vino io non ne bevo e nemmeno la mia vita. II calore della famiglia che cosa bella, anche se invece di minestra e pietanza ci fosse stato soltanto pane e cipolle sarei stato ugualmente felice è il sentirsi soli che detta tristezza, e il pensare che qualcuno ti pensa e sente qualcosa per te ti rende molte volte ebbro di gioia, come lo ero io quella sera, si ora avevo una famiglia che sentivo forse più di cosa lo era stata la mia precedente. Ma cosa fai ti sei incantato con il cucchiaio in mano, non ti pjace la minestra? Fece Toni. No, stavo pensando che sono stato fortunato, e basta. Nel mentre mangiavo Graziella era seduta vicino a me e semibrava un gattino che fa le fusa, guardando attorno ebbi la sensazione che quella fosse sempre stata la mia casa. Grazie delle patate, con lon ca custu, così risparmiamo, disse la mamma per la casa tutto va bene. Domani disse Toni, se vedo un mio amico che lavora nella verdura, mi faccio dare qualche cosa, parei a mancherà mai niente. Graziella espresse un suo desiderio, che subito mi parve sciocco. Perché domenica non andiamo a Superga? Con questo freddo cosa vuoi andare a fare, non c'è nessuno. Meglio ancora, cosi stiamo più tranquilli, possiamo andare in quella piola dove il mio povero papà mi portava sempre, a fan la frità ad rane, e lei na voia ad mangela, ca finis nen. La madre la mise a tacere. Questo non è il momento di pensare a domenica pensa che dalle sei di questa mattina non si sono fermati che adesso e credo che siano abbastanza stanchi, vai piuttosto sopra con una bottiglia di acqua calda, parei a podu lavese prima da andé a dormi, su va. Io intanto ruminavo sui desiderio di Graziella, chissà perché voleva andare a Superga, la collina era coperta di neve, e che la dentiera ci portasse sino là, ma poi lassù la neve era abbastanza alta, e non vedevo dove volesse andare, glielo avrei chiesto. Aspettate adesso vi faccio il caffè, cosi digerite, lu fasu mi perohé e cherdu che Graziella a sia andurmise an ti vostri let. No, stavo pensando che sono stato fortunato, e basta. Nel mentre mangiavo Graziella era seduta vicino a me e semibrava un gattino che fa le fusa, guardando attorno ebbi la sensazione che quella fosse sempre stata la mia casa. Grazie delle patate, con lon ca custu, così risparmiamo, disse la mamma per la casa tutto va bene. Domani disse Toni, se vedo un mio amico che lavora nella verdura, mi faccio dare qualche cosa, parei a mancherà mai niente. Graziella espresse un suo desiderio, che subito mi parve sciocco. Perché domenica non andiamo a Superga? Con questo freddo cosa vuoi andare a fare, non c'è nessuno. Meglio ancora, cosi stiamo più tranquilli, possiamo andare in quella piola dove il mio povero papà mi portava sempre, a fan la frità ad rane, e lei na voia ad mangela, ca finis nen. La madre la mise a tacere. Questo non è il momento di pensare a domenica pensa che dalle sei di questa mattina non si sono fermati che adesso e credo che siano abbastanza stanchi, vai piuttosto sopra con una bottiglia di acqua calda, parei a podu lavese prima da andé a dormi, su va. Io intanto ruminavo sui desiderio di Graziella, chissà perché voleva andare a Superga, la collina era coperta di neve, e che la dentiera ci portasse sino là, ma poi lassù la neve era abbastanza alta, e non vedevo dove volesse andare, glielo avrei chiesto. Aspettate adesso vi faccio il caffè, cosi digerite, lu fasu mi perohé e cherdu che Graziella a sia andurmise an ti vostri let. Nel mentre la madre era indaffarata in cucina Toni fece la sua proposta: Cosa ne dici che gli diamo qualcosa, visto che a lai piane an pensiun, a le giust che paguma, io lo faccio con gioia, mi sembra di tornare indietro con il tempo quando avevo una famiglia anch'io, tutte queste premure an fan bin al cor. Giusto, guarda abbiamo ancora sessanta lire, quaranta le diamo a lei, e il resto lo teniamo noi pér le spese, che ne dici? Che va bene capo, se solo una settimana fà avessi avuto sessanta lire, e l'avria beivuie tutte. Ecco il caffé, lo zucchero mettetevelo voi mi e lu piu sempre amer, a fa meno male. Madamin cà senta bin, noi due, fece Toni non possiamo tanto ma visto che chila si disturba cosi per noi, ca pia sono pochi soldi, ma quando alla fine della settimana ci pagano ci diamo poi di più, non basteranno mai per tutto quello che ha fatto per noi. No niente, e seve ad bravi fioi, e io ho fatto tutto perché voglio vedere mia cita cuntenta e anche perché siete simpatici, e lei capitu subit. Ci interruppe Graziella entrando. I signori sono serviti, non spaventatevi perché ho steso la vostra roba che ho lavato in un angolo ma asciuga prima li che sul balcone qui sotto. Ti Graziella Aldo e Toni mi vogliono dare dei soldi perché dicono che sono dei pensionati, dillo anche tu che non voglio niente, mi e lei fait tut perché a sun brava gent, e poi che prenda dei soldi dal mio futuro genero non mi sembra una cosa bella. Povera donna nel dire queste cose aveva gli occhi lucidi di pianto, ma per l'ennesima volta Toni salvò il tutto con una delle sue battute, io non so dove le prendesse, ma venivano fuori sempre al momento opportuno. Mi dia retta madamin se lei va dal macellaio e dice, sa, mio genero viene a mangiare da me, mi faccia il piacere mi regali un chilo di carne, e mi raccomando ci metta anche i gusti, an piaseria sente cosa ai rispund. Ne segui una risata che ci mise tutti di buon umore, e pronti per la gradita fatica notturna, il buon sonno. Questa volta il primo a sgomberare il campo fui io Toni si attardò a tavola per tenere compagnia alla suocera, Graziella venne sù con me e appena entrati, dopo averla abbracciata, buttai fuori la domanda che mi stava frullando per il capo, e aveva destato la mia curiosità. Dimmi un po' che cosa vuoi andare a fare a Superga, proprio adesso che non c'è nessuno, sono curioso proprio di saperlo. Abbassando il capo ed arrossendo sentii la sua domanda, che mi dette un vero colpo al cuore. Sai Aldo ho fatto un voto che se tutto andava bene tra di noi, sarei andata dalla stazione della dentiera sino alla basilica a piedi nudi, e visto che il voto è stato esaudito, devo andare a scioglierlo, se no poi succede qualcosa di male, ti prego Aldo portami. Sciocchina ma lo sai che per sciogliere un voto tu vai a rischio di andare all'ospedale, ci mancherebbe altro. No, Aldo voglio andare se no sento che succederà qualcosa di brutto, e io ti voglio bene non voglio che succeda al mio amore. Al me pasarot, stai tranquilla che se non mi lasci tu non succede niente ad ogni modo se proprio vuoi andare va bene io ti porto, cosi andiamo anche a mangiare la frittata di rane che ti piace tanto. Lo sapevo che sei bravo, quanto ti voglio bene, pensa come andremo d'accordo, sei tanto buono, al me amur. Su adesso vai sotto se no tua mamma pensa male, e non voglio che lo pensi, sù vai sotto, no, aspetta, prima voglio il bacio della buonanotte, ecco cosi. Anche quando usci una parte di lei rimase accanto a me la mia donna, il mio istinto non si era sbagliato, la molla che spinge tante cose si muove per istinto e il mio non si era mosso nella direzione sbagliata, povera cara aveva fatto un voto la speranza ohe non mi accadesse niente, doveva non soltanto volermi bene ma anche avere una enorme fiducia in me non era giusto tradire quella fiducia né ora né mai, me lo giurai. Si può, non disturbo mica disse Toni entrando, mi scusi capo ma vengo a pluccare, lei mi lascia? Dai Toni non fare il cretino, e non sfottere, guarda ti ho lasciato dell'acqua calda, se vuoi lavarti. Si capo, e non prendertela io scherzavo, se non lo faccio con te con chi credi che lo possa fare. Ma io non mi arrabbio, stai tranquillo, sono soltanto pensieroso, sai che Graziella che razza di voto ha fatto? E gli raccontai tutto, e pure lui rimase scosso, consigliandomi di andarci. E' meglio che ci vada se no può darsi che ti succeda qualcosa di brutto. Va bene, ci vado cosi sarete tutti contenti, ma ades a le mei che as butùma a dormi, buonanotte Toni. Buonanotte capo. II risveglio fu nuovamente dolce e la mia fatina mi svegliò con un bacio, io l'attirai a me e la strinsi si, povera cara timidamente si ritrasse e esortandomi a fare in fretta altrimenti la colazione si freddava mi disse. — Dài maritino sveglia che più stai sotto le coperte e più diventi pigro.
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